All'Italia serve cambiare per diventare un Paese migliore

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Articolo pubblicato su HuffingtonPost

In questi anni si è sicuramente allargata la distanza tra i cittadini e la politica: è entrato in crisi il rapporto tra i cittadini e le istituzioni e anche la credibilità stessa delle istituzioni. Su questo hanno pesato la lentezza con cui si riescono a dare risposte ai cittadini, le mille complicazioni burocratiche e una politica costosa che appare lontana dai bisogni delle persone e che è spesso autoreferenziale.
Tutto ciò rischia di indebolire la qualità della nostra democrazia.
Per questo, di fronte a una vera e propria crisi delle nostre istituzioni, in questa legislatura ci siamo impegnati a riformare la seconda parte della Costituzione.
Non si tratta in alcun modo di mettere in discussione i valori e i principi che sono contenuti nella prima parte, che sono sacri e immodificabili.

Cambiare la Costituzione per ridare fiducia ai cittadini e dare forza alla democrazia

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Intervista di Campania Notizie a margine di un incontro a Casapesenna (video).

All’incontro di Casapesenna ha detto che “questa è una riforma per mantenere e rinvigorire la democrazia in Italia”.
È evidente che siamo nel pieno di una crisi del rapporto tra i cittadini e le istituzioni e della credibilità delle istituzioni. Questo impone di cambiare e di mettere le istituzioni nelle condizioni di funzionare meglio per rispondere meglio ai problemi che hanno i cittadini e a rispondere a ciò che i cittadini ci hanno detto in questi anni, cioè che la politica è inefficiente e che le istituzioni funzionano male e costano troppo o che i parlamentari sono troppi.
Con questa riforma diamo una risposta in positivo.
Cambiare la Costituzione serve a ridare fiducia ai cittadini e ridare credibilità alle istituzioni e questo vuol dire ridare forza alla democrazia.

Spieghiamo la riforma, basta polemiche scorrette

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Intervista realizzata da Il Comizio (video).

Non le sembra che si stiano alzando un po’ troppo i toni e si stia incattivendo il confronto sul Referendum, che così rischia di lacerare anche la sinistra?
Credo che ci sia bisogno di spiegare agli italiani su cosa si andrà a votare e, quindi, credo che si debba stare sul merito della Riforma Costituzionale. Lo sforzo che stiamo facendo con le varie iniziative e mobilitazioni è questo: spiegare i contenuti della Riforma ai cittadini che dovranno andare a votare. Il merito della Riforma, inoltre, è chiarito anche dal titolo del quesito referendario su cui gli italiani si esprimeranno con un sì o con un no.
È vero che c’è una parte di persone che non vuole confrontarsi sul merito della Riforma e che preferisce cercare di trasformare questo referendum in un voto pro o contro il Governo o sullo stato del Paese. A mio avviso, questo è sbagliato ed è anche ingannare gli elettori perché in realtà si vota sulla Riforma Costituzionale e noi andremo avanti a spiegarne i contenuti su cui ci si dovrà esprimere con un sì o un no.

Perché basta un sì

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Intervista realizzata da Campania Notizie a margine di un'iniziativa sul Referendum a Caserta (video).

Parliamo del Referendum Costituzionale: basta un sì, perché?
Perché questo Paese ha bisogno di essere modernizzato, ha bisogno di istituzioni che funzionino meglio e che costino meno. Il Paese ha bisogno anche di riscrivere il patto tra i cittadini e le istituzioni: è evidente che questo rapporto è in crisi e bisogna cambiare proprio per difendere la democrazia.
Nel titolo del quesito su cui si andrà a votare al referendum c’è tutto.
La Riforma Costituzionale serve a velocizzare il processo legislativo e a dare più stabilità, creando una Camera sola che dà la fiducia al Governo e che garantisce la legislazione. Questa sarà affiancata da un Senato composto da consiglieri regionali che si occuperanno del rapporto tra Stato e territorio.