Caregiver abbandonati dal governo
Articolo pubblicato da Huffington Post.
Il 31 agosto, in un quartiere di Roma, nella loro casa sono stati trovati morti un papà, una mamma e la loro figlia di cinque anni affetta da una grave disabilità. Accanto a loro un biglietto che racconta le grandi e insostenibili difficoltà ad assistere e crescere la loro bambina, insieme alla solitudine in cui sono stati lasciati di fronte alle sofferenze.
Questo dramma ha colpito molto, ma troppo poco si è aperta una riflessione sullo stato di abbandono che vivono tante famiglie che si fanno carico dall'assistenza di persone malate e senza autonomia.
Il Governo è rimasto inerte anziché fare dell'aiuto a queste famiglie una priorità.
Eppure sono almeno un milione le persone che si dedicano alla cura quotidiana di familiari non autosufficienti. Persone che aiutano, che assolvono una insostituibile funzione pubblica, che hanno un importante ruolo sociale.
Le istituzioni devono aiutarle e sostenerle.
Purtroppo ciò succede troppo poco.
Eppure nei prossimi anni, con l'invecchiamento della popolazione, questo bisogno di assistenza aumenterà. E una politica che abbandona i più deboli e bisognosi è distante dalle persone e dimentica il proprio ruolo e le proprie responsabilità.
Da anni il Parlamento sta discutendo una normativa per il riconoscimento e il sostegno ai caregiver, le persone che dedicano gran parte della loro esistenza a restare vicino a chi soffre e ad assisterlo.
Purtroppo, la sensazione è che non si voglia andare fino in fondo, nonostante ci sarebbero le condizioni per costruire una legge con il contributo di tutti. Ma il Governo, con la ministra Locatelli che insiste sul suo disegno di legge, sta impedendo una rapida approvazione di una legge largamente condivisa.
Il disegno proposto dal Governo ha almeno quattro gravi mancanze.
Innanzitutto non si investono risorse, se non quelle distratte da altri fondi per la disabilità.
Se stiamo parlando di riconoscere diritti ai caregiver, come dice la Corte Costituzionale, a questo devono corrispondere finanziamenti adeguati.
In secondo luogo, nella proposta del Governo si millanta un riconoscimento della figura del caregiver. In realtà si promette sostegno a solo il 10% di chi cura, garantendo 400 euro al mese a fronte di 91 ore settimanali di assistenza. Una assurdità!
In realtà, a chi presta lavoro di cura servono servizi concreti che sostengano la loro attività e li aiutino. Non solo informazione e formazione, ma anche garanzie per accessi prioritari ai servizi pubblici e, soprattutto, la creazione di opportunità per poter staccare per brevi periodi. Insomma, serve una carta dei diritti dei caregiver e strutturare servizi efficaci.
Infine, c'è il grande tema, solo sfiorato dalla proposta del Governo, del lavoro e della previdenza. Si tratta di favorire il ritorno al lavoro di chi ha dovuto abbandonarlo per dedicarsi al lavoro di cura e l'accesso per i giovani che avranno bisogno di un primo impiego. Ma si tratta anche di garantire i contributi figurativi ai caregiver per non penalizzarli anche sul fronte previdenziale.
È compito della politica agire e farlo in fretta per non lasciare sole le persone e perché non ci siano più tragedie come quella dei 31 agosto.
