Franco Mirabelli

Interrogazione sulle condizioni detentive negli Istituti Penali per minorenni

Adesione ad un'interrogazione del Gruppo PD sulle condizioni detentive negli Istituti Penali per minorenni e sulle criticità della Giustizia minorile.

Testo dell'Interrogazione:

(3-02890) (4 novembre 2026) | Discussa nel Question Time del 5 novembre 2026

BAZOLI, BOCCIA, MIRABELLI, ROSSOMANDO, VERINI, NICITA, LORENZIN, ZAMBITO, BASSO, D'ELIA, ZAMPA, VALENTE

Al Ministro della giustizia
Premesso che:
la giustizia minorile, come testimoniato anche dai dati resi noti dall'associazione "Antigone", versa in una situazione estremamente preoccupante e registra un sensibile peggioramento delle condizioni detentive oltre ad un marcato incremento della presenza di minori negli istituti penali per i minorenni;
il numero di minorenni e giovani adulti detenuti negli istituti penali per minorenni (IPM) in Italia, infatti, ha registrato un forte incremento, raggiungendo 581 ristretti ad aprile 2026 e 557 a fine settembre 2026, di cui 376 in assenza di una condanna definitiva, segnando un aumento superiore al 52 per cento rispetto alla fine del 2022;
in particolare, il "decreto Caivano" ha comportato un vistoso aumento della presenza dei giovani negli istituti penali per i minorenni. Alla fine del 2022 negli istituti erano presenti 381 minori, saliti, come già evidenziato, a 576 alla fine dello scorso mese di settembre. Tra il 2023, anno del decreto-legge, e il 2024, la presenza media giornaliera di ragazzi negli IPM è passata da 425,1 a 556,3, facendo segnare un aumento del 30,9 per cento;
per la prima volta gli istituti si sono trovati in una condizione di sovraffollamento, segnando una rottura rispetto alla tradizione della giustizia minorile italiana, storicamente orientata a misure alternative e ad una funzione rieducativa della pena;
l'incremento non appare giustificato da un proporzionale aumento della criminalità minorile. Il rapporto 2026 dell'associazione Antigone, dal titolo "Io non ti credo più", evidenzia, infatti, come le segnalazioni di minori per omicidio siano rimaste sostanzialmente stabili nel 2022, nel 2023 e nel 2024, con numeri inferiori rispetto al periodo 2014-2017, quando erano in media 33 all'anno, mentre le segnalazioni per gli altri reati, seppur aumentate del 16 per cento, non giustificano lo sproporzionato aumento della popolazione carceraria minorile. A tal riguardo, basti pensare che, secondo i dati Eurostat, l'Italia continua ad essere tra i Paesi con i tassi di minorenni denunciati più bassi, con un tasso di 363,4 per 100.000 abitanti, quasi la metà della media europea;
altro aspetto a destare particolare preoccupazione è l'uscita dal circuito minorile. Degli 817 giovani usciti dagli IPM fra gennaio e settembre, 133 sono stati trasferiti in strutture per adulti con l'interruzione di percorsi scolastici e trattamentali pensati appositamente per chi ha commesso il reato da minorenne;
la deriva panpenalistica delle politiche del Governo, dal decreto Caivano fino al nuovo decreto-legge in materia di sicurezza, appare volta esclusivamente a rafforzare i profili punitivi con una progressiva criminalizzazione della devianza minorile a scapito di interventi sociali alternativi alla reclusione;
lo scorso 22 ottobre il Ministro in indirizzo, all'indomani degli scontri avvenuti a Milano, ha annunciato l'intenzione di ampliare la capienza e di destinare ai ragazzi "settori di carceri e di istituti penitenziari destinati ai maggiorenni", istituti che, val la pena evidenziare, versano in situazioni disastrose e registrano un tasso di sovraffollamento del 142,4 per cento. Lo stesso giorno in Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato il decreto-legge 22 ottobre 2026, n. 190, che introduce per i minori che hanno compiuto i 14 anni una presunzione di imputabilità, applica anche ai minori l'arresto in flagranza differita e il fermo preventivo di 12 ore e, infine, adegua le norme del processo penale minorile anche in materia di misure cautelari;
il sistema della giustizia minorile italiana si è storicamente fondato sul principio della residualità del carcere, sulla centralità delle misure alternative e sull'obiettivo costituzionale della funzione rieducativa della pena;
l'ingresso precoce in carcere, specie in contesti sovraffollati e segnati da episodi di violenza, aumenta il rischio di consolidamento dell'identità deviante e di inserimento stabile in percorsi criminali, compromettendo le possibilità di reinserimento sociale;
l'esposizione dei minori a condizioni detentive degradate, ad uso massiccio di psicofarmaci ed a contesti caratterizzati da presunte violenze rischia di produrre danni irreversibili sul piano psicologico e sociale,
si chiede di sapere:
quali iniziative urgenti il Ministro in indirizzo intenda intraprendere per contrastare il sovraffollamento negli istituti penali minorili e per ripristinare la centralità delle misure alternative alla detenzione;
quali misure di vigilanza e di intervento siano state attivate rispetto alle gravi segnalazioni concernenti l'aumento dell'uso di psicofarmaci e in merito alle indagini su presunti episodi di violenza registrati in diversi IPM;
se il Governo non ritenga che le recenti politiche in materia di sicurezza, in assenza di un corrispondente e significativo aumento della criminalità minorile, stiano producendo un effetto di indebita espansione del ricorso al carcere per i minori, con il rischio di trasformare gli istituti penali minorili in luoghi di marginalizzazione e possibile reclutamento criminale, in contrasto con la funzione rieducativa sancita dall'articolo 27 della Costituzione.

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