Principi uguali per tutti i concessionari

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Intervento a SkyTg24.

Ci sono forze politiche della maggioranza che puntano più alla propria visibilità che a valorizzare ciò che stiamo facendo insieme al governo e questo non va bene. Il tema non vale solo per la manovra, ma anche per le concessioni. Nel "decreto milleproroghe" non c’è alcuna revoca delle concessioni di Autostrade per l’Italia, ma vengono stabiliti due principi: si blocca l’aumento dei pedaggi a totale discrezione dei concessionari e si contesta la decisione presa durante il governo Berlusconi secondo la quale Autostrade per l’Italia ha diritto ad un indennizzo totale anche in caso di revoca. Noi diciamo che devono valere gli stessi principi per tutti i concessionari. Poi ci sono due revoche effettuate in accordo con i concessionari.
La narrazione della Lega di una manovra ‘tasse e manette’ è falsa.
La verità è che con l’aumento dell’Iva che voleva la Lega avremmo pagato 900 euro a famiglia in più, noi abbassiamo le tasse sul lavoro e aboliamo il superticket e prevediamo che paghi chi evade il fisco con dolo per grandi cifre. Con 108 miliardi di evasione, se pagassimo tutti le tasse, pagheremmo molto meno.

Video sulla questione autostrade»
Video sulla questione delle tasse»

L’Italia senza l’Europa non ha futuro

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Intervento in tv a 7Gold (video).

L’Italia senza l’Europa è un Paese che non ha alcun futuro. Se la questione è “prima gli italiani”, è bene chiarire che gli interessi degli italiani si fanno stando in Europa. Senza l’Europa diventiamo terra di conquista nella competizione internazionale e verremmo sopraffatti da Stati Uniti, Cina e Russia.
L’Europa deve cambiare, diventare forte, diventare un’Europa sociale, deve occuparsi di ambiente ma fuori dall’Europa per l’Italia non c’è speranza e non c’è futuro.
Quello che avverrà nel Regno Unito con la Brexit lo vedremo in futuro ma storicamente la Gran Bretagna ha un rapporto con gli Stati Uniti che noi non abbiamo.

Aumento tasse e diminuzione del gioco non stanno insieme, serve una riforma del settore

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Intervento a La7 (video).

Penso che in Italia serva una riforma complessiva del settore del gioco.
Non si può continuare a pensare da una parte di ridurre domanda e offerta i gioco, come sarebbe giusto, quindi avere meno macchinette nei bar, meno sale scommesse, zero pubblicità, e dall’altra parte aumentare le attese di entrate per lo Stato da tasse sul gioco. Si può ridurre e si deve domanda e offerta di gioco ma non si può pensare di farlo e, contemporaneamente, ogni anno aumentare le attese di entrate per lo Stato da questo settore.
Quest’anno, ad esempio, si prevede un miliardo in più di entrate derivate dai giochi.
Se vogliamo diminuire domanda e offerta di gioco, dobbiamo prevedere che anche i soldi che entreranno nelle casse dello Stato saranno meno.

La manovra non aumenta le tasse, le taglia

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Intervento a La7 (video).

Che la manovra aumenti le tasse è indimostrabile. Questa manovra evita l’aumento dell’IVA e, quindi, delle tasse; taglia le tasse ai lavoratori (il taglio del cuneo fiscale); toglie il super-ticket sulla Sanità e quindi taglia le tasse.
Si è innescata una campagna su due tasse di scopo, la plastic tax e la sugar tax, che sono rimaste ma non sono le entrate su cui si fonda questo bilancio. Sono due tasse che, come in tutta Europa, abbiamo provato a mettere per disincentivare il consumo della plastica e delle bevande che fanno male alla salute ma la cui entrata in vigore è stata giustamente rimandata.
La plastic tax è stata costruita male inizialmente perché rischiava di penalizzare le aziende e i lavoratori. Oggi credo che si sia trovato un buon punto di equilibrio e mi pare che anche i produttori siano d’accordo, perché aiutiamo anche una riconversione della produzione.
Nella discussione in Senato è stato detto da alcun che il problema non è che si produce molta plastica ma che la si butta via, però il problema rimane.

Video dell'intervento»