Rimborsopoli M5S all'Europarlamento

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Sulla stampa emerge il caso di rimborsopoli a carico del M5S all’europarlamento, coinvolto in un’inchiesta dell’Effd, il gruppo di cui i pentastellati fanno parte insieme con Ukip. Dalle indagini interne sarebbe emerso che alcuni assistenti pentastellati all’europarlamento sarebbero invece impegnati in campagna elettorale per Di Maio in Italia, così come anche in passato sarebbero stati utilizzati rimborsi ‘europei’ per trasferte nel nostro Paese a sostegno delle iniziative politiche del candidato premier grillino e del movimento. Per casi analoghi si sono dimessi ieri 3 ministri francesi.
Di Maio campione di onestà e trasparenza che dice e che fa?

Atteggiamento giustificatorio da parte di chi accusa il Governo invece che il criminale di Macerata

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Intervento ad Omnibus su La7

Sulla vicenda di Macerata, la politica ha delle responsabilità. Le responsabilità non vanno cercate sul presunto non governo dell'immigrazione. Chiediamoci piuttosto se, un minuto dopo che è avvenuta la sparatoria, spiegare che la colpa non è del criminale ma del Governo non rischi di apparire giustificatorio. A me preoccupa il fatto che una parte politica, anziché condannare quell'episodio e dire che non può accadere in un consesso civile, spiega che invece in qualche modo è giustificato dalle responsabilità del Governo o da invasioni che, oltretutto, i dati mostrano non esserci.
Bisogna cominciare a interrogarsi, ora che abbiamo avuto un segnale così drammatico, se ha senso che una politica responsabile continui a usare il tema degli immigrati per scaricare su di loro tutti i disagi che ci sono nel Paese e che invece derivano dalla crisi e quali danni produce tutto questo per la convivenza civile.

Chi giustifica l'episodio di Macerata mina la convivenza civile

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Intervento a SkyTg24.

Sicuramente quello che è avvenuto a Macerata è un gesto di razzismo ma direi anche di odio perché forse è questa la parola su cui dobbiamo interrogarci. Tutta la politica, deve fare una riflessione su questo. Il tema dell’immigrazione, di chi è diverso da noi non può essere utilizzato per suscitare e stimolare gli istinti peggiori. Ci sono soggetti che hanno passato anni a spiegare che tutte le colpe dei grandi problemi che hanno gli italiani (che derivano dalla crisi) sono responsabilità di una presunta invasione di clandestini, che oltretutto nella realtà non c’è. Quando la politica arriva a giustificare anche minimamente e dare una motivazione ad un gesto come quello compiuto a Macerata penso che non faccia il suo dovere e rischia davvero di minare la convivenza civile. Credo che, come politici, ci dovremmo interrogare un po’ di più sulle conseguenze dei nostri gesti e delle cose che diciamo; lo dico in generale ma è evidente che penso che abbia maggiore responsabilità chi in questi anni ha cercato di fare del tema dell’immigrazione un tema su cui scaricare tutte le questioni e oggi continua a farlo senza neanche provare a capire come si governa l’immigrazione. Noi stiamo provando a governare l’immigrazione. È sufficiente guardare le politiche di Minniti e i risultati che stanno producendo per vedere la differenza tra chi ha governato e chi invece parla soltanto.

Cambiare l'Europa ma non mettere in discussione i conti dello Stato

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Intervista all'evento sugli Stati Uniti d'Europa (video).

Da parte delle altre forze politiche, in questo momento di campagna elettorale, si sentono fare proposte assolutamente propagandistiche e irrealizzabili.
Credo che la strada da percorrere sia quella di cambiare l’Europa ma questo non vuol dire mettere in discussione i conti dello Stato.
Si possono fare sicuramente alcune cose, anche ridurre le tasse, fare di più per le persone povere o migliorare le condizioni di vita dei pensionati ma tutto questo va affrontato sapendo che ci sono delle compatibilità economiche da rispettare. L’idea di togliere le tasse e contemporaneamente aumentare i servizi e le pensioni, non sta in piedi e in Italia, dove c’è il debito pubblico più alto d’Europa, provocherebbe il rischio di non riuscire più a convincere nessuno ad acquistare i titoli di Stato, che sono quelli che ci garantiscono la possibilità di sostenere il debito pubblico.