La destra scava una distanza pericolosa fra i giovani e le istituzioni
Articolo pubblicato su Huffington Post.
Gli atti di violenza e vandalismo nel centro di Milano del 17 e 18 ottobre, non hanno alcuna giustificazione.
Spaccare vetrine e saccheggiare i negozi del centro è da condannare senza se e senza ma e indebolisce le battaglie della stragrande maggioranza di chi manifesta pacificamente per rivendicare diritti e giustizia sociale.
Scontri e violenze fanno passare in secondo piano le ragioni di tanti giovani che si stanno mobilitando per il proprio futuro, perché si investa sulla scuola e si combatta contro le disuguaglianze e il carovita.
Ciò non toglie che la politica debba ascoltare e rispondere a ciò che tante ragazze e tanti ragazzi stanno cercando di dire.
Usare i violenti per nascondere i bisogni che stanno alla base delle proteste, come sta facendo il Governo, è sbagliato e rischia di aumentare la distanza tra i giovani - che chiedono ascolto - e la politica e la democrazia.
Dare una risposta sicuritaria alle grandi manifestazioni di questo periodo è un modo per evitare di fare i conti con problemi veri, con cui devono fare i conti tante famiglie italiane, il caro scuola, il caro affitti, il caro vita.
Questioni che dovrebbero essere una priorità da affrontare per chi ha responsabilità di governo.
La risposta invece è stata quella di parlare di più carcere per i minori e di sfornare un inutile ottavo Decreto Sicurezza.
Pensare di risolvere tutto mettendo in carcere i minori e come vorrebbe il ministro Nordio, anziché affrontando le grandi questioni sociali, e costruendo più istituti penali per i minorenni è inutile e dannoso.
In quattro anni il Governo Meloni ha prodotto otto Decreti sulla sicurezza e i fatti dimostrano la loro inutilità: non sono diminuiti né i crimini né le violenze.
Ciò che invece è cambiato in peggio è il trattamento dei minori.
A partire dal Decreto Caivano, sono aumentati del 50% i detenuti nelle carceri minorili.
Non solo: si moltiplicano i segnali di un cambiamento profondo della funzione della giustizia minorile, da occasione di recupero e rieducazione a semplice punizione.
Si spende più in filo spinato e recinzioni che in formazione e si progettano sezioni minorili nelle carceri per adulti.
Si rischia di tornare indietro, in modo significativo, rispetto ad anni di politiche volte al recupero di chi sbaglia.
Si rischia di fare degli Istituti per minori dei moltiplicatori di violenza e illegalità e non occasioni educative e di recupero.
Cercare di rappresentare i giovani che protestano come pericolosi e fuorilegge anziché dare risposte ai problemi che pongono può aiutare la propaganda del Governo ed essere più semplice, ma rischia di scavare una distanza pericolosa tra le istituzioni e una intera generazione.
