L’Italia senza l’Europa non ha futuro

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Intervento in tv a 7Gold (video).

L’Italia senza l’Europa è un Paese che non ha alcun futuro. Se la questione è “prima gli italiani”, è bene chiarire che gli interessi degli italiani si fanno stando in Europa. Senza l’Europa diventiamo terra di conquista nella competizione internazionale e verremmo sopraffatti da Stati Uniti, Cina e Russia.
L’Europa deve cambiare, diventare forte, diventare un’Europa sociale, deve occuparsi di ambiente ma fuori dall’Europa per l’Italia non c’è speranza e non c’è futuro.
Quello che avverrà nel Regno Unito con la Brexit lo vedremo in futuro ma storicamente la Gran Bretagna ha un rapporto con gli Stati Uniti che noi non abbiamo.

Aumento tasse e diminuzione del gioco non stanno insieme, serve una riforma del settore

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Intervento a La7 (video).

Penso che in Italia serva una riforma complessiva del settore del gioco.
Non si può continuare a pensare da una parte di ridurre domanda e offerta i gioco, come sarebbe giusto, quindi avere meno macchinette nei bar, meno sale scommesse, zero pubblicità, e dall’altra parte aumentare le attese di entrate per lo Stato da tasse sul gioco. Si può ridurre e si deve domanda e offerta di gioco ma non si può pensare di farlo e, contemporaneamente, ogni anno aumentare le attese di entrate per lo Stato da questo settore.
Quest’anno, ad esempio, si prevede un miliardo in più di entrate derivate dai giochi.
Se vogliamo diminuire domanda e offerta di gioco, dobbiamo prevedere che anche i soldi che entreranno nelle casse dello Stato saranno meno.

La manovra non aumenta le tasse, le taglia

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Intervento a La7 (video).

Che la manovra aumenti le tasse è indimostrabile. Questa manovra evita l’aumento dell’IVA e, quindi, delle tasse; taglia le tasse ai lavoratori (il taglio del cuneo fiscale); toglie il super-ticket sulla Sanità e quindi taglia le tasse.
Si è innescata una campagna su due tasse di scopo, la plastic tax e la sugar tax, che sono rimaste ma non sono le entrate su cui si fonda questo bilancio. Sono due tasse che, come in tutta Europa, abbiamo provato a mettere per disincentivare il consumo della plastica e delle bevande che fanno male alla salute ma la cui entrata in vigore è stata giustamente rimandata.
La plastic tax è stata costruita male inizialmente perché rischiava di penalizzare le aziende e i lavoratori. Oggi credo che si sia trovato un buon punto di equilibrio e mi pare che anche i produttori siano d’accordo, perché aiutiamo anche una riconversione della produzione.
Nella discussione in Senato è stato detto da alcun che il problema non è che si produce molta plastica ma che la si butta via, però il problema rimane.

Video dell'intervento»

Bisogna lavorare affinché ci siano tempi certi per i processi

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Intervento a Radiouno (video).

Non so come andrà il Consiglio dei Ministri. Non so se sarà messa all’ordine del giorno la discussione sulla Giustizia, come noi stiamo chiedendo. La nostra posizione in materia è chiarissima: bisogna mettere mano alla riforma Bonafede per fare in modo che comunque ci siano tempi certi per i processi. Abbiamo fatto proposte, ne faremo altre anche per mettere in campo misure per accelerare i processi, e su questo c’è l’accordo nella maggioranza, ma anche una volta accelerati i processi bisogna dare ai cittadini la certezza di un processo giusto e di un processo che abbia dei tempi certi e che arrivi ad una fine. Questo vale sia per gli imputati che per le vittime, che hanno diritto ad avere una sentenza.
Il PD è molto determinato ad affrontare questa questione e a risolverla.
Il tema, quindi, non è il rinvio dell’entrata in vigore del blocco della prescrizione.