Chiarimento sul PD casertano o non aprirò il tesseramento

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Intervista di Lorenzo Iuliano per Il Mattino Edizione Caserta

Il «redde rationem» era nell’aria e i passi verso la resa dei conti sono stati mossi. Le prime conseguenze politiche del voto sull’acqua per l’assemblea distrettuale di Caserta sono già arrivate. E coinvolgono direttamente i livelli nazionali del Partito Democratico. Dopo la nuova frattura interna tra il commissario Mirabelli e il gruppo Oliviero-Caputo, che hanno presentato liste separate in questa elezione, proprio il senatore milanese ieri ha avuto un colloquio a Roma con il vicesegretario nazionale Lorenzo Guerini per chiedere che si faccia chiarezza sulla vicenda.
Commissario, cosa vi siete detti con Guerini?
«Ho portato alla sua attenzione gli ultimi gravi fatti di cui ancora si stanno rendendo protagonisti alcuni esponenti istituzionali del partito in provincia di Caserta. E ho chiesto di intervenire con sollecitudine».

Pd, tiene l'asse Franceschini-Renzi

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Intervista di Affaritaliani.

A questo punto la soluzione della crisi è governo istituzionale o elezioni appena dopo la decisione della Consulta sull'Italicum, giusto?
"Proporremo un governo istituzionale. Se questa ipotesi cadrà verificheremo che altro si può fare. Comunque credo che un governo per aggiustare la legge elettorale dopo la Consulta ci dovrà essere e quindi verificheremo come e con chi, una volta che fallisse, se fallirà, il tentativo del governo istituzionale. Poi deciderà il Presidente della Repubblica".
Siccome oltre a Lega, M5S e Fratelli d'Italia, anche Forza Italia ha detto no ad un governo istituzionale, è possibile un reincarico a Matteo Renzi?
"Tutto è possibile, ma decide il Presidente della Repubblica. Bisogna capire se c'è una maggioranza e bisogna capire per fare che cosa".

Le riforme approvate nei mille giorni del Governo Renzi

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Articolo pubblicato dal mensile Zona Nove.

Quando questo articolo sarà pubblicato il Governo presieduto da Matteo Renzi avrà terminato dopo oltre mille giorni il suo lavoro. Con coerenza dopo la vittoria del NO al referendum il Presidente del Consiglio ha presentato le dimissioni, essendo stato quello di riformare la Costituzione uno degli obbiettivi fondanti del suo Governo e dell'intera legislatura. Non ho nessuna intenzione di proporre ai lettori di Zona Nove una analisi del voto o delle conseguenze che potrebbe avere, ma credo sia giusto ricordare le tante cose che in questi tre anni il Parlamento e il Governo hanno fatto, prima che la contingenza politica e la rapidità con cui nell'era dell'web si sovrappongono e si perdono le informazioni, faccia dimenticare i molti risultati ottenuti e le riforme realizzate.

In Lombardia abbiamo un problema, non ci facciamo capire

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Intervista di Giambattista Anastasio pubblicata da Il Giorno (file PDF).

Lo ammette senza troppi giri di parole Franco Mirabelli. Il senatore PD riapre quella «questione lombarda» presentatasi più volte nelle ultime tornate elettorali, a partire dalle Regionali del 2013, quando l’allora candidato governatore del centrosinistra, Umberto Ambrosoli, superò Maroni in quasi tutti i capoluoghi lombardi ma perse la partita per il voto contro dell’altra Lombardia, che non vive in città.
Mirabelli, l’unica consolazione per il PD si chiama di nuovo «Milano», qui i Sì superano, anche se di poco, i No.
Milano si è rivelata più sensibile nei confronti di una riforma pensata per far crescere il Paese, per ridare slancio all’economia, per aumentare la competitività del Sistema Italia e la nostra credibilità internazionale. A Milano siamo riusciti a farci capire e i milanesi ci hanno ripagato con la loro partecipazione e il loro sostegno.