Vaccinarsi per non richiudere il Paese

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Intervento svolto in Tv a 7Gold (video).

Paesi come Israele e l’Inghilterra sono la dimostrazione che abbiamo bisogno di fare in modo che le vaccinazioni siano la prassi e che la maggior parte dei cittadini si vaccini.
Non è un mistero che in Italia stanno ripartendo i contagi perché la nuova variante del virus è fortemente trasmissibile (dicono, addirittura, il 60% più del virus tradizionale) e dobbiamo evitare, quindi, che si verifichi anche qui ciò che sta già succedendo in Inghilterra e in Israele, dove c’è una moltiplicazione molto significativa dei contagi. Questo, fortunatamente, al momento, grazie alle vaccinazioni, non corrisponde ad un aumento dei ricoveri e delle terapie intensive ma, se vogliamo guardare con serenità all’autunno e dobbiamo pensare alla riapertura delle scuole in presenza, dobbiamo intervenire per convincere e fare in modo che la stragrande maggioranza della popolazione si vaccini.

Salute, lavoro, fiscalità

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Intervento in tv a 7Gold.

Credo che oggi sia una giornata importante: si raggiunge il risultato di poter allentare le misure di prevenzione. Stare senza le mascherine all'aperto in estate è una cosa importante, è il risultato che abbiamo ottenuto insieme grazie alla prudenza con cui abbiamo combattuto il virus; non ci siamo fatti prendere dalla voglia di riaprire troppo presto, non ci siamo fatti prendere dalla voglia di abbandonare i dispositivi di protezione troppo presto, abbiamo fatto una cosa importante e adesso non bisogna vanificare tutto. Dobbiamo rispettare le regole che ancora ci sono, tenere le mascherine all'interno, il distanziamento, l'igiene. Ci sono le varianti che in una parte del mondo sono diventate molto pericolose e bisogna evitare che ci riportino indietro nella situazione precedente.
Questa può essere una giornata importante, soprattutto se è davvero la prima giornata di un periodo lungo di uscita definitiva dalla pandemia.

La riforma fiscale è una delle condizioni per avere i finanziamenti europei per il PNRR

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Intervento in Tv a 7Gold.

La riforma fiscale è una delle condizioni per avere i finanziamenti europei per il PNRR.
Penso che serva una riforma fiscale che riduca le differenze e, quindi, che sia davvero capace di applicare le Costituzione e di essere progressiva: chi ha di più deve contribuire di più a pagare i servizi del Paese e chi ha di meno deve pagare aliquote più basse.
La proposta che ha fatto il Segretario Letta, da questo punto di vista, è simbolica: dire che chi ha un patrimonio a partire dai 5 milioni di euro può anche pagare una tassa di successione un po’ più alta per consentire di finanziare progetti che riguardano i giovani, mi pare che sia una cosa giusta e dia il senso del lavoro che bisogna fare.
Un altro punto che l’Europa indica specificatamente è quello di proseguire contro l’evasione fiscale per far emergere tutto il sommerso che continua ad esserci nel Paese e che vale molto più della finanziaria.
La riforma fiscale da fare, quindi, deve partire da questi due principi.

Su Cirinnà polemiche strumentali da Italia Viva

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Troviamo veramente strumentali gli attacchi di Iv a Monica Cirinnà, rea di aver detto solo una verità.
Avevamo sempre sostenuto che avremmo aspettato gli emendamenti e li avremmo valutati. Così abbiamo fatto: a nostro giudizio gli emendamenti di Iv non sono migliorativi del testo, che loro hanno contribuito a scrivere alla Camera, ma di fatto ne stravolgono l'impianto, tanto da metterlo in discussione.
Nessuna lista di proscrizione quindi, ma una legittima considerazione politica.
Agli amici di IV, in attesa di sapere perché abbiano cambiato idea, consiglierei di evitare di alzare inutili polemiche.


Le ragioni per considerare non completamente finita l’emergenza ci sono

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Intervento a Radio Radio (video).

Le ragioni per considerare non completamente finita l’emergenza ci sono.
La campagna vaccinale è ancora in corso, ci sono ancora contagiati e problemi per la salute.
Fortunatamente, gli interventi che sono stati fatti in questi mesi, insieme alle vaccinazioni, ci consentono di guardare al futuro con molto ottimismo.
Nel nostro Continente, però, abbiamo anche realtà come la Gran Bretagna che testimoniano il fatto che i rischi di una ripresa di qualche variante vanno contenute. Credo, quindi, che non dobbiamo dare il senso di mettere i remi in barca. Dobbiamo aprire il più possibile ma rimanendo pronti, nel caso che riparta la pandemia attraverso qualche variante.
Non mi convince chi dice che è finita l’emergenza.
Stiamo comunque ragionando in termini diversi da prima: la politica dei colori per le riaperture ha funzionato. In queste sere i tifosi saranno allo stadio.
Fino a quando ci sono qualche migliaio di contagiati e il rischio delle varianti, penso che non si debba dare il segno di chiusura della fase di emergenza.

Le problematiche del mondo del lavoro

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Intervento in Tv a 7Gold.

Rispetto alla questione del lavoro, va fatto un ragionamento complesso perché si interviene su diversi fattori.
Un fattore era già in atto anche prima della crisi: le piccole e medie aziende tecniche faticavano a trovare personale anche prima e questo si lega al tema della formazione. Dobbiamo intervenire per far passare la strana idea secondo cui gli istituti tecnici e professionali sono di serie B: credo che vadano valorizzati, si devono costruire percorsi diretti con le aziende e riqualificare alcuni mestieri.
C’è poi un problema legato al fatto che molti contratti saranno a tempo determinato. Anche i 30mila nuovi assunti nella Pubblica Amministrazione saranno a tempo determinato, essendo stabiliti con un provvedimento finanziato con il Recovery Fund, che implica che le risorse possano essere destinate solo ad assunzioni legate ai progetti da portare avanti.
Un altro tema riguarda la possibilità, che oggi non c’è, di cumulare lo stipendio di questi lavori con la cassa integrazione per chi vuole poi tornare nella propria azienda o altri ammortizzatori sociali e su questo è in corso una discussione. Vediamo se, dentro ad una riforma del welfare complessiva, è possibile fare uscire dal nero alcune cose che oggi avvengono e cumulare ammortizzatori sociali e contratti a tempo determinato.