Abusi e tensioni al carcere di Opera, cosa fa il Governo?
Secondo quanto riportato dal sito d’informazione Fanpage, da diverse denunce depositate da legali difensori e dall’associazione di tutela dei diritti delle persone detenute ‘Quei bravi ragazzi Family’, sarebbe emerso un quadro sistematico di abusi ed un clima di tensione costante all’interno della casa di reclusione di Milano Opera. In particolare, nella mattina della Vigilia di Natale 2025 si sarebbe verificato presso l’istituto penitenziario un intervento massiccio da parte di agenti della polizia penitenziaria all’interno di una sezione detentiva, nel corso del quale decine di detenuti - circa una quarantina secondo le segnalazioni pervenute - sarebbero stati oggetto di gravi violenze fisiche.
A rendere ancora più grave tale episodio è il fatto che esso non costituirebbe un evento isolato, bensì l’epilogo di una situazione strutturale di degrado e violazione dei diritti umani già formalmente segnalata nei mesi precedenti alla Procura. In tale contesto, l’intervento del 24 dicembre verrebbe descritto come una ritorsione diretta a seguito di precedenti denunce presentate nel settembre 2024.
Le segnalazioni pregresse descrivevano un istituto segnato da condizioni ambientali incompatibili con gli standard minimi di dignità: assenza di acqua calda, muffa, infiltrazioni, illuminazione insufficiente, riscaldamento inadeguato, campanelli d’emergenza non funzionanti, carenze di organico, mancata erogazione di prestazioni sanitarie, errori nella somministrazione di terapie farmacologiche. Una situazione di detenzione svuotata della sua funzione rieducativa, ridotta a pura contenzione. Per questo ho presentato una interrogazione al Ministro della Giustizia con la quale chiedo di sapere se il Ministro in indirizzo abbia già disposto o intenda disporre un’ispezione ministeriale straordinaria presso la Casa di reclusione Milano Opera, volta ad accertare le responsabilità individuali e istituzionali a ogni livello della catena di comando; se il Ministro in indirizzo non ritenga doveroso adottare misure immediate a tutela delle persone detenute attualmente presenti nell’istituto, con particolare riguardo alle condizioni igienico-sanitarie, all’accesso alle cure mediche e all’effettiva funzionalità dei dispositivi di sicurezza e segnalazione; se il Ministro in indirizzo intenda promuovere un piano straordinario di verifica delle condizioni detentive negli istituti penitenziari nazionali, anche alla luce delle reiterate segnalazioni di violazioni sistematiche dei diritti fondamentali che pervengono da più realtà carcerarie italiane.
Testo dell'interrogazione:
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE
MIRABELLI
Al Ministro della Giustizia
Premesso che:
secondo quanto riportato del sito d’informazione Fanpage, da diverse denunce depositate da legali difensori e dall’associazione di tutela dei diritti delle persone detenute ‘Quei bravi ragazzi Family, sarebbe emerso un quadro sistematico di abusi ed un clima di tensione costante all’interno della casa di reclusione di Milano Opera. In particolare, nella mattina della Vigilia di Natale 2025 si sarebbe verificato presso l’istituto penitenziario un intervento massiccio da parte di agenti della polizia penitenziaria all’interno di una sezione detentiva, nel corso del quale decine di detenuti - circa una quarantina secondo le segnalazioni pervenute - sarebbero stati oggetto di gravi violenze fisiche;
le testimonianze raccolte descrivono detenuti colpiti con calci, pugni e oggetti contundenti, riportando lesioni documentate medicalmente di notevole serietà: traumi cranici con escoriazioni multiple, ecchimosi diffuse, sospette fratture nasali e agli arti superiori, lacerazioni. In seguito alle presunte violenze, i detenuti coinvolti sarebbero stati condotti in celle prive di arredi, costretti a spogliarsi e lasciati per ore al freddo, senza cibo né acqua e senza accesso alle cure mediche, nonostante esplicite richieste di assistenza sanitaria. Insulti e minacce di morte avrebbero accompagnato tale trattamento;
a rendere ancora più grave tale episodio è il fatto che esso non costituirebbe un evento isolato, bensì l’epilogo di una situazione strutturale di degrado e violazione dei diritti umani già formalmente segnalata nei mesi precedenti alla Procura. In tale contesto, l’intervento del 24 dicembre verrebbe descritto come una ritorsione diretta a seguito di precedenti denunce presentate nel settembre 2024;
le segnalazioni pregresse descrivevano un istituto segnato da condizioni ambientali incompatibili con gli standard minimi di dignità: assenza di acqua calda, muffa, infiltrazioni, illuminazione insufficiente, riscaldamento inadeguato, campanelli d’emergenza non funzionanti, carenze di organico, mancata erogazione di prestazioni sanitarie, errori nella somministrazione di terapie farmacologiche. Una situazione di detenzione svuotata della sua funzione rieducativa, ridotta a pura contenzione;
tali criticità, peraltro, non costituiscono un’anomalia circoscritta al solo istituto penitenziario di Opera, bensì rispecchiano una condizione sistemica che attraversa l’intero sistema penitenziario nazionale, come documentato con dati inequivocabili dall’associazione Antigone nel suo rapporto di fine 2025. Alla fine di novembre 2025 le carceri italiane ospitavano 63.868 persone a fronte di una capienza effettiva di soli 46.124 posti, con un tasso di sovraffollamento nazionale pari al 138,5%: 72 istituti su 189 superano la soglia del 150%, con punte superiori al 200% in strutture quali Lucca (247%), Vigevano (243%) e Milano San Vittore (231%). Nel 42,9% delle carceri visitate non è garantito il minimo di tre metri quadrati di spazio vitale per detenuto - soglia individuata dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo come condizione minima di dignità -, percentuale in netto aumento rispetto al 32,3% rilevato l’anno precedente; oltre la metà degli istituti presenta celle prive di doccia e nel 45,1% mancano acqua calda o condizioni igieniche adeguate. Sul fronte delle morti, il 2025 si chiude con 238 decessi complessivi nelle carceri italiane, di cui 79 suicidi: un dato che si aggiunge al tragico primato assoluto del 2024, anno in cui si erano tolte la vita 91 persone detenute, il numero più alto mai registrato.Gli eventi critici registrano anch’essi un’escalation: si contano in media 16,7 atti di autolesionismo e 2,6 tentati suicidi ogni 100 detenuti, con un ricorso crescente a psicofarmaci e sedativi come principale strumento di gestione del disagio. È, dunque, in questo contesto di degrado strutturale e crisi umanitaria diffusa che va collocato e letto l’episodio occorso presso la Casa Circondariale di Opera il 24 dicembre 2025;
quanto accaduto nell'istituto penitenziario milanese, pertanto, non può essere derubricato a fatto episodico. Esso rappresenta la manifestazione visibile di un sistema che, in assenza di controlli efficaci e di cultura del rispetto dei diritti, rischia di strutturarsi su logiche brutali e, incompatibili con i principi di uno Stato di diritto;
infine, sempre secondo quanto riportato dal sito Fanpage gli avvocati si sarebbero attivati da subito per cercare risposte di fronte alle condizioni evidenti dei detenuti, ma il risultato sarebbero state soltanto telefonate senza esito, richieste formali rimaste inevase, colloqui negati. In alcuni casi, sarebbe stato riferito, le spiegazioni riguardo tali fatti sarebbero state vaghe o contraddittorie;
il fatto che nessun provvedimento sia stato adottato in via preventiva, nonostante le criticità fossero note da mesi, rappresenta un vulnus grave dell’intero sistema di controllo e di garanzia dei diritti;
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo abbia già disposto o intenda disporre un’ispezione ministeriale straordinaria presso la Casa di reclusione Milano Opera, volta ad accertare le responsabilità individuali e istituzionali a ogni livello della catena di comando;
se il Ministro in indirizzo non ritenga doveroso adottare misure immediate a tutela delle persone detenute attualmente presenti nell’istituto, con particolare riguardo alle condizioni igienico-sanitarie, all’accesso alle cure mediche e all’effettiva funzionalità dei dispositivi di sicurezza e segnalazione;
se il Ministro in indirizzo intenda promuovere un piano straordinario di verifica delle condizioni detentive negli istituti penitenziari nazionali, anche alla luce delle reiterate segnalazioni di violazioni sistematiche dei diritti fondamentali che pervengono da più realtà carcerarie italiane.
