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Nordio chiarisca il no del Dap alla presentazione del libro di Amato

La ragione per cui il Dap ha vietato la presentazione a San Vittore del libro di Giuliano Amato la chiederemo con una interrogazione urgente al ministro Nordio.
Ma la scelta del Dap e' preoccupante e, soprattutto, sarebbe grave se fosse legata al merito della presentazione o peggio ai relatori.

Testo dell'interrogazione:

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE
Mirabelli

Al Ministro della giustizia

Premesso che:

in data 6 febbraio 2024 si sarebbe dovuta svolgere, presso il carcere di San Vittore, una presentazione – alla presenza delle persone detenute - del volume “Storie di diritti e di democrazia. La Corte costituzionale nella società” di Giuliano Amato e Donatella Stasio, organizzata dal Garante dei diritti delle persone private della libertà del Comune di Milano e dalla Direzione della Casa circondariale;
a quanto riportato dagli organi di stampa, a sole ventiquattro ore dallo svolgimento dell’evento, il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia ha comunicato telefonicamente e senza alcuna spiegazione che l’evento non si sarebbe svolto;

in data 5 febbraio 2024, il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria ha diffuso una nota di precisazione, nella quale rende noto che l’iniziativa non sarebbe stata cancellata, ma sarebbe stato proposto di riprogrammarla ad altra data, in quanto la richiesta di autorizzazione allo svolgimento dell’iniziativa sarebbe stata inoltrata al Dipartimento dalla Direzione dell’istituto penitenziario “troppo tardi per poterne consentire un corretto inquadramento all’interno di un progetto formativo o trattamentale”; nella stessa nota si precisa che la richiesta di autorizzazione sarebbe stata inviata lunedì 29 gennaio e “senza il necessario interessamento del competente Provveditorato regionale per la Lombardia”, e che - pertanto - la stessa avrebbe ignorato “tre circolari in materia di «best practices» predisposte dal Capo del Dipartimento in febbraio, marzo e aprile 2023, nelle quali si chiedeva ai Provveditorati Regionali e a tutti gli istituti penitenziari di comunicare alla Segreteria Generale del Dap - «con ovvio anticipo» – ogni iniziativa o evento particolarmente significativo che preveda «il coinvolgimento degli organi di stampa e/o la partecipazione della comunità esterna»”;

Considerato che:

l’iniziativa di presentazione del volume di Amato e Stasio avrebbe rappresentato - per le persone detenute nel carcere di San Vittore - un importante momento di approfondimento sulla Costituzione e sul ruolo della Corte costituzionale nella garanzia dell’effettivo godimento dei diritti fondamentali, in dialettica costante con la società; l’evento, come riconosciuto dagli stessi organizzatori, si poneva peraltro in continuità ideale con il significativo sforzo di apertura verso la società civile, posto in essere dalla Corte costituzionale negli ultimi anni e culminato, altrettanto significativamente, nel “Viaggio nelle carceri”; e avrebbe rappresentato uno dei momenti di attuazione del progetto di educazione costituzionale “Costituzione viva”, avviato nella casa circondariale di San Vittore proprio a seguito del “Viaggio nelle carceri” e imperniato, peraltro, sul coinvolgimento attivo di detenute e detenuti volontari;

la promozione della cultura costituzionale e della formazione sui contenuti della Costituzione - già di per sé perno e snodo fondamentale di ogni percorso di educazione a una cittadinanza libera, critica e consapevole - assume un valore del tutto peculiare nel contesto carcerario, ponendosi quale fattore di collegamento tra l’interno e l’esterno nonché di potenziamento dei percorsi di reinserimento sociale, nel segno di una Costituzione che è, e rimane, di tutte e tutti e ancor più di coloro che sono temporaneamente privati della libertà personale e affidati alla cura dello Stato; come più volte affermato dalla Corte costituzionale, anche - e anzi soprattutto - nella condizione di detenzione la Costituzione continua a valere, dal momento che “la dignità della persona anche in questo caso - anzi: soprattutto in questo caso, il cui dato distintivo è la precarietà degli individui, derivante dalla mancanza di libertà, in condizioni di ambiente per loro natura destinate a separare dalla società civile - è dalla Costituzione protetta attraverso il bagaglio degli inviolabili diritti dell’uomo che anche il detenuto porta con sé lungo tutto il corso dell’esecuzione penale” (così C. cost., sent. n. 26/1999);

impedire, per motivi non meglio precisati e apparentemente di carattere esclusivamente e meramente burocratico, una così importante occasione di formazione e maturazione per le persone detenute si pone, pertanto, in aperta contrapposizione con gli obiettivi rieducativi e di reinserimento appena richiamati e, fatto ancor più grave, con i principi e valori costituzionali su cui essi direttamente si fondano;

si chiede di sapere

- quale sia la valutazione del Ministro in indirizzo sui fatti riportati in narrativa e, in particolare, quali siano state le concrete ragioni poste alla base della repentina cancellazione dell’evento;
- come intenda il Ministro in indirizzo contribuire alla doverosa promozione della cultura costituzionale nelle carceri italiane, nel quadro della valorizzazione di percorsi di reinserimento sociale pienamente coerenti con la pari dignità sociale e i diritti fondamentali delle persone detenute.

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