Lo spionaggio a danno dei giornalisti
Adesione ad un'interrogazione del Gruppo PD sullo spionaggio dei giornalisti.
Testo dell'interrogazione:
Atto n. 3-02257 | Pubblicato il 25 novembre 2025, nella seduta n. 364
VERINI, MIRABELLI, PARRINI, VALENTE, FRANCESCHELLI, MANCA, CAMUSSO, ZAMPA, ROJC, TAJANI, RANDO, ALFIERI, VERDUCCI, BAZOLI, GIACOBBE, MISIANI
Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'interno.
Premesso che:
Francesco Nicodemo, fondatore dell'agenzia di comunicazione “Lievito”, ha raccontato a “Fanpage” di aver ricevuto il 31 gennaio scorso il messaggio da “Whatsapp Support” in cui si spiegava che il suo smartphone era spiato;
un messaggio che inizialmente lo stesso Nicodemo aveva creduto fosse una truffa telefonica o phishing ed aveva quindi ignorato, salvo poi capire che era vero e che si trovava nella stessa situazione di Francesco Cancellato, direttore di Fanpage o di don Matteo Ferrari, cappellano di bordo di Mediterranea Saving Humans o di attivisti del movimento no-global come Luca Casarini;
nelle settimane scorse è emerso che con lo spyware “Graphite” dell’azienda israeliana "Paragon Solutions" è stata compiuta attività di spionaggio su due giornalisti: Ciro Pellegrino e un reporter europeo che ha scelto di rimanere anonimo. Questo il risultato dell’analisi condotta dal Citizen Lab dell’università di Toronto, che già si era occupata del caso per verificare gli accessi sugli smartphone degli attivisti della ONG “Mediterranea”;
"Nelle conversazioni che potrebbero aver scaricato dal mio telefono - ha raccontato Francesco Nicodemo a Fanpage - ci sono i messaggi di tanti candidati e di tanti parlamentari. Noi lavoriamo alla comunicazione digital dei gruppi parlamentari del Pd. Oltre al fatto che se anche ho smesso con la politica attiva, il Pd è la mia famiglia di origine e con moltissimi dirigenti, parlamentari, sindaci ho rapporti personali consolidati da decenni"';
nell’intervista citata Francesco Nicodemo ha ricordato di aver curato la campagna di Stefania Proietti in Umbria, di Andrea Orlando in Liguria e di Vittoria Ferdinandi a Perugia;
la vicenda “Paragon”, ai danni del direttore di “Fanpage”, di altri giornalisti e degli attivisti di Mediterranea, non ha trovato fino ad ora risposte chiare e convincenti da parte del Governo;
l'Ordine dei giornalisti e la Federazione nazionale della stampa nel rivolgere, in più occasioni, "il pieno sostegno al meritorio lavoro degli inquirenti”, che stanno valutando i diversi episodi, hanno sollevato l’esigenza di fare piena luce su queste inquietanti vicende anche al fine di conoscere l’ampiezza del fenomeno di spionaggio e soprattutto le motivazioni;
gli interroganti ritengono che la Presidente del Consiglio dei ministri e il ministro dell’Interno, per quanto di competenza, abbiano elementi più definiti e debbano informare il Parlamento su queste operazioni di spionaggio, visto che nonostante le ripetute sollecitazioni, anche con precedenti interrogazioni, hanno preferito la strada del silenzio,
si chiede di sapere se la Presidente del Consiglio dei ministri e il ministro dell’Interno non ritengano di adottare misure straordinarie e specifiche che portino rapidamente a fare chiarezza e trasparenza perché sia ripristinata una situazione di legalità, chiedendosi come sia possibile che in una democrazia si sviluppi una intensiva attività di spionaggio ai danni di obiettivi sensibili per la libertà di informazione.
