C'è una distanza siderale tra PD e Lega e M5S

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Intervento a Radio Lombardia.

Le proposte di Salvini sono irricevibili. La Lega che, in anni precedenti, si è tirata fuori quando c’è stato da assumersi la responsabilità di sostenere il Governo Monti per evitare il collasso del Paese, ora improvvisamente scopre il senso di responsabilità? A me pare evidente, inoltre, la distanza siderale che c’è tra PD e Lega, non solo per i programmi ma anche per cultura e quindi non ci può essere in alcun modo un sostegno a un Governo di Salvini e trovo stravagante che ci venga chiesto. C’è una distanza siderale da noi anche rispetto a quello che hanno comunicato al Paese e su cui hanno preso i voti e vinto le elezioni.
Complessivamente c’è stato un voto contro il sistema e contro il Governo che è stato in carica in questi anni, più che contro le cose fatte. Noi ne prendiamo atto. È stato un voto contro, che ha espresso un rancore, come è già avvenuto in altre parti d’Europa. Il voto ha visto nella Lega e in M5S l’espressione di una radicalità nella volontà del cambiamento.

Di Maio sa che il PD sta crescendo

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Leggiamo le dichiarazioni di Luigi Di Maio e comprendiamo le sue risposte scomposte e nervose.
Sa bene che la credibilità del suo movimento è ridotta a zero ed è consapevole che il M5S sta calando e il Pd, al Senato, è il primo partito.

Altro indagato, a M5s rimane solo incompetenza

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Dopo i massoni, gli scrocconi e gli amici dei mafiosi, tra i candidati "eccellenti" del M5s compare anche l'imprenditore indagato per riciclaggio, Salvatore Caiata del Potenza Calcio.
Per noi tutti sono innocenti fino a sentenza definitiva, il problema è proprio dei grillini: archiviato lo slogan "onestà, onestà", caduti sulle candidature, bocciati sul programma non pervenuto, cosa è rimasto della cosiddetta diversità del M5s? Solo l'incompetenza.
Peccato, caro Di Maio, che a Palazzo Chigi non si vada a provare, ma a governare.

M5S sui rimborsi ha mentito agli italiani

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Come se non bastassero tutti gli scandali di queste ore, leggiamo dalle agenzie di stampa che il Movimento 5 Stelle avrebbe anche sbagliato i conti nella vicenda rimborsopoli. Sembra infatti che a occuparsi delle centinaia di rendicontazioni sia stato un unico tecnico che avrebbe commesso degli errori. Vedremo l’evoluzione di questa vicenda nelle prossime ora ma adesso rimane un dato chiaro e cioè che i grillini hanno mentito agli italiani. Della restituzione di metà degli stipendi dei loro parlamentari il Movimento 5 Stelle ne aveva fatto una bandiera. Così non è stato. La verità è che a urlare ‘onestà’ e ‘trasparenza’ sono bravi tutti ma essere un partito vero, serio e credibile che ha l’aspirazione di governare il Paese, è tutta un’altra storia.