Il ruolo del Pd nel nuovo scenario che si sta delineando

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Articolo pubblicato su Huffington Post.

Nei mesi scorsi avevamo guardato al congresso e alle primarie come ad un’occasione di rilancio della proposta politica del PD e va sottolineato che questo obiettivo è stato raggiunto. Adesso occorre consolidare questo dato.
L’auspicio è che ciò possa avvenire con le elezioni amministrative di giugno. Dalle urne, infatti, il PD si aspetta di uscire positivamente, mostrando segni di ripresa, di consolidamento e anche di radicamento su tutto il territorio nazionale e questo sarebbe un ulteriore passo avanti importante.
È evidente però che, se vogliamo consolidare il risultato ottenuto alle primarie, occorre rafforzare la proposta politica. Il PD, che ha ritrovato un po’ di vitalità con il congresso, deve quindi spendere una parte di sé nella valorizzazione degli anni di Governo che ha guidato, compreso quest’ultimo Governo che sta completando delle riforme importanti.

Il PD può ripartire con fiducia al servizio dell'Italia

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Intervista pubblicata da La Città di Cinisello.

Senatore Mirabelli, nei giorni prima delle Primarie si temeva da più parti un forte crollo dei votanti, mentre invece la partecipazione, anche se inferiore alle prime, è stata molto significativa. Come leggere questo dato? Significa che la scissione ha smosso poco o che ad elettori che si sono disaffezionati se ne sono sostituiti altri nuovi?
Il dato della partecipazione alle primarie è certamente positivo. La sconfitta referendaria del 4 dicembre, la scissione e i tempi strettissimi in cui si è dovuto svolgere il congresso facevano temere un risultato diverso. Invece sono arrivati quasi due milioni di elettori alle urne domenica 30 aprile, nel bel mezzo di un ponte festivo, e questo la dice lunga su quanto il PD sia forte e radicato sul territorio, su quante persone siano disposte a uscire di casa e recarsi ai seggi per scegliere il Segretario ma, soprattutto per sostenere il progetto riformista che il PD rappresenta. Non c'è stata, infatti, nessuna scissione nel popolo dei democratici ma l'ulteriore dimostrazione della volontà di raccogliere un’opportunità di partecipazione che le primarie rappresentano e che è elemento fondante per il nostro partito. Il PD resta l'unico partito dove a decidere sono gli iscritti e gli elettori. Anzi, probabilmente, il PD resta più semplicemente l'unico partito democratico, in tutti i sensi, rimasto nel Paese.

Giochi, l'Accordo Stato-Regioni è l'ultima chance di riforma

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Intervista di Cristina Doganini per PressGiochi.

“In Parlamento probabilmente interverremo a compensare l’aumento del preu con una riduzione del payout. La Manovra in discussione alla Camera interviene su alcuni aspetti del settore giochi sui quali sono molto d’accordo, come ad esempio la tassazione sulle vincite che ritengo possa rappresentare un disincentivo al gioco”. Lo afferma a PressGiochi il senatore del PD Franco Mirabelli parlando degli interventi inseriti nella Manovrina sui giochi pubblici e dell’accordo Stato Regioni in procinto di essere approvato.
“L’intervento sul preu – afferma Mirabelli – è una misura coerente con la decisione del Governo di ridurre in maniera drastica il numero degli apparecchi da gioco.
Ieri si è svolta la manifestazione dei gestori di apparecchi da gioco contro questo aumento del preu che mette a rischio posti di lavoro e imprese…
“Penso che per salvaguardare la filiera ci sia un modo solo, ovvero quello di modificare il payout andando incontro, da questo punto di vista, alle aziende; credo che il Governo non sia contrario ad una operazione di questo genere.

PD, veleni sulle primarie a Caserta

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Intervista di Lorenzo Iuliano pubblicata da Il Mattino ed. Caserta.

Il Commissario Provinciale del PD casertano Franco Mirabelli è preoccupato: «A me resta un’inquietudine fondo – commenta – quando vedo che si spostano pacchetti di voti senza un confronto vero e senza motivazioni, solo per canali silenti. Siamo di fronte ad un fatto non sano. Oliviero e altri hanno privilegiato la prova di forza piuttosto che garantire che il voto popolare fosse libero. Ora dovranno spiegare il perché».
Ci saranno conseguenze politiche di questo comportamento?
«Se ne dovrà assumere la responsabilità fino in fondo. Nessuno caccia nessuno ma ora serve una battaglia politica più forte contro un costume che va debellato. Io sono pronto a farla».