Qual è la posizione italiana rispetto alle richieste degli Stati Uniti sulla Groenlandia
Adesione ad un'interrogazione del Gruppo PD al Senato in merito alla posizione italiana rispetto alle richieste degli Stati Uniti sulla Groenlandia.
Testo dell'interrogazione:
Atto n. 3-02345 | Pubblicato il 21 gennaio 2026, nella seduta n. 383 | Svolta nel Question Time del 22 gennaio 2026
BOCCIA, LOSACCO, ALFIERI, DELRIO, BAZOLI, LORENZIN, MIRABELLI, NICITA, ZAMBITO, IRTO, BASSO, D'ELIA, ZAMPA
Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale.
Premesso che:
il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, a partire dall’inizio del suo secondo mandato, ha scelto di perseguire una linea di politica estera fortemente unilaterale, mettendo in campo una strategia di disarticolazione del quadro internazionale, delegittimando continuamente le istituzioni multilaterali e abbattendo, nei fatti, l'ordine internazionale per come stabilito dal secondo dopoguerra. In tal senso, basti pensare alla pubblicazione, lo scorso 4 dicembre, della nuova "Strategia di sicurezza nazionale" degli Stati Uniti, che ha segnato una svolta allarmante nelle relazioni transatlantiche. La nuova Strategia rappresenta un attacco senza precedenti all’Europa, che viene descritta con toni di sospetto e ostilità come un attore secondario in declino e non più come un alleato strategico;
ad un quadro già pesantemente compromesso occorre aggiungere la dichiarata volontà di annettere la Groenlandia, di cui Trump reclama l’annessione o almeno l’assoggettamento per ragioni di sicurezza, in quanto controlla bracci di mare che il disgelo sta rendendo strategici per le rotte marittime, in una pericolosa escalation;
dopo la prova di forza in Venezuela, portata sotto controllo statunitense con i suoi preziosi giacimenti petroliferi e minerari a seguito dell’esfiltrazione di Maduro, cui non è seguita alcuna transizione democratica, ma solo il passaggio di potere a Delcy Rodríguez, fedelissima del dittatore venezuelano, è ora la volta della Groenlandia, rivendicata in realtà più per i suoi ricchissimi giacimenti minerari, in particolare le terre rare, che per effettive ragioni di sicurezza. Come noto, infatti, la Groenlandia ospita, nella base di Pituffik, una presenza militare americana che, in virtù di un trattato bilaterale risalente al 1951 ed aggiornato nel 2004, gli Stati Uniti possono decidere di espandere quando e quanto ritenuto necessario;
a differenza del Venezuela, dominata da una feroce dittatura verso cui il Partito democratico ha da sempre espresso il suo contrasto attraverso numerosi atti parlamentari, la Groenlandia non è governata da un regime autoritario, né è coinvolta in traffici illeciti. La Groenlandia è soggetta alla sovranità della Danimarca, Stato membro della UE, oltre che della NATO, con limitati poteri di autogoverno concessi ai circa 55.000 residenti, in gran parte nativi;
considerato che:
il presidente Trump a seguito dell’invio di truppe di otto Paesi europei (Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Paesi Bassi, Norvegia, Svezia e Regno Unito,) nell’ambito dell’esercitazione “Arctic Endurance” allo scopo di rafforzare la sicurezza dell'Artico come interesse transatlantico condiviso, ha annunciato dazi al 10 per cento per i predetti Paesi a partire dal mese di febbraio annunciando, inoltre, un ulteriore rialzo degli stessi dazi al 25 per cento dal mese di giugno, “finché non verrà raggiunto un accordo per l'acquisto completo e totale dell'isola”;
val la pena evidenziare, inoltre, a riprova della pericolosità delle intenzioni di Trump, la pubblicazione su “Truth Social” di una foto generata dall'intelligenza artificiale in cui compare sullo sfondo una cartina dell'America con la bandiera USA associata ai territori di Canada, Groenlandia e Venezuela;
la Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha definito le tariffe aggiuntive a chi ha inviato contingenti militari in Groenlandia “un errore, soprattutto tra alleati di lunga data”, il commissario europeo all'Economia, Valdis Dombrovskis, a Bruxelles in conferenza stampa al termine dell'Ecofin ha dichiarato che in risposta alle minacce di dazi, “manteniamo tutte le opzioni sul tavolo (...). C'è anche la possibilità di utilizzare controdazi”, la UE valuta, infatti, controdazi fino a 93 miliardi contro gli Stati Uniti. L'alto rappresentante UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Kaja Kallas, intervenendo all’Eurocamera, ha affermato che “la Groenlandia appartiene al suo popolo. Nessuna minaccia di dazi doganali potrà cambiare questa situazione. La sovranità non è negoziabile” e il Parlamento europeo, inoltre, ha sospeso il voto sull’attuazione di una serie di regolamenti UE volti ad attuare gli impegni sulle tariffe definiti nell’accordo quadro UE-USA;
a fronte delle affermazioni fortemente critiche dei vertici UE e del primo ministro britannico, Keir Starmer, la Presidente del Consiglio dei ministri si è limitata ad una telefonata privata e non ha espresso alcuna posizione pubblica di aperto contrasto alle brutali minacce di Donald Trump, mostrando ancora una volta un atteggiamento subalterno al Presidente statunitense, nonostante l’oramai evidente volontà del medesimo di aprire un conflitto senza precedenti con un partner storico come l’Europa, con pericolose conseguenze in ambito NATO;
al riguardo val la pena ricordare come la Presidente del Consiglio abbia più volte ricordato l’importanza dell’unità dei Paesi occidentali, unità che il presidente Trump mostra di non avere in alcuna considerazione con evidenti ricadute positive per Paesi come Russia e Cina;
di fronte alle continue aggressioni e provocazioni dell’amministrazione americana, appare non più rinviabile la scelta di un posizionamento politico netto che non presenti più esitazioni e ambiguità, che scelga l’interesse europeo, collocando l’Italia sulla frontiera più avanzata in piena sintonia con i nostri partner europei,
si chiede di sapere quali iniziative il Governo, alla luce dei gravissimi fatti esposti, intenda intraprendere in tutte le sedi internazionali per contrastare le minacce di annessione della Groenlandia da parte del presidente Trump, fatto che rappresenterebbe un attacco gravissimo e senza precedenti all’ordine uscito dalla seconda guerra mondiale, che ha garantito al nostro Paese e all’intero continente europeo di vivere in pace e in sicurezza.
