Una riforma della Giustizia inutile e pericolosa, votare No al referendum per difendere l'equilibrio tra i poteri e la legalità
Nel merito la riforma imposta dal Governo non serve ai cittadini.
Non riduce i tempi dei processi né migliora il funzionamento degli uffici giudiziari.
Introduce la separazione delle carriere proprio dopo che, con la riforma Cartabia, si è già realizzata di fatto la separazione delle funzioni.
Si introduce, unico posto al mondo, il sorteggio per scegliere i magistrati membri del CSM, l'organo di autogoverno della magistratura, togliendo rappresentanza e, quindi, legittimazione a una istituzione decisiva per garantire l'autonomia dei giudici rispetto alla politica.
Oltre a ciò, anche gli argomenti usati a sostegno del sì, dimostrano che questa riforma non è per i cittadini ma contro la magistratura a cui si rimprovera di applicare le leggi e svolgere una funzione di controllo di legalità a cui deve sottoporsi anche l'esecutivo.
Hanno cercato di imbrogliare gli italiani con una propaganda non degna di chi sta nelle istituzioni.
Quelli che, con il Decreto Caivano, hanno previsto il carcere per due anni per chi non manda i figli a scuola, pur di attaccare i magistrati, si sono stracciati le vesti per la storia della casa nel bosco.
Per sostenere il sì si sono affrettati a difendere l'agente che ha ucciso nel parchetto di Rogoredo pur di attaccare i Pubblici Ministeri e oggi sappiamo com'è andata.
La Presidente del Consiglio è arrivata a dire che la vittoria del no porterebbe alla liberazione di spacciatori e stupratori. Una bugia senza alcun fondamento usata, in assenza di argomenti, per fare leva sulle paure.
Ecco, votare no significa non solo bocciare una riforma sbagliata e pericolosa per l'equilibrio tra i poteri ma anche per dimostrare che dai rappresentanti delle istituzioni ci si aspetta responsabilità e non strumentalità, attenzione al merito e non propaganda.
