Le riforme approvate nei mille giorni del Governo Renzi

pubblicato il .

Articolo pubblicato dal mensile Zona Nove.

Quando questo articolo sarà pubblicato il Governo presieduto da Matteo Renzi avrà terminato dopo oltre mille giorni il suo lavoro. Con coerenza dopo la vittoria del NO al referendum il Presidente del Consiglio ha presentato le dimissioni, essendo stato quello di riformare la Costituzione uno degli obbiettivi fondanti del suo Governo e dell'intera legislatura. Non ho nessuna intenzione di proporre ai lettori di Zona Nove una analisi del voto o delle conseguenze che potrebbe avere, ma credo sia giusto ricordare le tante cose che in questi tre anni il Parlamento e il Governo hanno fatto, prima che la contingenza politica e la rapidità con cui nell'era dell'web si sovrappongono e si perdono le informazioni, faccia dimenticare i molti risultati ottenuti e le riforme realizzate.

In Lombardia abbiamo un problema, non ci facciamo capire

pubblicato il .

Intervista di Giambattista Anastasio pubblicata da Il Giorno (file PDF).

Lo ammette senza troppi giri di parole Franco Mirabelli. Il senatore PD riapre quella «questione lombarda» presentatasi più volte nelle ultime tornate elettorali, a partire dalle Regionali del 2013, quando l’allora candidato governatore del centrosinistra, Umberto Ambrosoli, superò Maroni in quasi tutti i capoluoghi lombardi ma perse la partita per il voto contro dell’altra Lombardia, che non vive in città.
Mirabelli, l’unica consolazione per il PD si chiama di nuovo «Milano», qui i Sì superano, anche se di poco, i No.
Milano si è rivelata più sensibile nei confronti di una riforma pensata per far crescere il Paese, per ridare slancio all’economia, per aumentare la competitività del Sistema Italia e la nostra credibilità internazionale. A Milano siamo riusciti a farci capire e i milanesi ci hanno ripagato con la loro partecipazione e il loro sostegno.

E’ un voto politico

pubblicato il .

Intervista di Lorenzo Iuliano pubblicata da Il Mattino edizione Caserta (file PDF).

Il senatore Franco Mirabelli, commissario provinciale del Partito democratico, ha seguito lo spoglio casertano da lontano, nella sede lombarda dei democrat, ma attaccato a telefoni e web. «È evidente – commenta – che siamo di fronte a un voto molto politico, che l’alta partecipazione è il frutto di una politicizzazione fortissima, per cui si è votato di fatto su altro, rispondendo più a logiche di partito che ai contenuti della riforma. Ed è altrettanto evidente che il Pd era in pratica solo di fronte a uno schieramento vastissimo, che va da SEL a Grillo, da Forza Italia alla Lega. Con queste premesse si spiega anche il risultato, ora dobbiamo riflettere».
Mirabelli considera lo stop anche un’occasione persa per Caserta: «Caserta e l’intero Mezzogiorno potevano essere protagoniste di una nuova stagione, perché la modifica del Titolo V della costituzione, ad esempio, avrebbe potuto migliorare le risposte che lo Stato è in grado di dare ai cittadini casertani su sanità e welfare.

Riforma Costituzionale

pubblicato il .

Intervista sul referendum Costituzionale a cura della redazione di FBLab.

Lei sostiene il Sì al Referendum costituzionale del 4 dicembre prossimo. Se dovesse darci tre ragioni per votare nel senso da Lei indicato, quali sarebbero?
Di fronte alla crisi di credibilità delle istituzioni serve alla nostra democrazia che la politica dimostri di saper cambiare per rendere le istituzioni più capaci di risolvere i problemi e meno burocratiche. Così si può recuperare la fiducia e riscrivere un patto tra cittadini e istituzioni e rafforzare la nostra democrazia
Il superamento del bicameralismo paritario serve a realizzare processi legislativi più rapidi e trasparenti, rimette al centro il Parlamento interrompendo l’abuso necessario dei decreti legge e delle leggi delega e con una sola camera che dà la fiducia ci sarà più stabilità, in un paese in cui ci son stati 64 governi nel tempo in cui in Germania c’è n’è son stati 14.