Prossimi Eventi

Sul fine vita la maggioranza mostra cinismo. Migliaia di famiglie lasciate sole

Articolo pubblicato da Radio Lombardia.

Franco Mirabelli, milanese, senatore del Partito Democratico, compirà 66 anni il prossimo 9 febbraio. Nel 2022 ha scoperto di essere affetto da SLA, una diagnosi che ha cambiato radicalmente la sua vita e il suo modo di lavorare. Oggi, quasi completamente immobilizzato, riesce a comunicare soltanto attraverso un lettore ottico che interpreta i movimenti delle sue pupille.
Assente fisicamente dall’Aula dal dicembre 2022, Mirabelli continua però a partecipare ai lavori parlamentari a distanza, intervenendo quando possibile e mantenendo un ruolo attivo nel dibattito politico. Interpellato sul tema del fine vita, il senatore ha espresso una posizione netta e critica nei confronti dell’attuale maggioranza.

“Un approccio scandaloso, lontano dalla realtà delle persone”
Mirabelli denuncia quello che definisce un atteggiamento “scandaloso” da parte della maggioranza, accusata di affrontare il tema del fine vita con “cinismo” e con una distanza totale dai problemi concreti delle famiglie che vivono situazioni di sofferenza estrema.
Secondo il senatore, la destra preferirebbe “piantare bandierine ideologiche” invece di assumersi la responsabilità di dare risposte legislative attese da anni. Il riferimento è al mandato della Corte Costituzionale, che ha chiesto al Parlamento di legiferare per garantire, a chi vive in determinate condizioni, la possibilità di scegliere il proprio percorso di fine vita.
Il nodo legislativo e le responsabilità politiche
Mirabelli ricorda come, già nella scorsa legislatura, la destra abbia impedito l’approvazione del disegno di legge sul fine vita approvato dalla Camera. Una dinamica che, a suo giudizio, si sta ripetendo anche nell’attuale Parlamento, con l’obiettivo di bloccare qualsiasi norma che possa ampliare i diritti delle persone gravemente malate.
Il senatore denuncia inoltre come le divisioni interne alla maggioranza e la competizione per “intestarsi bandierine ideologiche” stiano portando a proposte che, invece di ampliare i diritti riconosciuti dalla Corte, li restringono. Tra queste cita l’idea di escludere il Servizio sanitario nazionale dalle procedure e l’introduzione di criteri burocratici più rigidi.
“Si ignorano i problemi reali: famiglie lasciate sole”
Per Mirabelli, il dibattito politico ignora completamente le questioni più urgenti e concrete.
Tra queste:
- garantire una possibilità di scelta a chi, pur essendo malato terminale e dipendente da macchinari, non soffre meno di altri pazienti;
- sostenere le famiglie che assistono persone che necessitano di cure continue e complesse;
- prepararsi alle nuove sfide poste dall’invecchiamento della popolazione, che renderanno questi temi sempre più pressanti.
Secondo il senatore, la maggioranza preferisce evitare risposte concrete, lasciandosi guidare da “calcoli elettorali imbarazzanti” rispetto alla gravità dei problemi in gioco.
Una testimonianza che diventa monito politico
La condizione personale di Mirabelli conferisce alle sue parole un peso particolare. La sua esperienza diretta con la malattia e la dipendenza totale da strumenti di assistenza lo rende una voce simbolica nel dibattito sul fine vita, un tema che in Italia continua a essere affrontato con lentezza e conflittualità politica.
Il suo appello è chiaro: mettere da parte le contrapposizioni ideologiche e assumersi la responsabilità di dare risposte a chi vive ogni giorno situazioni di sofferenza estrema, nel rispetto della dignità e della libertà individuale.

Pin It

Iscrizione alla newsletter Franco Mirabelli

Accetto Informativa sulla privacy

© Franco Mirabelli 1960 ... 2022

Biografia in breve