La rigenerazione urbana

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Articolo pubblicato da Gente in Movimento.

È ormai evidente che il tema della rigenerazione urbana è diventato fondamentale e in Parlamento stiamo lavorandoci da tempo, non solo con le recenti proposte di legge di cui sono Relatore per il Senato. Già nei mesi scorsi, infatti, sono stati realizzati alcuni interventi normativi che, di fatto, portano su questo terreno.
Un primo strumento, attivato con il Decreto Rilancio, è il superbonus 110%. La misura, volta a garantire una detrazione del 110% rispetto a quello che si spende per il recupero del patrimonio edilizio, la messa in sicurezza degli edifici e l’efficientamento energetico, corrisponde all’intento di far ripartire un pezzo dell’economia nazionale. La norma, infatti, coinvolge un settore importante come quello dell’edilizia ma anche tutto l’indotto che si fonda sulla ricerca, sulla tecnologia e sull’innovazione.
Si tratta, quindi, di una misura molto importante, che si va ad aggiungere agli altri bonus che già sono stati attivati e che, anche se hanno detrazioni inferiori, hanno già funzionato e saranno anch’essi rinnovati con la nuova Legge di Bilancio; cioè l’ecobonus per l’efficientamento energetico, il sisma-bonus per mettere in sicurezza gli edifici dai rischi sismici e il bonus facciate introdotto nella scorsa Legge di Bilancio, che consente di avere una detrazione per il rifacimento delle facciate degli edifici. Questi bonus prevedevano delle detrazioni fiscali tra il 50% e il 75% in dieci anni e delle diverse modalità di rimborso.

Abbiamo la responsabilità di provare a rilanciare il Governo

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Intervista di Politica News.

Come commenta l'iniziativa intrapresa da Renzi?
"Lo strappo di Renzi è grave, incomprensibile per noi ma, e questo è ciò che conta di più, ai cittadini e all’Europa".
Più peculiarmente?
"Renzi, così facendo, mette in difficoltà il Paese in una fase difficilissima".
Come intendete agire, dal canto vostro?
"Noi abbiamo la responsabilità di provare a rilanciare il governo e fare di questa maggioranza un'alleanza politica perché questo serve all’Italia. Senza Conte questo obbiettivo rischia di allontanarsi irreparabilmente".

Riconfermare Conte. Responsabili al posto di Iv? Non è escluso

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Intervista di Affaritaliani.

"Per il Pd, per il bene del Paese, la soluzione su cui lavorare dopo l'uscita dal Governo di Italia Viva è quella di riconfermare Conte che non va messo in discussione e verificare la possibilità di confermare questa maggioranza, non escludendo di poterla allargare". Lo afferma ad Affaritaliani.it il vicecapogruppo al Senato del Partito Democratico Franco Mirabelli all'indomani dell'annuncio da parte di Matteo Renzi delle dimissioni delle ministre Bellanova e Bonetti e del sottosegretario Scalfarotto. "Questa è l'unica possibilità per fare ciò che serve all'Italia. Serve una maggioranza politica che guidi il Paese fino al 2023 per affrontare i temi della pandemia oggi e del rilancio dell'economia domani. Governi tecnici o soluzioni pasticciate non danno garanzie al Paese".
E se non si arrivasse alla pace tra Conte e Renzi restano solo le elezioni?
"Vediamo, credo che il voto sarebbe una cosa negativa per il Paese, una follia alla quale possono pensare solo gli irresponsabili del Centrodestra. Occorre fare tutto ciò che è possibile per uscire da questa crisi con una soluzione chiara e trasparente e che crei condizioni per dare all'Italia un governo forte che sia anche in grado di fare le riforme. Questo deve essere l'obiettivo oggi, poi elezioni o subordinate vedremo. Sottolineo che Renzi ha reso difficilissima la situazione per la maggioranza ma soprattutto per il Paese".

Carcere e pandemia

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Intervista di Extrema Ratio.

Per limitare i danni che la pandemia sta causando nelle carceri, nel D.l. Ristori sono state previste alcune misure, tra cui la possibilità d’esecuzione della pena nel domicilio per chi ha meno di 18 mesi da scontare e l’allungamento della durata delle licenze premio straordinarie e di quella straordinaria dei permessi premio. Si ritiene soddisfatto? Davvero non si poteva fare di più in un momento di emergenza come questo?
Credo che si sarebbe dovuto e si debba tutt’ora fare di più. Abbiamo ottenuto l’approvazione di due emendamenti che coinvolgono una platea di circa 1300 beneficiari. Queste misure permetteranno ai detenuti che devono scontare meno di 18 mesi di ottenere i domiciliari, e a coloro che godono di permessi premio o di lavoro di restare fino al 31 gennaio al di fuori delle mura carcerarie. Sono misure importanti, ma è ancora insufficiente. Data la situazione complessiva delle carceri, penso che aumentare fino a settantacinque giorni (rispetto ai quarantacinque che erano in passato, ndr) lo sconto di pena che il detenuto può ottenere ogni semestre per buona condotta possa già essere un gran passo avanti. Ciò anche in vista degli interventi volti alla sistemazione delle strutture carcerarie, previsti dal recovery fund.
Non sarebbe opportuno intervenire anche attraverso misure diverse dalla mera manutenzione o costruzione di strutture carcerarie?