In Consiglio Comunale a Milano
Grazie a Valerio Pedroni, Consigliere Comunale a Milano, per questo intervento sul fine vita durante il Consiglio Comunale.
Video dell'intervento di Valerio Pedroni.
Grazie a Valerio Pedroni, Consigliere Comunale a Milano, per questo intervento sul fine vita durante il Consiglio Comunale.
Video dell'intervento di Valerio Pedroni.
Articolo pubblicato su Domani.
Nella disattenzione generale, non solo non si interviene per la tutela delle persone e dei minori, ma si rischiano passi indietro rispetto a scelte fatte per limitare i danni del gioco
L’inchiesta della procura di Milano sui siti illegali in cui sono coinvolti diversi calciatori ha fatto tornare agli onori delle cronache il tema del gioco. L’attenzione è legata più alla visibilità dei protagonisti che alla preoccupazione per la diffusione del fenomeno. D’altra parte il tema è scomparso dall’agenda del governo e di buona parte della politica.
Intervista di La Repubblica.
Il tempo, viene da pensare alla fine, non è uguale per tutti. Anche se siamo abituati a credere, almeno quello, sia “democratico”. Per leggere questa intervista in media ci vorranno circa cinque minuti. Per formulare ogni risposta ad ogni singola domanda, invece, al nostro interlocutore ci sono voluti tra i due e i tre minuti.
Franco Mirabelli, 65 anni, Vicecapogruppo al Senato del PD, ormai riesce a esprimersi solo attraverso un computer. Scrive con un lettore ottico: le sue pupille si muovono verso le lettere rappresentate sullo schermo, si compongono parole e frasi, poi alla fine una voce metallica fa le sue veci.
La lotta alla mafia dovrebbe unire tutti.
Invece Fratelli d'Italia usa l'anniversario della strage di Capaci per attaccare Roberto Saviano accusando di opportunismo un uomo che ha denunciato e denuncia la camorra e per questo vive da anni sotto scorta sacrificando la propria libertà.
Chi fa propaganda e divide indebolisce la lotta alle mafie.
Articolo pubblicato sul mensile Zona Nove.
In questi giorni è tornato agli onori delle cronache il tema del gioco dando conto dell’inchiesta della Procura di Milano sui siti illegali che coinvolge diversi calciatori.
L’attenzione è legata più alla visibilità dei protagonisti che alla preoccupazione per la diffusione del fenomeno.
D’altra parte, il tema è scomparso dall’agenda del Governo e di buona parte della politica.
Il gioco, tranne quello digitale, continua a non essere regolamentato.
Il ministro Piantedosi chiarisca quali verifiche siano state effettuate e cosa abbia disposto per accertare la legittimità dell'intervento dei due agenti della Digos che, in occasione della commemorazione di Sergio Ramelli, hanno fermato e identificato un cittadino che tentava di rimuovere alcuni manifesti presumibilmente irregolari.
Come PD, abbiamo presentato un'interrogazione, a mia prima firma, al Ministro degli Interni.
Sulla base della versione fornita dal cittadino identificato gli agenti avrebbero motivato la propria presenza sul posto affermando di essere lì per vigilare che nessuno staccasse i manifesti.
Con la sua vita, Papa Francesco ha insegnato a mettere gli ultimi e le loro sofferenze sopra a tutto.
Oggi siamo tutti più soli.
Oggi in Antimafia abbiamo ascoltato gli interventi del Gen. dei CC Mori e del Col. De Donno, dedicati agli anni a cavallo delle stragi, degli omicidi politici in Sicilia, delle stragi di Capaci e via D'Amelio. Sono state ricostruzioni sulle quali, nelle prossime sedute, sarà possibile chiedere molti chiarimenti, formulare domande e interrogativi. E promuovere altre audizioni. La prima impressione che abbiamo avuto è di grande perplessità e, per certi aspetti, di sconcerto.
Siamo rimasti colpiti dal fatto che nelle circa due ore di relazioni, gran parte del tempo sia stato dedicato ad autodifese dei propri comportamenti.
I nuovi moduli detentivi saranno realizzati in totale dispregio delle indicazioni costituzionali sulla sicurezza e sulla tutela della dignità delle persone? Nordio chiarisca. Per questo, insieme agli altri senatori PD della Commissione Giustizia, abbiamo presentato un’interrogazione al Ministro.
Da quanto si apprende dalla lettura della relazione tecnico illustrativa emerge una visione della vita in carcere, di chi è detenuto e di chi ci lavora, a cominciare dalla polizia penitenziaria, non in sintonia con la necessità di rispettare la previsione costituzionale.