Area metropolitana milanese: come la criminalità condiziona l’economia

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Articolo pubblicato da L'Unità con la sintesi di due giornate di lavoro con la Commissione Parlamentare Antimafia a Milano.

Con la Commissione Parlamentare Antimafia, abbiamo avuto due giornate intense ed importanti a Milano.
Abbiamo visitato il carcere di Opera dove si trovano i detenuti in regime di 41bis e poi abbiamo ascoltato le forze dell’ordine e le Procure in merito alla presenza della criminalità organizzata a Milano e in provincia, come già era avvenuto nelle precedenti visite con la Commissione nel capoluogo lombardo.
I soggetti intervenuti nelle audizioni della Commissione Antimafia hanno raccontato che ci sono presenze molto preoccupanti in diversi territori della nostra area metropolitana e, purtroppo, ancora una volta, è stato confermato che le mafie – in particolare la ‘ndrangheta – non sono presenti soltanto in maniera episodica ma ci sono dei veri e propri insediamenti che coinvolgono in modo diretto alcune zone e, soprattutto, l’economia.

Lotta al terrorismo, sicurezza e nuovi CIE

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Articolo pubblicato su Huffington Post.

La fine del 2016 e l'inizio del nuovo anno sono stati segnati da tragici attentati che hanno colpito Berlino e le città della Turchia seminando morte, dolore e paure. In questa occasione abbiamo sentito ancora più vicino il pericolo terrorista.
Vicino a noi è stato anche catturato e ucciso l'attentatore di Berlino. Due agenti l'hanno fermato in piena notte alla stazione di Sesto San Giovanni. L'attentatore ha sparato e ferito il capo pattuglia ma la professionalità degli agenti ha consentito loro di rispondere prontamente.
Le indagini effettuate hanno poi dimostrato che Amri, l'autore della strage di Berlino, era solo di passaggio da Milano e da Sesto; la sua presenza lì non era dovuta alla possibilità di trovare il sostegno di complici o fiancheggiatori ma questo, naturalmente, non significa che di fronte al pericolo del terrorismo non si debba tenere alta l'attenzione. Tutta questa vicenda, però, dimostra come nel nostro Paese vi siano ottime capacità di indagine e di prevenzione e una rete di controllo del territorio, da parte delle forze dell'ordine, che funziona.

Chiarimento sul PD casertano o non aprirò il tesseramento

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Intervista di Lorenzo Iuliano per Il Mattino Edizione Caserta

Il «redde rationem» era nell’aria e i passi verso la resa dei conti sono stati mossi. Le prime conseguenze politiche del voto sull’acqua per l’assemblea distrettuale di Caserta sono già arrivate. E coinvolgono direttamente i livelli nazionali del Partito Democratico. Dopo la nuova frattura interna tra il commissario Mirabelli e il gruppo Oliviero-Caputo, che hanno presentato liste separate in questa elezione, proprio il senatore milanese ieri ha avuto un colloquio a Roma con il vicesegretario nazionale Lorenzo Guerini per chiedere che si faccia chiarezza sulla vicenda.
Commissario, cosa vi siete detti con Guerini?
«Ho portato alla sua attenzione gli ultimi gravi fatti di cui ancora si stanno rendendo protagonisti alcuni esponenti istituzionali del partito in provincia di Caserta. E ho chiesto di intervenire con sollecitudine».

Pd, tiene l'asse Franceschini-Renzi

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Intervista di Affaritaliani.

A questo punto la soluzione della crisi è governo istituzionale o elezioni appena dopo la decisione della Consulta sull'Italicum, giusto?
"Proporremo un governo istituzionale. Se questa ipotesi cadrà verificheremo che altro si può fare. Comunque credo che un governo per aggiustare la legge elettorale dopo la Consulta ci dovrà essere e quindi verificheremo come e con chi, una volta che fallisse, se fallirà, il tentativo del governo istituzionale. Poi deciderà il Presidente della Repubblica".
Siccome oltre a Lega, M5S e Fratelli d'Italia, anche Forza Italia ha detto no ad un governo istituzionale, è possibile un reincarico a Matteo Renzi?
"Tutto è possibile, ma decide il Presidente della Repubblica. Bisogna capire se c'è una maggioranza e bisogna capire per fare che cosa".