La Fase 2

pubblicato il .

Intervento in Tv a Telenova.

Abbiamo fatto tutto ciò che potevamo fare per fronteggiare la situazione e continueremo a farlo.
Siamo in una situazione totalmente inedita: non si era mai verificata una pandemia con un’emergenza come questa e il Paese bloccato per due mesi.
Si è cercato, quindi, di fare il meglio possibile senza avere alle spalle nessun esempio da riprodurre.
Stiamo provando a fare meglio, con il primo decreto da 25 miliardi e con questo, per accelerare l’arrivo a casa dei contributi che abbiamo stanziato per le famiglie, per i lavoratori autonomi e le partite IVA.
Anche i contributi stanziati sono stati totalmente inediti: gli autonomi non avevano mai avuto un ammortizzatore sociale, così come la cassa integrazione in deroga questa volta era prevista anche per aziende con un solo dipendente e non era mai accaduto.
Ci siamo trovati ad affrontare con procedure ordinarie una situazione emergenziale e a mettere in campo misure straordinarie e penso che l’abbiamo fatto bene.

La scarcerazione dei boss è un fatto inquietante ma non è colpa del Governo

pubblicato il .

Intervista pubblicata dal Giorno.

Franco Mirabelli, senatore del PD, come risponde allo sconcerto suscitato dall’invio ai domiciliari di esponenti di spicco della malavita organizzata?
“Quello che è accaduto è grave, preoccupante e inquietante. Ma le responsabilità non risiedono nel provvedimento emanato dal Governo. Nelle case di reclusione del nostro Paese c’è un sovraffollamento enorme ed era giusto intervenire perché se il Coranavirus si fosse diffuso nelle carceri sarebbe stato un disastro: da qui si parte. Detto questo, il decreto prevedeva che potesse essere mandato ai domiciliari col braccialetto per controllarne i movimenti, chi avesse ancora 18 mesi di carcere da scontare, non chi fosse stato condannato all’ergastolo o chi avesse condanne per mafia. Mandare a casa Zagaria non era nello spirito del provvedimento approvato dal Governo”.
Però è successo questo.
“E’ successo ma la responsabilità dell’esecuzione penale è in capo al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap), che ha dimostrato di non essere all’altezza di gestire questa situazione. Per questo i vertici del Dap sono già cambiati”.

Bonafede-Di Matteo? Occorre più chiarezza

pubblicato il .

Intervista di Politica News.

Capogruppo Mirabelli, l'accusa di Di Matteo a Bonafede ha connotati ben espliciti: qual è la posizione del Partito Democratico a riguardo, in quanto alleata al governo anche con il Movimento 5 Stelle?
"Noi pensiamo che dichiarazioni di quel tipo, pronunciate telefonicamente, possano destare non poca confusione. Ci tengo subito a chiarirlo: sulla lotta alla mafia non esiste nessuna divisione politica. Detto questo auspichiamo che Bonafede venga a riferire in aula: c'è da fare il punto non solo per quanto riguarda questa questione, ma anche sulle misure di prevenzione che il Ministero della Giustizia intende adottare per i prossimi mesi".
Lega e Fratelli d'Italia hanno invocato allo scandalo, chiedendo le dimissioni di Bonafede.
"Come ho detto prima la lotta alla mafia non dovrebbe avere nessun colore politico. Trovo sbagliato che alcuna forze di opposizione abbiano sfruttato l'occasione per chiedere le dimissioni di un ministro, su una vicenda che merita quantomeno di essere approfondita nel dettaglio".
All'inizio dell'emergenza Coronavirus c'era grande preoccupazione riguardo al fatto che, se l'epidemia fosse dilagata al sud, la criminalità organizzata si sarebbe potuta sostituire allo Stato centrale, in caso di ritardi o - peggio - carenze negli aiuti: è un pericolo che vi sentite di dire scongiurato?

Dal Pd nessun giustizialismo, avvisare le procure antimafia è buon senso

pubblicato il .

Articolo pubblicato su Il Riformista.

Le recenti polemiche sulle scarcerazioni di diversi, forse troppi, uomini legati alla mafia e detenuti in alta sicurezza o per il 41 bis, richiedono alcune precisazioni.
Innanzi tutto credo sia senza fondamento l'idea di riconoscere in questo passaggio, nella preoccupazione per l'uscita dei boss e nelle norme contenute nel recente decreto, una svolta giustizialista del PD. In questi mesi abbiamo lavorato e lavoriamo in coerenza col passato. Sia sull'emergenza carceri come sulla riforma del processo penale per noi resta centrale il tema dell'allargamento degli spazi per l'utilizzo delle pene alternative al carcere, per introdurre misure fondate sul risarcimento a fronte dei reati meno gravi, per non far entrare nel circuito penale gli autori di reati bagatellari.
Ricordo che è stato il Pd ad impedire che la direzione delle carceri cambiasse natura dando, come si voleva fare col riordino delle carriere, ai comandanti degli agenti le stesse funzioni attribuite ai direttori.
Avevamo e abbiamo questa idea della pena, siamo ancorati ai principi costituzionali e consideriamo prioritario l'obbiettivo di garantire a chi viene condannato la possibilità di trovare percorsi non solo punitivi ma utili per avere a fine pena possibilità di reinserimento e per trovare opportunità di vita che rompano col passato.