La Legge Zan

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Intervento a GR Parlamento (video).

La mia opinione è che Mattarella faccia bene.
È un riferimento per il Paese, anche quando, come questa mattina, ha richiamato le forze di maggioranza a rispettare i patti.
Il Governo Draghi è nato su una proposta del Capo dello Stato che ha chiesto ai partiti di collaborare per affrontare la pandemia, quindi gestire la fase vaccinale, e poi per far partire la ripresa, sostenendo il PNRR e, quindi, l’accessibilità dei ristori e dei fondi che l’Europa ha messo a disposizione. Per ottenere le risorse, abbiamo bisogno di fare alcune riforme, senza le quali non solo non riusciremmo a mettere a terra quei soldi ma l’Europa non ce ne darebbe alcune tranches perché sono vincolate alla riforma della giustizia, della Pubblica Amministrazione, del fisco, alla lotta all’evasione fiscale e al lavoro nero. Questi sono i temi su cui dobbiamo lavorare e ci siamo impegnati tutti in questa direzione e, quindi, aprire polemiche e negare la possibilità di fare le riforme - come è stato fatto da alcuni - è stato un errore e ha fatto bene Mattarella a richiamare le forze politiche.
Credo che Mattarella abbia fatto bene anche a richiamare l’importanza di combattere le discriminazioni degli omosessuali e di altri soggetti che diventano spesso obiettivi di violenza e discriminazione per le proprie scelte sessuali o per la propria condizione.

Le priorità per riformare la Giustizia

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Articolo pubblicato sulla rivista Gente in Movimento.

Nelle Commissioni Giustizia della Camera dei Deputati e del Senato, abbiamo già avuto modo di interloquire più volte con la Ministra Cartabia riguardo alle scelte sulle materie di sua competenza.
Adesso si apre una fase che non sarà lunga: il tempo che resta da qui alla fine della Legislatura, infatti, non è molto. Tuttavia, sarà una fase importante perché davvero si potrebbe riuscire a mettere mano a interventi decisivi per migliorare lo stato complessivo della Giustizia italiana e anche per questo vi è la necessità di individuare delle priorità da portare avanti. È evidente che abbiamo bisogno di fare la riforma del Processo Civile perché serve complessivamente al Paese per l’economia, l’attrattività per gli investimenti, la competitività.
Al di là di eventuali interventi normativi, inoltre, ci sono alcuni interventi organizzativi che si devono fare presto, anche utilizzando le risorse del Recovery Fund. Una prima questione riguarda la condivisione delle best pratics. Ci sono strutture della Giustizia civile italiana che funzionano, hanno tempi di smaltimento delle cause rapidi e altre dove invece i tempi sono lunghissimi. 

Il Governo ha presentato all’Europa il Piano della ripresa

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Articolo pubblicato da Zona Nove.

Alla fine del mese scorso il Governo Draghi ha presentato all'Europa il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, l'insieme dei progetti e degli interventi con cui l'Italia vuole utilizzare gli oltre 220 miliardi che, anche grazie all'impegno del Governo precedente, sono stati messi a disposizione del nostro Paese nell'ambito di un piano di investimenti che deve aiutare ogni realtà europea a ripartire dopo questa terribile pandemia, che ha portato a tanti lutti e colpito l'economia e la vita del mondo intero.
Spendere tanti soldi per realizzare interventi che nel 2026 dovranno essere conclusi, rappresenta una opportunità straordinaria per l'Italia per ripartire sapendo che l'obbiettivo non può essere quello di ripristinare ciò che c'era prima del Covid ma deve essere quello di immaginare il Paese di domani, innovarlo per vivere meglio ed essere all'altezza delle sfide del futuro, superando i problemi e i ritardi patologici che ci hanno condizionato per tanti anni. Per questo, accanto alle linee di intervento, il PNRR è condizionato a riforme importanti: quelle della Giustizia, della Pubblica Amministrazione, senza cui è impossibile pensare di spendere tanti miliardi realizzando tante opere in 5 anni, e del fisco, combattendo l'evasione fiscale e il lavoro nero per poter ridurre le imposte.

Si parte con la Legge Zan

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Intervista dell'AdnKronos.

«Un buon risultato visto quanto accaduto. Ora è possibile andare avanti con un iter “normale”». È soddisfatto Franco Mirabelli, capogruppo Pd in Commissione Giustizia al Senato, dove oggi il disegno di legge Zan è stato adottato come unico testo in discussione, gli altri 4 depositati sono stati disgiunti con 12 voti a favore e 9 contrari.
«Resta da solo il disegno di legge Zan approvato alla Camera dei Deputati, come è giusto che sia. Dopo 4 mesi di ostruzionismo e manovre dilatorie - dice Mirabelli all'Adnkronos - ora siamo dentro un percorso normale, quello che fanno tutti i disegni di legge. Si è aperta la discussione generale, giovedì ci saranno le audizioni e si andrà avanti finalmente. Un buon risultato».
Il voto di oggi «certifica» che c'è una maggioranza a favore del disegno di legge Zan?
«Sì e lo sapevamo, visto che siamo stati costretti a votare anche l'incardinamento del disegno di legge, per metterlo in calendario.