Franco Mirabelli

Deludente la risposta del Governo sulla gravità di quanto avvenuto nel carcere Opera

Oggi il Governo ha finalmente dato risposta alla mia interrogazione sui fatti avvenuti nel carcere di Opera alla vigilia di Natale e oltre.
Il Governo scarica sulla magistratura l'onere di fare luce su fatti e responsabilità e accusa le rivolte precedenti del clima instauratosi.
Per il resto si fa l'elogio della situazione del carcere.
Risposta deludente a fronte della gravità degli episodi denunciati.

Testo dell'interrogazione e della risposta del Governo.

Atto n. 3-02491 | Pubblicato il 24 marzo 2026, nella seduta n. 402 | Discussa in Senato il 29 ottobre 2026
MIRABELLI, BAZOLI, ROSSOMANDO, VERINI, MALPEZZI, ZAMBITO, SENSI, ROJC, GIACOBBE, RANDO, NICITA, MANCA, FINA, D'ELIA, CAMUSSO, LA MARCA, LOSACCO, TAJANI 

Al Ministro della giustizia. 
Premesso che:
secondo quanto riportato dal sito d’informazione “Fanpage”, da diverse denunce depositate da legali difensori e dall’associazione di tutela dei diritti delle persone detenute “Quei bravi ragazzi Family”, sarebbe emerso un quadro sistematico di abusi ed un clima di tensione costante all’interno della casa di reclusione di Milano Opera. In particolare, nella mattina della vigilia del Natale 2025 si sarebbe verificato presso l’istituto penitenziario un intervento massiccio da parte di agenti della Polizia penitenziaria all’interno di una sezione detentiva, nel corso del quale decine di detenuti (circa una quarantina secondo le segnalazioni pervenute) sarebbero stati oggetto di gravi violenze fisiche;
le testimonianze raccolte descrivono detenuti colpiti con calci, pugni e oggetti contundenti, riportando lesioni documentate medicalmente di notevole serietà: traumi cranici con escoriazioni multiple, ecchimosi diffuse, sospette fratture nasali e agli arti superiori, lacerazioni. In seguito alle presunte violenze, i detenuti coinvolti sarebbero stati condotti in celle prive di arredi, costretti a spogliarsi e lasciati per ore al freddo, senza cibo né acqua e senza accesso alle cure mediche, nonostante esplicite richieste di assistenza sanitaria. Insulti e minacce di morte avrebbero accompagnato tale trattamento;
a rendere ancora più grave tale episodio è il fatto che esso non costituirebbe un evento isolato, bensì l’epilogo di una situazione strutturale di degrado e violazione dei diritti umani, già formalmente segnalata nei mesi precedenti alla Procura. In tale contesto, l’intervento del 24 dicembre verrebbe descritto come una ritorsione diretta a seguito di precedenti denunce presentate nel settembre 2024;
le segnalazioni pregresse descrivevano un istituto segnato da condizioni ambientali incompatibili con gli standard minimi di dignità: assenza di acqua calda, muffa, infiltrazioni, illuminazione insufficiente, riscaldamento inadeguato, campanelli d’emergenza non funzionanti, carenze di organico, mancata erogazione di prestazioni sanitarie, errori nella somministrazione di terapie farmacologiche. Una situazione di detenzione svuotata della sua funzione rieducativa, ridotta a pura contenzione;
tali criticità, peraltro, non costituiscono un’anomalia circoscritta al solo istituto penitenziario di Opera, bensì rispecchiano una condizione sistemica che attraversa l’intero sistema penitenziario nazionale, come documentato con dati inequivocabili dall’associazione “Antigone” nel suo rapporto di fine 2025. Alla fine di novembre 2025 le carceri italiane ospitavano 63.868 persone a fronte di una capienza effettiva di soli 46.124 posti, con un tasso di sovraffollamento nazionale pari al 138,5 per cento: 72 istituti su 189 superano la soglia del 150 per cento, con punte superiori al 200 per cento in strutture quali Lucca (247 per cento), Vigevano (243 per cento) e Milano San Vittore (231 per cento). Nel 42,9 per cento delle carceri visitate non è garantito il minimo di tre metri quadrati di spazio vitale per detenuto (soglia individuata dalla Corte europea dei diritti dell’uomo come condizione minima di dignità), percentuale in netto aumento rispetto al 32,3 per cento rilevato l’anno precedente; oltre la metà degli istituti presenta celle prive di doccia e nel 45,1 per cento mancano acqua calda o condizioni igieniche adeguate. Sul fronte delle morti, il 2025 si chiude con 238 decessi complessivi nelle carceri italiane, di cui 79 suicidi: un dato che si aggiunge al tragico primato assoluto del 2024, anno in cui si erano tolte la vita 91 persone detenute, il numero più alto mai registrato. Gli eventi critici registrano anch’essi un’escalation: si contano in media 16,7 atti di autolesionismo e 2,6 tentati suicidi ogni 100 detenuti, con un ricorso crescente a psicofarmaci e sedativi come principale strumento di gestione del disagio. È, dunque, in questo contesto di degrado strutturale e crisi umanitaria diffusa che va collocato e letto l’episodio occorso presso la casa circondariale di Opera il 24 dicembre 2025;
quanto accaduto nell'istituto penitenziario milanese, pertanto, non può essere derubricato a fatto episodico. Esso rappresenta la manifestazione visibile di un sistema che, in assenza di controlli efficaci e di cultura del rispetto dei diritti, rischia di strutturarsi su logiche brutali e, incompatibili con i principi di uno Stato di diritto;
infine, sempre secondo quanto riportato dal sito “Fanpage” gli avvocati si sarebbero attivati da subito per cercare risposte di fronte alle condizioni evidenti dei detenuti, ma il risultato sarebbero state soltanto telefonate senza esito, richieste formali rimaste inevase, colloqui negati. In alcuni casi, sarebbe stato riferito, le spiegazioni riguardo tali fatti sarebbero state vaghe o contraddittorie;
il fatto che nessun provvedimento sia stato adottato in via preventiva, nonostante le criticità fossero note da mesi, rappresenta un vulnus grave dell’intero sistema di controllo e di garanzia dei diritti,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo abbia già disposto o intenda disporre un’ispezione ministeriale straordinaria presso la casa di reclusione Milano Opera, volta ad accertare le responsabilità individuali e istituzionali a ogni livello della catena di comando;
se non ritenga doveroso adottare misure immediate a tutela delle persone detenute attualmente presenti nell’istituto, con particolare riguardo alle condizioni igienico-sanitarie, all’accesso alle cure mediche e all’effettiva funzionalità dei dispositivi di sicurezza e segnalazione;
se intenda promuovere un piano straordinario di verifica delle condizioni detentive negli istituti penitenziari nazionali, anche alla luce delle reiterate segnalazioni di violazioni sistematiche dei diritti fondamentali che pervengono da più realtà carcerarie italiane.

Risposta del rappresentante del Governo.
VALENTINI, vice ministro delle imprese e del made in Italy.
Signora Presidente, quest'Amministrazione segue con la massima attenzione i fatti richiamati nell'atto di sindacato ispettivo. Nessun episodio che coinvolga la dignità delle persone detenute o l'operato del personale può essere trascurato. La vicenda è oggi all'esame dell'autorità giudiziaria. Le indagini preliminari, coordinate dalla procura della Repubblica presso il tribunale di Milano, finalizzate a ricostruire la dinamica degli eventi del 24 dicembre 2025 e a identificare tutti i soggetti a vario titolo coinvolti, sono tuttora in corso e i relativi atti sottoposti a segreto, ai sensi dell'articolo 329 del codice di procedura penale. I loro esiti restano pertanto prodromici a ogni eventuale valutazione sulla correttezza dell'operato del personale.
I fatti in argomento si collocano, peraltro, in un contesto complesso. Alla vigilia dell'episodio si era verificata una grave turbativa dell'ordine interno, con atti di violenza e danneggiamenti posti in essere da un gruppo consistente di detenuti.
L'intervento successivo del personale si è inserito in questa cornice, con operazioni di perquisizione e di ripristino della sicurezza svolte secondo le previsioni ordinamentali e accompagnate da accertamenti sanitari sui soggetti coinvolti.
Ciò, comunque, non attenua ma rafforza l'esigenza di chiarezza.
Ogni eventuale abuso deve essere accertato senza esitazioni. Ogni comportamento scorretto deve essere riconosciuto con altrettanta fermezza.
Nel maggio 2026 è stata disposta una nuova ispezione straordinaria per approfondire talune criticità segnalate. Gli accertamenti hanno consentito di distinguere le circostanze prive di riscontri oggettivi da quelle ancora al vaglio dell'autorità giudiziaria, ma l'attività di controllo non si è fermata all'ispezione. Il 5 agosto è stato disposto il monitoraggio costante dell'istituto, con particolare attenzione alla gestione degli eventi critici, e il 21 settembre è stata istituita una commissione permanente specificamente incaricata di svolgerlo.
Sul versante delle condizioni di vita detentiva, i dati disponibili non descrivono un quadro di abbandono, ma un sistema che, pur segnato dal tempo, è oggetto di interventi concreti e programmati. Sono in corso lavori significativi di riqualificazione, con investimenti rilevanti per l'efficientamento energetico, la manutenzione delle coperture e il miglioramento complessivo delle strutture.
Sul piano strutturale è stata ultimata la progettazione esecutiva dei lavori per 3 milioni di euro; la procedura di gara è in fase di avvio. Gli interventi riguardano il rifacimento delle coperture e la coibentazione della quasi totalità degli edifici interni al muro di cinta, compresi i reparti detentivi interessati dalle segnalazioni. Sono stati inoltre eseguiti interventi sulle caldaie e sono in corso i lavori di ammodernamento degli impianti per il riscaldamento e la produzione di acqua calda.
Altrettanto concreto è l'impegno sul fronte della sicurezza. Milano Opera dispone di 10 portali metal detector, 38 metal detector manuali, 13 rilevatori manuali di telefoni cellulari e 4 apparecchiature a raggi X per il controllo dei pacchi. A queste dotazioni si aggiungono le bodycam già assegnate all'istituto.
Gli investimenti proseguono. Dopo una prima assegnazione di 500.000 euro, ulteriori 751.822 euro sono stati destinati agli interventi di sicurezza del distretto, compreso il potenziamento della videosorveglianza di Milano Opera. Sono inoltre previsti un sistema di reti antidrone e antigetto, finanziato e programmato per il 2027, e un impianto per la schermatura delle comunicazioni telefoniche non autorizzate, la cui realizzazione è prevista in tempi prossimi.
Sono fatti che dimostrano un'amministrazione che monitora, investe, interviene, individuando le criticità e traducendole in misure concrete. È questo il metodo che continueremo a seguire con rigore e responsabilità, per garantire insieme sicurezza, funzionalità degli istituti e tutela dei diritti delle persone detenute.
Anche sul piano sanitario emergono elementi di strutturata organizzazione. L'assistenza è garantita senza soluzione di continuità, sette giorni su sette e 24 ore su 24, con personale medico e infermieristico dedicato a ciascun reparto e con il supporto di numerose branche specialistiche e di un'équipe multidisciplinare e integrata con i servizi per le dipendenze. A ciò si affiancano servizi di salute mentale, programmi specifici di prevenzione del rischio suicidario, aggiornati e condivisi con le autorità sanitarie territoriali.
Questa amministrazione opera dunque attraverso verifiche costanti, programmazione degli interventi e monitoraggio continuo delle condizioni detentive.
Non si tratta di un assetto statico, ma di un modello operativo che, anche a fronte di situazioni complesse, attiva progressivamente strumenti di controllo, accertamento e adeguamento, mantenendo come riferimento il rispetto dei diritti fondamentali e delle esigenze di sicurezza.
In questo quadro ogni eventuale ulteriore iniziativa sarà adottata con senso di responsabilità, sulla base degli esiti degli accertamenti giudiziari e ispettivi in corso e delle risultanze del monitoraggio permanente disposti dall'istituto.

 

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