Proprio a Mondragone M5S senza lista alle amministrative

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La mancata presentazione del simbolo e della lista di M5S per le elezioni nella città di Mondragone solleva qualche legittimo sospetto. Nel Comune in cui Di Maio era stato fotografato coi parenti del boss locale che l'avevano anche esplicitamente sostenuto sui social, i Cinque Stelle che, con lo stesso Di Maio avevano presentato pubblicamente la lista, non saranno presenti sulla scheda elettorale. Pare che non siano stati in grado di presentare la documentazione relativa al simbolo e per questo la lista è stata rigettata dalla commissione elettorale.
Insomma siccome è difficile pensare che non ci sia rapporto tra la foto coi parenti del boss e la mancata presentazione del simbolo, sarebbe stato più dignitoso se i 5 Stelle avessero ammesso di aver rinunciato a presentarsi per non correre rischi di infiltrazione concreti o, ancora meglio, fossero intervenuti per costruire una lista che garantisse pulizia.
Insomma l'idea di Di Maio di far finta di niente anziché ammettere che non ci sono partiti o movimenti immuni da rischi di infiltrazioni è sbagliata.
È ora che i 5 stelle, anziché scappare dai luoghi più problematici, imparino a costruire anticorpi, prendendo atto che la loro pretesa di essere per definizione onesti deve misurarsi con una realtà che da Quarto in poi è diversa.

L'obiettivo è combattere i trafficanti di esseri umani, non le ONG

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Intervento a SkyTG24.

La Commissione del Senato ha fugato un po’ dei sospetti che aleggiavano sulle ONG in seguito alle prime dichiarazioni di Zuccaro. Già lo stesso Zuccaro, in Commissione Antimafia, aveva chiarito meglio che innanzitutto occorre occuparsi dei trafficanti. In tutta questa vicenda, infatti, oltre al colpo di immagine per le ONG (che svolgono invece un lavoro prezioso), l’altro effetto è che sembrava che non ci fossero più i trafficanti di esseri umani (che oltretutto sono criminali spietati che torturano le persone). I trafficanti devono essere il primo nemico da combattere per chiunque abbia a cuore un minimo di valori di civiltà.

Dall'intercettazione Renzi ne esce bene

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Intervento a SkyTG24.

Non è normale che le telefonate private tra l'ex Presidente del Consiglio e suo padre finiscano sui giornali, specie perché trattasi di intercettazione irrilevante ai fini dell'inchiesta. Dopodiché dal contenuto diffuso Renzi esce più che bene: non solo non ha nulla di cui vergognarsi, ma dimostra una volta per tutte che ciò che ha detto pubblicamente in tutti questi mesi, sulle vicende che hanno coinvolto suo padre, è vero. Renzi può rivendicare di aver sempre chiesto e voluto la verità. 
Anche questa volta, quindi, il Movimento Cinque Stelle sta facendo una polemica sul nulla.
A mio avviso, è un’intercettazione inutile: non si capisce perché sia finita nelle mani dei giornalisti e venga riportata dalle prime pagine dei giornali ma comunque racconta che quello che ha detto Renzi in questi mesi è la verità e lui non aveva niente da nascondere.
Sul tema delle intercettazioni c'è una comunque discussione in Parlamento.
E' evidente, infatti, che bisognerà regolamentare l'uso del contenuto delle intercettazioni, per evitare la diffusione di telefonate che non ha senso che siano pubbliche.

E' stato il PD promuovere la Commissione sulle banche

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Intervento a SKYTG24.

Sul tema delle banche sono mesi che il PD dice di volere la verità ed è stato il PD a promuovere la Commissione d’inchiesta, non solo M5S. Il testo per istituire la Commissione d’inchiesta sul sistema bancario è già stato approvato al Senato; ora la discussione si è spostata alla Camera dei Deputati. Auspichiamo che si faccia presto perché la Commissione può essere uno strumento utile per capire ciò che è avvenuto.
In questi mesi si è mossa anche la magistratura e nelle indagini non si parla di opacità nel rapporto con il Governo ma rispetto ai comportamenti delle diverse istituzioni che dovevano controllare le banche e soprattutto rispetto ai responsabili che sedevano nei Consigli di Amministrazione delle banche.
Su questo servirà maggiore chiarezza, sia la magistratura che la politica la stanno facendo.
Personalmente, però, ritengo giusto che un politico locale si occupi delle banche del territorio, come ha fatto Delrio, e cerchi di capire come evitare che i risparmiatori vengano penalizzati o che vengano penalizzati i territori in cui quelle banche operano.