Con questo Italicum subito al voto

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Articolo pubblicato sul mensile ABC.

Come programmato, la Corte Costituzionale ha discusso i ricorsi fatti sulla legge elettorale Italicum, che era stata votata dal Parlamento in questa legislatura ma pensata per applicarsi ad una Camera unica. Le decisioni prese dalla Consulta, in particolare quella di abolire il secondo turno con il ballottaggio, mantenendo il premio di maggioranza per il partito che ottiene il 40% dei consensi - che, in quel caso, otterrebbe il maggior numero dei seggi in Parlamento - producono un sistema elettorale subito applicabile. Restano, però, aperte due questioni che non può essere la Corte Costituzionale a risolvere. Innanzitutto, c’è la necessità di armonizzare la legge elettorale del Senato con quella della Camera dei Deputati. In particolare, andrebbe introdotta la possibilità di esprimere due preferenze di genere anche al Senato (cioè il poter votare un uomo e una donna) e ci sarebbe la necessità di ridurre le dimensioni dei collegi che oggi, applicando per la Camera alta la legge uscita la scorsa volta dall'intervento della Corte Costituzionale, sarebbero grandi quanto un'intera Regione e, quindi, non sono in grado di garantire un’adeguata rappresentanza.

Gioco d'azzardo, no a infiltrazioni criminali e immediato riordino del settore

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Articolo pubblicato da Huffington Post.

Il Senato ha recentemente approvato in via definitiva la risoluzione a mia prima firma che fa propri i contenuti della Relazione della Commissione Parlamentare Antimafia sulle infiltrazioni mafiose e criminali nel gioco lecito e illecito.
Questo documento - che ha avuto il contributo del gruppo di lavoro e dei consulenti della Commissione Antimafia, di studiosi e di rappresentanti delle Forze dell'ordine impegnate sul campo - traccia il quadro della situazione nazionale e internazionale, dei nuovi elementi di rischio sia dal punto di vista del rispetto della legalità che della ricaduta sociale e territoriale delle attività di gioco e contiene indicazioni che possono aiutare a combattere meglio la criminalità organizzata ed essere da stimolo per Governo e Regioni a concludere presto un percorso che porti alla costruzione di un decreto che permetta un riordino complessivo di tutto il settore, come previsto dalla Legge di Stabilità del 2015.
È, infatti, evidente a tutti che continuare a intervenire in modo estemporaneo sui singoli aspetti non basta e solo un riordino complessivo delle norme che regolamentano il gioco può rispondere ai tanti problemi ad esso legati.

Il PD casertano e lo scenario politico nazionale

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Intervista realizzata da Paese News (video).

Senatore, da molti mesi è Commissario del Partito Democratico a Caserta. È stato inviato da Roma per cercare di risollevare le sorti di un partito molto litigioso. Com’è oggi la situazione?
Non si può dire che il PD non sia più litigioso ma mi pare che abbiamo comunque fatto dei passi avanti. Il risultato delle elezioni amministrative, in particolare, ci consegna una responsabilità di governo su questa provincia, avendo conquistato Caserta, Marcianise, Capua. Dobbiamo saper rispondere alla responsabilità che abbiamo, cioè dare a questa provincia un governo diverso da quello del passato e mi auguro che il senso di responsabilità prevalga sulle discussioni. Governiamo i grandi Comuni e adesso dobbiamo stare concentrati su questo e su cosa fare fuori da noi. Dobbiamo impegnarci tutti, ciascuno con il proprio ruolo per costruire un progetto che dia il segno ai cittadini che qualcosa è cambiato in questa realtà.
Personalmente, sono fiducioso e spero che alla fine possa prevalere il senso di responsabilità.

Il PD a Caserta

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Intervista di Campania Notizie (video).

Quando lei è arrivato a Caserta nel PD c’era una situazione un po’ particolare, con molte discussioni e divisioni. La situazione non è cambiata. Come mai?
È sbagliato dire che la situazione non è cambiata.
In questi mesi c’è stata una tornata amministrativa: abbiamo conquistato Comuni importanti. Oggi il PD casertano ha una responsabilità in più rispetto a prima, cioè ha in mano le condizioni per costruire un progetto su questa provincia e dobbiamo esserne capaci, assumerci la responsabilità di guardare anche a fuori da noi e metterci tutti al servizio - ognuno nel proprio campo - per il territorio di Caserta e del casertano.
Rispetto alle questioni interne, confido che le condizioni si possano creare e si stiano creando per fare oggi un tesseramento molto diverso da quello che ha portato al commissariamento del partito e credo che ci siano le condizioni per cui il PD di Caserta recuperi la propria autonomia.