Fiume Seveso: stop esondazioni, pulizia delle acque

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Intervento svolto all'incontro "Fiume Seveso: stop esondazioni, pulizia delle acque".

Sono molti anni che in questa zona discutiamo e affrontiamo il tema delle esondazioni del Seveso.
A mio avviso, negli ultimi tempi sono stati fatti grandi passi avanti.
Finalmente, stiamo discutendo su una proposta concreta che si sta già realizzando e che sta mettendo in campo quelle misure che servono per risolvere un problema che da troppi anni ricade su questo territorio. Il problema delle esondazioni è indubbiamente legato al fatto che ci troviamo in un territorio che nel corso degli anni è stato urbanizzato oltre misura e, questa situazione unita alla presenza di un corso d’acqua come il Seveso, ha provocato un dissesto idrogeologico fortissimo, come sempre avviene in situazioni simili.
In tutto questo, però, vorrei che non perdessimo di vista alcuni dati: nel 2010 si sono verificate esondazioni che hanno provocato 70 milioni di euro di danni; nel 2014 ci sono state 4 esondazioni che hanno prodotto 100 milioni di euro di danni. Questo significa che ci sono state persone e famiglie che hanno dovuto confrontarsi con una condizione difficile e ora occorre lavorare per fare in modo di governare le acque del Seveso e impedire che esondi nuovamente, cercando di agire nel modo migliore possibile.

Buone prospettive per arrivare a riordino giochi

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Intervista di GiocoNews.

“Troverei veramente irresponsabile concludere la legislatura senza regolamentare il gioco d’azzardo”. Così il senatore Franco Mirabelli, al quale abbiamo chiesto notizie sul disegno di legge nazionale per regolamentare il gioco d’azzardo da lui presentato nel 2015. Un testo che ha fatto discutere dopo la sua presentazione, ma che ora sembra dimenticato.
Onorevole Mirabelli, il suo Ddl è dimenticato e rischia già di finire in archivio?
“La questione è un’altra. Oggi la partita normativa sul gioco è legata soprattutto all’esito della Conferenza unificata Stato, Regioni ed enti locali. Solo dopo che si chiuderà l’intesa tra lo Stato e gli enti locali questo disegno potrebbe essere recepito e diventare un decreto ministeriale”.
Tuttavia i lavori della Conferenza proseguono a rilento, si continua a discutere da mesi senza giungere a una conclusione.
“A me pare che il lavoro della Conferenza stia affrontando molti degli aspetti compresi nel disegno di legge che ho presentato, a partire dalla necessità di ridurre sia domanda che offerta. Mi auguro che in tempi brevi la Conferenza unificata Stato, Regioni enti locali completi il suo iter, a questo punto credo che una parte importante della riforma sia fatta”.

Caso tessere PD a Caserta solo una bega interna al partito

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Intervista di Thomas Mackinson pubblicata da Il Fatto Quotidiano.

Il Pd nazionale lo aveva mandato giù per garantire “trasparenza nel tesseramento”. Ma alla prima candelina da commissario provinciale di Caserta il senatore milanese Franco Mirabelli deve imbracciare l’estintore. E forse lo terrà anche più a lungo del previsto, vista la situazione e le imminenti elezioni amministrative. E’ successo che anche lì, come a Napoli e in altre realtà del sud, è scoppiata una grana per presunte “gravissime irregolarità” nelle operazioni di tesseramento terminate il 28 febbraio, giusto un anno da ché Mirabelli, come un Vercingetorige, è stato catapultato dal profondo Nord alla Terra dei Fuochi. Si era insediato da una manciata d’ore e già assicurava tutti “a Caserta si respira aria di antimafia”. Di sicuro è riuscito nell’impresa di riconquistare Caserta e altri Comuni al Pd “anche facendo pulizia”, dice. “Nel 2015 si era creato un problema serio: il tesseramento era fatto con iscrizioni contingentate e in un solo giorno ma fu un disastro: poche tessere, l’assalto delle truppe cammellate, molti che non si sono potuti iscrivere”.
Sembra che non sia andata meglio quest’anno.
Non è così. La vicenda di Caserta non ha nulla a che fare con quella di Napoli. Non si ha notizia di pacchetti di tessere, di pagamenti cumulativi o infiltrazioni. Qui c’è una questione tutta politica di alcuni ex segretari che fanno una battaglia contro il loro attuale segretario.

Le norme per taxisti e commercio ambulante

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Articolo pubblicato da L'Unità (file PDF).

In queste settimane, durante la discussione in Parlamento sul Decreto Milleproroghe, in tante città, da Roma a Milano, sono state organizzate diverse manifestazioni, scioperi e mobilitazioni da parte di alcune categorie, in particolare taxisti e ambulanti.
Per quanto riguarda i taxi, il blocco del servizio durato due o tre giorni ha spesso penalizzato cittadini e città. Telegiornali e media in generale si sono molto occupati degli effetti delle proteste e, dall'altra parte, le istituzioni stesse si sono preoccupate di trovare soluzioni per evitare ulteriori disagi ai cittadini.
In realtà, su entrambe queste vicende - mercati e taxi - si confrontano due idee molto diverse su quali debbano essere le priorità alla base delle scelte normative quando si parla di servizi pubblici.
Semplificando, ma non troppo, il confronto è tra chi privilegia l'attenzione alla qualità e alla accessibilità dei servizi per i cittadini e chi, invece, protegge i pur legittimi interessi di chi li fornisce anche a scapito dell'efficienza dei servizi stessi.
Resto sulle due questioni che sono state affrontate in queste settimane ma è evidente che il tema è più generale e sempre complicato da affrontare, dato il grande potere che ha chi può interrompere servizi indispensabili per il funzionamento delle città.