Quello di Draghi è un discorso importante

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Intervista di Radio Popolare (video).

Quello di Draghi è un discorso importante, molto sobrio. Mi pare che Draghi abbia disegnato un’agenda assolutamente condivisibile per noi: l’Europa, più integrazione, cessione di sovranità affinché l’Italia non esiste fuori dall’Europa; poi i punti come l’ambiente, la scuola, la lotta alla pandemia viste come priorità assolute.
Mi pare un ottimo discorso: un ottimo richiamo a tutti a considerare le istituzioni decisive in questo momento se si vuole rilanciare la democrazia, il rapporto con i cittadini e l’invito a servire il Paese e a concepire l’azione di tutti come un servizio al Paese mi pare importante.

La riforma fiscale è sicuramente una riforma su cui discuterà di più questa maggioranza, anche se mi pare che i paletti che ha messo oggi il Presidente del Consiglio siano paletti che noi condividiamo: la proporzionalità, la lotta all’evasione fiscale. Vedremo quando entreremo nel merito.
Mi pare che anche sul Recovery Plan ci siano delle cose importanti da approfondire.

Video dell’intervista» 


E' inopportuno che Palamara venga in Commissione Antimafia

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Intervista dell'AdnKronos.

"Discuteremo della convocazione di Palamara la settimana prossima in Ufficio di presidenza, per il momento c'è una proposta. Io ho chiesto che ci sia una discussione in Ufficio di presidenza, che non c'è stata, e quindi di rinviare la decisione a quella sede. Discussione secondo noi necessaria, e non solo secondo il Pd ma di una larga parte, quel pezzo che sta ancora in Commissione Antimafia, perché il centrodestra non viene più. Ma noi pensiamo che l'audizione di Palamara sia inopportuna". A dirlo all'AdnKronos è Franco Mirabelli, vice presidente dei senatori del Pd e capogruppo dem in commissione Antimafia, parlando dell'ipotesi di sentire in Commissione Antimafia il 23 febbraio l'ex capo dell'Anm Luca Palamara.
"Inopportuna - spiega Mirabelli - visto che Palamara ha tempo esattamente fino al 23 per ricorrere, cosa che credo farà, rispetto alle decisioni della Commissione disciplinare del Csm, e quindi, con una vicenda giudiziaria in corso, non capisco bene perché dobbiamo offrire una sede istituzionale a una persona che comunque ha subito provvedimenti disciplinari. Inoltre, e non solo io, non capiamo quale sia la priorità per la Commissione Antimafia, che ha altri compiti, di ascoltare Palamara su questioni che riguardano di più il Csm, comunque l'amministrazione della giustizia, che la Commissione Antimafia".

Il Governo, la Giustizia, le carceri

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Intervento a Radio Immagina (video - file audio).

Guardando anche a quello che sta succedendo negli altri Paesi europei, penso che noi siamo riusciti fino ad ora a evitare una ripresa della circolazione del virus e una forte presenza delle varianti. Credo che ci debba essere molta prudenza e, quindi, non credo che il nuovo Governo debba cambiare in alcun modo linea rispetto a ciò che abbiamo fatto in questi mesi e che ha consentito al Paese di tenere aperta gran parte della propria attività produttiva ma allo stesso tempo serve mantenere le restrizioni che hanno consentito di tenere bassa, per ora, la curva dei contagi. Se la comunità scientifica ci suggerirà altri interventi restrittivi, a partire dalla preoccupazione della diffusione delle varianti, credo che vada ascoltata, come abbiamo fatto fino ad ora.
Penso che in questo momento il tema sia quello di ragionare su interventi più mirati, perché non mi pare che ci sia un problema generalizzato ma ci sono alcuni focolai delle nuove varianti in alcune zone che credo vadano isolate, anche per poter recuperare la capacità di tracciamento dei contagi.

Non solo mi aspettavo l’atteggiamento della Lega ma registro anche che le dichiarazioni di Garavaglia arrivano subito dopo l’invito del Presidente del Consiglio a limitare le esternazioni e le ragioni di tensione all’interno del Governo.
Penso che la Lega debba prendere atto che adesso sta nel Governo e che non può pensare di starci godendone dei benefici e scaricando sugli altri le responsabilità. Si tratta, infatti, di assumersi unitariamente tutte le responsabilità delle scelte.

Verso il Governo Draghi, per vincere la pandemia e salvare il Paese

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Articolo pubblicato dal mensile Zona Nove.

Mentre scrivo è in corso il tentativo di Mario Draghi di formare un nuovo Governo dopo la crisi incomprensibile che è stata aperta in maniera irresponsabile e ha portato alle dimissioni di Giuseppe Conte. Una crisi assurda, aperta in piena pandemia mentre ogni energia avrebbe dovuto essere finalizzata a risolvere i problemi sanitari, economici e sociali che il Covid ha portato con sé. Una crisi che, proprio per queste ragioni, deve essere risolta presto costruendo un nuovo Governo, evitando di perdere altro tempo o, addirittura, di scivolare verso elezioni che per 4-5 mesi paralizzerebbero l’attività istituzionale mentre occorre far presto per fare al meglio le vaccinazioni, utilizzare e non perdere l’opportunità del Recovery Fund, mantenere sotto controllo la pandemia e fronteggiare l’emergenza sociale che a fine marzo, con lo sblocco dei licenziamenti, si aggraverà ulteriormente.
Queste sono le ragioni per cui il Presidente Mattarella ha incaricato Mario Draghi di formare un Governo di alto profilo.
L’ex presidente della BCE è certamente l’italiano che ha la maggiore credibilità in Europa e nel mondo e che può guidare un Governo davvero capace di affrontare le emergenze sanitaria, sociale ed economica che stiamo vivendo e capace di spendere al meglio i 209 miliardi con il Recovery Plan e gli altri fondi europei che possono non solo rilanciare il Paese ma ridisegnarlo, superando i grandi limiti strutturali che hanno la Pubblica Amministrazione, la Giustizia e il sistema sanitario.