Bene il tavolo sulla Legge Zan: la sintesi è difficile ma è giusto provarci

pubblicato il .

Intervista dell'ADNKronos.

"Bene. Andremo a vedere quali sono le proposte concrete che ci avanza il centrodestra per trovare mediazione". Franco Mirabelli, capogruppo Pd in commissione Giustizia al Senato, commenta così all'Adnkronos la convocazione del tavolo sul ddl Zan da parte del presidente Andrea Ostellari.
Si va verso modifiche al testo?
"La posizione del Pd è questo testo noi lo abbiamo votato e non siamo noi che proponiamo modifiche. Finora si è fatto un gran chiacchierare tra dialogo e ragioni enormi per contrastare questo ddl... ci sediamo e vediamo cosa ci propongono".
Pensa sia possibile raggiungere una sintesi?
"Ad oggi, stando alle cose sentite qui nelle audizioni, mi pare molto difficile trovare una strada comune. Abbiamo sentito giudizi assolutamente inaccettabili e incomprensibili sullo Zan e assistito a 6 mesi di tentativi di affossare il ddl. In questo quadro pensare che arrivino proposte accoglibili, sembra difficile. Ma è giusto provarci".

Per far arrivare investimenti dall’estero occorre riformare la Giustizia

pubblicato il .

Articolo pubblicato sul mensile Zona Nove.

In queste settimane, il Parlamento sta iniziando ad affrontare le riforme decisive per poter ottenere e spendere al meglio i soldi che l’Europa ha messo a disposizione per la ripresa, i 230 miliardi del Recovery Fund.
Innanzitutto, le riforme della Giustizia. La lentezza dei processi e della giustizia civile sono un handicap importante per il nostro Paese. Chi vuole venire in Italia ad investire oggi sa che ogni problema o contenzioso giudiziario richiede anni per essere risolto e la necessità di sopportare costi più alti dovuti ai troppi passaggi e alle lunghezze burocratiche. Per questo servono riforme vere, soluzioni concrete per avere tempi certi e sentenze giuste. Per questo bisogna uscire dalle contrapposizioni ideologiche che hanno segnato il dibattito sulla giustizia in questi anni e che qualcuno sta riproponendo, promuovendo referendum che non risolvono nulla ma rischiano di alimentare solo le contrapposizioni e le semplificazioni: contro i giudici, contro i garantisti o contro i giustizialisti.
È invece possibile oggi fare davvero le cose che servono per cambiare la giustizia, perché l’Europa ci stimola, vincolando il sostegno economico alle riforme e perché c’è un Governo di unità nazionale.

Covid, l’assalto delle mafie all’economia

pubblicato il .

Intervista di Radio Immagina (video).

Dobbiamo capire qual è la situazione.
Ormai la dimensione che ha assunto la criminalità organizzata nel nostro Paese e, in particolare la ‘ndrangheta, guarda all’economia legale come ad un punto da conquistare e infiltrare e in cui insediarsi.
È evidente che c’è il tentativo di utilizzare ingenti proventi dei traffici illegali per penetrare nell’economia legale e conquistare posizioni di mercato e, quindi, riciclare quei soldi, assumere anche un potere all’interno dell’economia legale.
Questo ha fatto in questi anni la ‘ndrangheta nel nostro Paese, lo testimoniamo molte inchieste in Emilia, Lombardia, Piemonte, Veneto.
Le mafie offrono servizi, si insediano e acquisiscono aziende e poi conquistano fette di mercato. Nonostante non sparino o sparino poco, è evidente che molti miliardi di provenienza illecita nell’economia legale sono un problema per il Paese e per la nostra democrazia.
È chiaro in momenti di crisi, come quello che stiamo attraversando, in cui le aziende fanno fatica a recuperare liquidità, si crea un terreno più favorevole per le mafie.

Coraggio Italia è un interlocutore

pubblicato il .

Intervista di Affaritaliani.

"E' il segno che si sta entrando in una fase di frammentazione del centrodestra. Siamo in una fase di evidente difficoltà di Forza Italia che si traduce in diverse fratture che si sono susseguite in questi mesi, soprattutto a livello parlamentare e oggi anche sul fronte di importanti amministratori locali. L'area del centro si sta riorganizzando". Con queste parole il vice-capogruppo del Pd al Senato Franco Mirabelli commenta con Affaritaliani.it la nascita di Coraggio Italia.
"Il nuovo gruppo/partito di Toti e Brugnaro può sicuramente essere un interlocutore del Pd, anche a livello di governo, ma non dipende da noi. Sarà importante capire se Coraggio Italia farà come Forza Italia nell'ultimo periodo, aderendo incondizionatamente al centrodestra trainato da Salvini o se, ad esempio, sull'Europa saprà distinguersi in maniera concreta e fattiva".
In che modo? "Oggi Forza Italia ha scelto un rapporto stretto con un centrodestra guidato da forze antieuropeiste e sovraniste senza metterle in discussione. Vedremo se questa nuova formazione politica avrà invece la forza di imporre una dialettica maggiore senza accettare di sottostare a una leadership estremista, sovranista e antieuropeista", spiega Mirabelli.