Una legge elettorale che serve al Paese

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Intervista del TG1.

Siamo determinati a portare avanti fino alla fine e a concludere questa settimana una legge elettorale che serve al Paese perché rende omogenei i due sistemi elettorali di Camera e Senato, introduce una parte di maggioritario ed è una legge che voterà una parte importante del Parlamento e non solo della maggioranza. Con MDP si è aperto uno spazio di dialogo in vista del futuro sulle cose da fare e anche sulla legge finanziaria. Credo, però, che ormai non si possa mettere in discussione la legge elettorale, a due giorni dall’approvazione.
Serve questa legge elettorale, uguale per Camera dei Deputati e Senato e votata da gran parte della maggioranza e opposizione. E' una legge elettorale che serve al Paese.

La politica riconosca i campanelli d’allarme

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Intervista del Giornale di Seregno.

Senatore Franco Mirabelli, lei fa parte della Commissione Parlamentare Antimafia. Cosa ci raccontano le clamorose inchieste delle scorse settimane?
Le indagini che hanno coinvolto paesi come Seregno e Senago hanno fatto emergere l’interesse della mafia, ma soprattutto della ‘ndrangheta, a penetrare nel circuito dell’economia legale attraverso le cosiddette “teste di ponte”.
Quali sono gli elementi su cui la politica dovrebbe riflettere?
Due cose emergono dall’inchiesta. La prima che sul territorio ci sono spie di allarme che si accendono e che la politica deve saper leggere per tempo.
La seconda è che un’amministrazione debba attenersi alle regole.

Prima di stringere la mano a un imprenditore, va capito chi è

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Intervista pubblicata da Settegiorni.

Mafia, imprenditori e politica. Questo il trinomio emerso dalle inchieste che la scorsa settimana hanno messo in luce nuovi legami tra criminalità organizzata, economia e politica.
Le cosche di San Luca che parlano al telefono con un imprenditore che fa da tramite con i piani alti della politica: uno scenario sconcertante, ma che ormai non dovrebbe più stupire.
Ne abbiamo parlato con il senatore Franco Mirabelli, membro della Commissione Parlamentare Antimafia.
Cosa ci raccontano le inchieste della scorsa settimana?
Le indagini che hanno coinvolto Paesi come Senago e Seregno hanno fatto emergere l’interesse della mafia, soprattutto della ‘ndrangheta, a penetrare nel circuito dell’economia legale attraverso le cosiddette “teste di ponte”.
Quali sono gli elementi su cui la politica dovrebbe riflettere?
Due cose emergono dall’inchiesta, la prima che sul territorio ci sono spie di allarme che si accendono e che la politica deve saper leggere. La seconda, è chiaro che un’Amministrazione debba attenersi alle regole.

Perché il nuovo Codice Antimafia è una buona legge

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Articolo pubblicato da Huffington Post.

La Camera dei Deputati ha recentemente approvato la riforma del Codice Antimafia che, dopo 35 anni introduce norme importanti, soprattutto sui beni confiscati e le misure di prevenzione, necessarie per contrastare sempre meglio la criminalità organizzata che, nel corso di questi anni, è cambiata, si vede meno, spara meno ma, soprattutto al Nord, si sta insediando e inquina, con i proventi delle attività criminali, l’economia legale.
La recente inchiesta che ha portato all’arresto del sindaco di Seregno dimostra come le mafie - la ‘ndrangheta in particolare - riescano a condizionare la politica e l’economia.
Il nostro Paese ha in questi anni ha costruito una legislazione efficace per contrastare le mafie, che ci ha consentito di dare loro colpi pesantissimi e che è diventata un punto riferimento per molti altri Paesi.
Tra le norme antimafia, la legge che porta il nome di Pio La Torre è certamente quella che ha contribuito di più a indebolire le mafie, unitamente all’istituzione del reato di associazione mafiosa e alle leggi che favoriscono i pentiti e i testimoni di giustizia.