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Il sovraffollamento delle carceri minorili

Presentazione di un'interrogazione sul sovraffollamento delle carceri minorili e, in particolare, sull'Istituto Beccaria di Milano.

Testo dell'interrogazione:

Atto n. 3-02429 | Pubblicato il 3 marzo 2026, nella seduta n. 394

BAZOLI, MIRABELLI, ROSSOMANDO, VERINI, ZAMPA, LA MARCA, TAJANI, RANDO, VERDUCCI, CAMUSSO, ROJC, NICITA, SENSI 

Al Ministro della giustizia. 

Premesso che:

il rapporto 2026 dell’associazione “Antigone”, dal titolo “Io non ti credo più”, fotografa una situazione estremamente preoccupante della giustizia minorile italiana, segnalando un sensibile peggioramento delle condizioni detentive e un marcato incremento della presenza di minori negli istituti penali per i minorenni;

in particolare, il “decreto Caivano” ha comportato un aumento del 50 per cento della presenza dei giovani negli istituti penali per i minorenni. Alla fine del 2022 negli istituti erano presenti 381 minori, diventati 572 alla fine del 2025. Tra il 2023, anno del decreto, e il 2024, la presenza media giornaliera di ragazzi negli IPM è passata da 425,1 a 556,3, facendo segnare un aumento del 30,9 per cento;

per la prima volta gli IPM si sono trovati in una condizione di sovraffollamento, segnando una rottura rispetto alla tradizione della giustizia minorile italiana, storicamente orientata a misure alternative e ad una funzione rieducativa della pena;

l’incremento non appare giustificato da un proporzionale aumento della criminalità minorile. Il rapporto evidenzia, infatti, come le segnalazioni di minori per omicidio siano rimaste sostanzialmente stabili nel 2022, nel 2023 e nel 2024, con numeri inferiori rispetto al periodo 2014-2017, quando erano in media 33 all’anno, mentre le segnalazioni per gli altri reati, seppur aumentate del 16 per cento, non giustificano lo sproporzionato aumento della popolazione carceraria minorile. A tal riguardo, basti pensare che, secondo i dati Eurostat, l’Italia continua ad essere tra i Paesi con i tassi di minorenni denunciati più bassi, con un tasso di 363,4 per 100.000 abitanti, quasi la metà della media europea;

il rapporto segnala, inoltre, situazioni gravissime sotto il profilo della tutela dei diritti e della salute dei minori detenuti. Presso l’istituto penale minorile “Beccaria” di Milano, teatro di presunte violenze e soprusi, tra il 2020 e il 2024 si è registrato un aumento del 110 per cento nell’utilizzo di antipsicotici e benzodiazepine. Nel 2023 l’utilizzo di tali farmaci è stato di 8,3 volte superiore rispetto a Bologna e di 3,3 volte rispetto a Firenze. Sempre secondo il rapporto, su almeno 33 giovani detenuti tra il 2021 e il 2024 sarebbero state agite presunte violenze, su cui la Procura di Milano sta investigando; in particolare, ad essere indagate sarebbero 51 persone tra agenti, dirigenti e personale sanitario. Si tratta di un quadro che espone i minori a rischi gravissimi di vittimizzazione;

la deriva panpenalistica delle politiche del Governo, dal decreto Caivano fino al nuovo decreto-legge in materia di sicurezza, appare volta esclusivamente a rafforzare i profili punitivi più della sicurezza sociale e dei diritti, con un impatto particolarmente rilevante sui giovani, sempre più criminalizzati;

considerato che:

il sistema della giustizia minorile italiana si è storicamente fondato sul principio della residualità del carcere, sulla centralità delle misure alternative e sull’obiettivo costituzionale della funzione rieducativa della pena;

l’esperienza criminologica dimostra che l’ingresso precoce in carcere, specie in contesti sovraffollati e segnati da episodi di violenza, aumenta il rischio di consolidamento dell’identità deviante e di inserimento stabile in percorsi criminali, compromettendo le possibilità di reinserimento sociale;

l’esposizione dei minori a condizioni detentive degradate, ad uso massiccio di psicofarmaci ed a contesti caratterizzati da presunte violenze rischia di produrre danni irreversibili sul piano psicologico e sociale,

si chiede di sapere:

quali siano le valutazioni del Ministro in indirizzo in merito ai dati contenuti nel rapporto di Antigone e, in particolare, in merito al drammatico aumento della popolazione detenuta minorile a seguito del decreto Caivano;

quali iniziative urgenti intenda adottare per contrastare il sovraffollamento negli istituti per minorenni e per ripristinare la centralità delle misure alternative alla detenzione;

quali misure di vigilanza e di intervento siano state attivate rispetto alle gravi segnalazioni concernenti l’istituto Beccaria di Milano, con particolare riferimento all’aumento dell’uso di psicofarmaci e alle indagini su presunti episodi di violenza;

se non ritenga che le recenti politiche in materia di sicurezza, in assenza di un corrispondente e significativo aumento della criminalità minorile, stiano producendo un effetto di indebita espansione del ricorso al carcere per i minori, con il rischio di trasformare gli istituti penali minorili in luoghi di marginalizzazione e possibile reclutamento criminale, in contrasto con la funzione rieducativa sancita dall’articolo 27 della Costituzione.

 

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