Il carcere di Casal di Marmo
Adesione ad un'interrogazione del Gruppo PD sulla situazione del carcere di Casal di Marmo.
Testo dell'interrogazione:
Atto n. 3-02475 | Pubblicato il 18 marzo 2026, nella seduta n. 400
D'ELIA, SENSI, BAZOLI, MIRABELLI, ROSSOMANDO, VERINI, BASSO, RANDO, CAMUSSO, NICITA, IRTO, TAJANI, VERDUCCI, LOSACCO, FRANCESCHELLI, ROJC, GIACOBBE, ZAMPA, MALPEZZI
Al Ministro della giustizia.
Premesso che:
in data 12 marzo 2026, il quotidiano “la Repubblica”, edizione di Roma, ha pubblicato un’ampia inchiesta giornalistica sull’istituto penale per minorenni (IPM) “Casal del Marmo” di Roma, portando alla luce gravi episodi di violenza, sovraffollamento e degrado strutturale;
secondo quanto riportato, 13 giovani detenuti, di età compresa tra i 15 e i 20 anni, in larga parte di nazionalità straniera, hanno formalizzato davanti ai pubblici ministeri della Procura di Roma le violenze subite ad opera di agenti della Polizia penitenziaria in servizio presso la struttura. Al centro delle indagini risultano 10 agenti, due dei quali indagati per il reato di tortura, cinque per lesioni e tre per falso ideologico;
le testimonianze, raccolte dagli inquirenti e sottoposte al vaglio dei magistrati, descrivono un sistematico ricorso alla violenza fisica e alle intimidazioni da parte di alcuni agenti. Le vittime riferiscono aggressioni con calci, pugni, schiaffi e oggetti metallici, nonché umiliazioni e minacce di natura sessuale. Le cartelle cliniche della struttura confermerebbero le accuse: tra le lesioni documentate figurano ecchimosi al costato, alla spalla, alla regione oculare, lividi su petto e gambe, nonché ferite all’occhio sinistro;
su cinque dei dieci indagati pende una richiesta di misura cautelare e sospensione dal servizio, mentre gli agenti sono stati nel frattempo trasferiti ad altri incarichi;
l’inchiesta descrive, inoltre, un sistema di equilibri interni fondato sulla complicità tra alcuni agenti e detenuti cui sarebbe stata delegata di fatto la funzione disciplinare all’interno dell’istituto. In alcuni casi, sarebbero state commesse violenze sessuali ai danni di altri detenuti, con la complicità degli agenti;
il cappellano della struttura, in più di un’occasione, aveva segnalato alla direzione dell’istituto una situazione definita “esplosiva”. Analoghe segnalazioni erano pervenute da educatori e operatori della struttura, che avrebbero denunciato l’inerzia della direzione nel trasmettere le comunicazioni all’autorità giudiziaria;
considerato che;
l’VIII rapporto sulla giustizia minorile dell’associazione “Antigone”, diffuso nel febbraio 2026 dal titolo “Io non ti credo più”, offre un quadro allarmante delle condizioni materiali dell’istituto minorile Casal del Marmo;
a seguito dell’approvazione del “decreto Caivano”, le presenze dei minori detenuti sono in costante aumento, costringendo la direzione dell’istituto ad aggiungere letti nelle celle e a comprimere ulteriormente gli spazi comuni. Secondo il rapporto, il sovraffollamento ha avuto un forte impatto negativo sulle condizioni di detenzione e sul clima interno;
i dati relativi alla vita interna sono eloquenti: nel solo 2024 si sono registrati 188 episodi di autolesionismo, 17 tentativi di suicidio, 214 sanzioni disciplinari e 4 evasioni;
le condizioni strutturali degli spazi aggravano ulteriormente la situazione. Le due palazzine maschili versano in condizioni critiche: celle con muri scrostati e muffa, prive di mobilio adeguato. Uno dei corridoi presenta pareti bruciate e perdite d’acqua dal soffitto. Nella palazzina maschile la sala mensa non viene utilizzata perché sprovvista di sistema di videosorveglianza. Circa 20 detenuti assumono terapie farmacologiche e 10 sono in carico al SerD, di cui quattro per situazioni di dipendenza grave;
a pesare ulteriormente è la cronica carenza di personale: la pianta organica della Polizia penitenziaria prevede 89 unità, ma quelle effettivamente in servizio sono appena 55, a causa di distaccamenti e assenze per malattia;
questi fatti, qualora confermati nelle sedi giudiziarie, configurerebbero gravissime violazioni dei diritti fondamentali di persone minorenni o giovani adulti, affidate alla custodia dello Stato;
l’Italia è vincolata al rispetto delle disposizioni della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia, delle regole di Pechino e delle regole europee per i detenuti minorenni;
il sovraffollamento cronico degli istituti penali minorili, aggravato dall’entrata in vigore del decreto Caivano, costituisce una concausa strutturale del deterioramento delle condizioni di detenzione;
le segnalazioni interne alla struttura sarebbero rimaste sistematicamente senza risposta da parte della direzione per un periodo prolungato, sollevando gravi interrogativi sull’efficacia dei meccanismi di controllo e supervisione ministeriale;
la funzione rieducativa della pena, costituzionalmente garantita dall’art. 27 della Costituzione, risulta di fatto compromessa in un contesto dominato dalla violenza e dalla legge della sopravvivenza,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza delle segnalazioni formulate dal cappellano, dagli educatori e dagli operatori in servizio presso l’istituto Casal del Marmo, e quali provvedimenti siano stati eventualmente adottati in merito;
quali iniziative intenda adottare, o abbia già adottato, per la sicurezza fisica e psicologica dei giovani detenuti presso l’istituto al fine di ripristinare condizioni di detenzione conformi alle normative nazionali e internazionali;
se non ritenga necessario disporre un’ispezione ministeriale presso l’istituto Casal del Marmo e, più in generale, presso gli altri istituti penali minorili italiani, al fine di verificare le condizioni di detenzione e l’operato del personale di Polizia penitenziaria;
se non ritenga urgente adoperarsi attraverso iniziative di propria competenza per rafforzare i meccanismi di controllo interno e di segnalazione all’autorità giudiziaria in relazione a condotte illecite del personale penitenziario;
quali risorse, e in che tempi, intenda stanziare per il risanamento strutturale e il miglioramento delle condizioni materiali dell’istituto Casal del Marmo, con particolare riguardo agli spazi comuni, agli alloggi e ai servizi dedicati alla salute mentale dei detenuti, nonché per ovviare alla carenza di personale penitenziario.
