Sosterremo il Governo Draghi

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Intervista di TgCom24 (video).

Noi sosterremo il Governo di Mario Draghi, lo abbiamo già detto. Abbiamo risposto positivamente all’appello del Presidente della Repubblica. È evidente che lavoriamo per un Governo di alto profilo e che faccia le cose che servono all’Italia, come abbiamo sempre fatto.
Vogliamo un Governo che stia da protagonista in Europa, cosa che ha fatto anche il Governo precedente: senza Conte, infatti, la credibilità italiana in Europa che ci ha portato a portare a casa i 209 miliardi del Recovery Fund non ci sarebbe stata.
Non c’è alcuna divisione tra di noi: siamo in contatto, abbiamo fatto riunioni dei gruppi dirigenti quasi tutti i giorni in queste settimane e la posizione del Partito Democratico è assolutamente unitaria.
Pensiamo che per il Paese serva che il Governo Draghi si formi e vada avanti; poi discuteremo sul merito delle cose da fare, sapendo che non sarà un Governo tecnico perché nessuno Governo tecnico può decidere il futuro del Paese. Chi disegnerà il Recovery Plan - e lo farà sicuramente anche il Parlamento - farà delle scelte politiche che riguarderanno il futuro del Paese, quindi, difficilmente potrà essere un Governo solo tecnico.

Serve un disegno di riordino del settore dei giochi

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Intervista di Radio Immagina (video).

Purtroppo non siamo riusciti a fare una legge complessiva sul gioco d’azzardo in questa Legislatura e neanche in quella precedente, fermandoci ad un passo dall’ottenere il risultato. Alla fine della scorsa Legislatura, infatti, eravamo arrivati ad un accordo Stato-Regioni per una legge che regolamentasse complessivamente il gioco. Eravamo arrivati molto vicini a farla. Il testo del disegno di legge di riordino del settore che ho ripresentato in questa Legislatura riprende ciò che si era deciso nella Conferenza Stato-Regioni, dopo una lunghissima discussione, che ha visto anche il contributo delle associazioni che si occupano di gioco. Ad oggi, però, non siamo ancora riusciti a mettere la politica a misurarsi su questo tema.
Purtroppo, continuiamo a intervenire sul gioco solo in termini di entrate. C’è stato anche qualche provvedimento tampone ma poi in realtà, anche prima della pandemia, quasi tutti gli interventi guardavano al gioco d’azzardo come a un’occasione per aumentare il PREU, le tasse e, quindi, le entrate dello Stato.
È evidente che non si può tentare di abbassare l’offerta e la domanda di gioco e contemporaneamente pretendere che da questo settore arrivino sempre più soldi allo Stato. Bisogna fare, quindi, una legge di riordino, sapendo però che il presupposto è quello di ridurre di molto le aspettative di entrate per lo Stato da questo settore.

Dobbiamo ricostruire fiducia nel Paese

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Intervista di Radio Immagina (video).

Credo che il riferimento a Ciampi fatto dal Segretario Zingaretti non sia casuale. Credo, infatti, che quel Governo che aiutò il Paese a uscire da una fase politicamente e economicamente difficilissima sia un’esperienza a cui dobbiamo guardare come ad un modello a cui ispirarci per le scelte che verranno fatte nei prossimi giorni, nel senso che quello non fu un Governo tecnico ma la politica diede un contributo e si ricostruì un’unità del Paese, nel momento in cui ci fu anche un’aggressione da parte della criminalità organizzata. Oggi questa non c’è, però, sicuramente le difficoltà che abbiamo davanti richiedono un Governo che, a partire da punti chiari e da presupposti chiari, aiuti a intervenire per affrontare l’emergenza sanitaria, l’emergenza economica e l’emergenza sociale.
A mio avviso, quindi, ci potrà essere un Governo non solo tecnico ma politico, in quanto sicuramente dovrà fare scelte politiche, perché quando si parla di utilizzare le risorse del Recovery Fund, vuol dire utilizzare soldi che disegneranno il futuro del nostro Paese e queste non possono essere scelte solo tecniche. Bisogna, quindi, fare scelte politiche.
Ora abbiamo fatto le nostre proposte al Presidente incaricato, dandogli tutta la nostra disponibilità a sostenerlo. Vediamo cosa proporrà alla fine il Presidente.

Ok alla maggioranza Ursula

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Intervista di Affaritaliani.

"Oggi Giuseppe Conte ha sollecitato il M5S a costruire, insieme alle forze che hanno sostenuto il precedente esecutivo, un governo politico presieduto da Draghi". Lo afferma ad Affaritaliani.it il vice-capogruppo del Pd al Senato Franco Mirabelli, commentando le parole del premier uscente - "E' chiaro il messaggio che arriva da Conte alla sua coalizione: mettetevi a disposizione del governo Draghi".
Poi, sul ruolo dello stesso Conte all'interno del M5S, Mirabelli afferma: "Eravamo consapevoli fin dall'inizio che fosse espressione dei 5 Stelle, è stato proposto da loro. Conte ha fatto un gesto generoso e di grande responsabilità nei confronti del Paese. È un segnale che rafforza la coalizione, esattamente nella direzione da noi auspicata. Conte è una risorsa di grande valore anche per il futuro, e poi avanti vedremo quali forme organizzative si darà l'alleanza".
Conte candidato premier nel 2023?
"Lo decideremo insieme nel 2023. Oggi ha dimostrato di essere un punto di riferimento per il Paese e per la coalizione che con lui ha governato per un anno e mezzo".
Quindi il governo Draghi sarà politico e non tecnico...
"Non basta la dichiarazione di Conte. E' evidente che l'esecutivo non potrà essere politico a tutto tondo e che manterrà quell'alto profilo chiesto dal Presidente Mattarella.