Metropolitana gialla: la speranza è il Recovery Fund

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Intervista del Giorno.

I Fondi europei per il rilancio post-covid riaccendono la speranza di riuscire a prolungare il metrò da San Donato a Paullo.
Sbloccare l'impasse nella quale il progetto sembra essersi arenato è un obiettivo raggiungibile secondo il senatore Pd Franco Mirabelli, tra i parlamentari che si stanno interessando dell'argomento.
«I fondi per la metropolitana, in capo al Ministero dei Trasporti, ora sono implementati da una parte del Recovery Fund - spiega. In questo contesto, avanzare una richiesta di finanziamento per il metrò di Paullo diventa fattibile, tanto più che di quest’opera esiste già un progetto e che tutti, Comuni e forze politiche, condividiamo il medesimo intento».
Non significa che i lavori partiranno domani, è chiaro, ma l’iter per realizzare l’intervento potrebbe essere un po’ meno tortuoso.
«Non è escluso - prosegue - che durante la discussione parlamentare sul Recovery si possa presentare un ordine del giorno dedicato alla M3, sostenuto da tutte le forze politiche».
Mirabelli è tra i parlamentari che hanno partecipato ad un recente incontro col C6, il comitato che si batte per il metrò: in quell’occasione è emersa una convergenza bipartisan sulla necessità di realizzare l’opera, portando il nuovo capolinea a Paullo e scartando l’ipotesi più breve, solo fino a Peschiera Borromeo.

I giudici onorari protestano di nuovo ma arriverà un decreto

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Intervista di Repubblica.

"Un decreto legge per i giudici onorari". Che il governo farebbe subito, proprio mentre ripartono le proteste dell'intera categoria. La conferma arriva a Repubblica da Franco Mirabelli, vice capogruppo del Pd al Senato e capogruppo in commissione Giustizia, che dall'inizio della legislatura ha lavorato su questa magistratura che, pur contando 5mila persone, vive da sempre nella precarietà.
Alla domanda se un'eventuale crisi dovesse fermare la volontà di fare il decreto Mirabelli risponde:

"Continuo a pensare che non ci siano alternative a questa maggioranza e che sarebbe irresponsabile aprire una crisi di governo in questo momento".
Dunque non crede né alla crisi, né al voto anticipato?

"Non accade in nessuna parte al mondo che si apra una crisi in piena pandemia perché la politica ha come responsabilità principale quella di garantire la soluzione dei problemi che il Covid ha portato con sé. E oggi sono quelli di tutelare la salute dei cittadini, mandare avanti il piano vaccinale e costruire le condizioni per la ripartenza. Solo una maggioranza politica può fare un percorso di questo genere e solo dentro questa alleanza di governo si può costruire una prospettiva anch'essa politica che concluda la legislatura".
E il voto?

"Continuo a non voler credere a una crisi di governo, e quindi dell'intera legislatura".

Il Governo ha scelto di tutelare la salute

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Intervento in tv a 7Gold.

Non voglio commentare anticipatamente misure restrittive che ancora non ci sono.
La pandemia, però, continua a correre e i contagi non si stanno attenuando. Bisogna, quindi, mantenere una serie di misure che limitino incontri e spostamenti, come si sta facendo in tutta Europa e in tutto il mondo.
Purtroppo in questo momento non abbiamo altri strumenti per impedire nuove morti e nuovi contagi se non quello di accelerare le vaccinazioni. Mi pare che in Italia, complessivamente, siamo partiti bene e siamo il Paese che ha fatto il maggior numero di vaccinazioni in rapporto al numero di abitanti.
È evidente che dobbiamo evitare di sovraccaricare le strutture sanitarie perché altrimenti diventa difficile anche fare i vaccini. Questa è la ragione per cui c'è ancora molta attenzione e molta prudenza.

No a responsabili e Draghi per il Governo

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Intervista di Affaritaliani.

"Si sta lavorando per evitare la crisi e credo che ci siano le condizioni per trovare, nell’interesse del Paese, un accordo all'interno della maggioranza sui punti che riguardano il piano di ripresa e resilienza e l’utilizzo dei 209 miliardi di euro in arrivo dall'Europa". Lo afferma il vicecapogruppo del Partito Democratico al Senato Franco Mirabelli, intervistato da Affaritaliani.it sulle tensioni all'interno della maggioranza di governo. "Italia Viva ha posto questioni di merito, al di là di come le ha poste, ed è in atto in queste ore e in questi giorni un confronto tra il governo e le forze che lo sostengono. Penso che non esista una maggioranza diversa all'interno di questo Parlamento".
Nemmeno con un presidente del Consiglio del Pd?
"No, nessuno mette in discussione il presidente del Consiglio. E l'ipotesi dei responsabili mi pare davvero una strada improponibile. Per gli appuntamenti che ha di fronte il Paese, serve una maggioranza politica e coesa. Si sta lavorando per rafforzare l'attuale maggioranza e non credo proprio che ci sia spazio per i responsabili in questo Parlamento".
In caso di crisi, ci sono solo le elezioni politiche?
"Ripeto, questa maggioranza è l'unica possibile e se si rompe non ci sono più le condizioni per ricomporre il rapporto tra i partiti".
E infine l'ipotesi di Mario Draghi premier di un governo di emergenza e di unità nazionale, "c'è bisogno in questo momento di un esecutivo politico figlio di una maggioranza politica. Abbiamo di fronte mesi molti difficili per impostare la ripartenza del Paese utilizzando al meglio i fondi dell'Unione europea", conclude Mirabelli.