Il Governo è inerte sul caro energia
L'estate che sta per finire è stata caratterizzata da un caldo anomalo che conferma le conseguenze del cambiamento climatico, e da un dibattito politico che il Governo ha cercato di allontanare dai problemi concreti degli italiani.
È stata l'estate in cui il centrodestra ha cercato di nascondere, penso senza riuscirci, le conseguenze del caro energia parlando e agendo solo sul tema della immigrazione.
A Ferragosto il Ministro Piantedosi ha presentato dati discutibili sulla diminuzione dei reati e, soprattutto, degli ingressi clandestini; per il resto del mese si è continuato ad agitare la questione immigrazione come la priorità, quasi l'unico problema da affrontare.
Tutto mentre siamo andati in vacanza con il carburante ad oltre due euro al litro e le bollette sempre più pesanti per le famiglie.
Pur di continuare a parlare d'altro rispetto ai problemi degli italiani, il Governo ha utilizzato la vicenda di Ceuta, l'ingresso di 70mila clandestini dal Marocco, per prendere provvedimenti insensati ma efficaci dal punto di vista della comunicazione.
Mentre, in pochi giorni, il Governo spagnolo rimandava indietro la stragrande maggioranza di quelli entrati a Ceuta, un numero di gran lunga superiore ai rimpatri fatti dal nostro Governo in un anno, l'Italia sospendeva - unico Paese in Europa - il trattato di Schengen con la Spagna. Si è cioè interrotto il patto di libera circolazione, aprendo una crisi diplomatica con un Paese che, tra l'altro, non confina col nostro.
A tutto ciò si è aggiunto il fatto che molti Paesi europei hanno preannunciato la volontà di rimandare da noi le persone arrivate in Italia ma che hanno chiesto asilo altrove. E questo dimostra, al di là della propaganda, gli errori di un Governo che ha siglato un patto che continua a scaricare sui Paesi di primo approdo la responsabilità dei migranti richiedenti asilo, un patto che ovviamente penalizza il nostro Paese.
Tutto questo clamore ingiustificato sull'immigrazione è servito solo a nascondere l'impotenza e l'inerzia del Governo di fronte al caro carburanti.
Penso che lo stesso centrodestra si renda conto che le poche misure adottate in materia sfiorano il ridicolo. Pochi centesimi di sconto sulle accise, che Meloni aveva promesso di cancellare, prorogati di settimana in settimana, non hanno impedito ai prezzi di gasolio e benzina di superare stabilmente i due euro al litro.
Serve fare di più soprattutto per le famiglie più in difficoltà e servono risorse ben più consistenti per aiutare le persone.
Il caro carburanti e, più in generale, l'aumento dei prezzi per l'energia, hanno consentito alle aziende del settore di aumentare molto i guadagni.
Tassare gli extraprofitti libererebbe risorse da destinare ad aiutare chi fa più fatica e le imprese che sono penalizzate e perdono di competitività a causa dei costi dell'energia.
È una scelta necessaria, insieme ad altre, nella consapevolezza che gli aumenti non finiranno con l'estate e che l'aumento del prezzo del gas peserà sulle bollette tanto da mettere ancora più in difficoltà tante famiglie.
Servono risorse quindi accompagnate da misure strutturali che riducano la nostra dipendenza da gas e petrolio.
Il nucleare, comunque la si pensi, non è una risposta a breve o medio termine.
Serve accelerare invece, eliminando gli ostacoli burocratici, l'aumento dell'utilizzo delle rinnovabili.
Su questo serve concentrarsi e dare incentivi. L'inerzia e le indecisioni del Governo, la scelta di non toccare chi grazie alla crisi energetica si sta arricchendo, rischiano di essere pagati a caro prezzo dalle famiglie italiane.
