Vaccinarsi serve a chi lo fa e aiuta tutta la comunità a essere in sicurezza

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Articolo pubblicato dal mensile Zona Nove.

La ripresa dopo la pausa estiva sarà ricca di appuntamenti ma, soprattutto, dopo due anni difficili segnati dalla pandemia e dall’incertezza, i prossimi mesi si presentano carichi di aspettative e di speranza. Gli sforzi e i sacrifici fatti da ognuno per rispettare le regole che ci hanno consentito di ridurre la diffusione del Covid e, soprattutto, la campagna vaccinale ci permettono di guardare al futuro con più ottimismo.
I dati di queste settimane sulla crescita economica del Paese e sull’occupazione ci dicono che non solo si può uscire dalla crisi ma che si può essere più ambiziosi, grazie ai soldi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che l’Europa mette a disposizione e alle riforme che, finalmente, si stanno concretizzando su giustizia, fisco e ammortizzatori sociali.
Il post pandemia può diventare una straordinaria occasione non solo per ripartire ma anche per affrontare e risolvere temi che hanno ormai da decenni limitato lo sviluppo economico e sociale dell’Italia.
Certo è giusto essere ottimisti ma, allo stesso tempo, serve sapere che la pandemia non è alle nostre spalle e che, se vogliamo evitare nuove chiusure e nuove morti, serve continuare ad essere prudenti, continuare nel rispetto delle regole che ci siamo dati e aumentare il numero delle persone vaccinate, mettendo in sicurezza tutti, estendendo l’uso del Green Pass in tutti i luoghi dove il virus si può diffondere.
Vaccinarsi serve a chi lo fa ma aiuta anche tutta la comunità ad essere in sicurezza e a poter investire sul futuro.
La ripartenza della nostra città è anche il tema che deve guidare le scelte in vista delle elezioni amministrative di Milano.
Come, giustamente, insiste a dire il nostro Sindaco Beppe Sala, il tema non può più essere solo quello di continuare un lavoro utile e positivo che ha migliorato la città, le ha dato forza attrattiva, una dimensione internazionale e, fino alla pandemia, ha prodotto lavoro, crescita e attenzione alle fasce più deboli.
Dopo la pandemia serve avere l’ambizione di ripensare il futuro della città di fronte ai cambiamenti.
Il Covid ci ha insegnato che serve una sanità più presente sui territori, che il lavoro da casa - che proseguirà - ha bisogno di ripensare i servizi e l’organizzazione della città, che serve più attenzione all’ambiente e, certamente, le scelte fatte in questi anni che oggi possono essere ulteriormente finanziate col PNRR, vanno rafforzate, potenziando il servizio pubblico di trasporto, sostituendo l’intero parco mezzi con mezzi a trazione elettrica, piantando, come prevede il progetto forestaMi, centinaia di alberi e sostituendo le caldaie inquinanti con impianti di riscaldamento non inquinanti che sfruttano energie alternative e rinnovabili.
Insomma, serve avviare una fase nuova in cui, di fronte ai cambiamenti, il Comune - insieme ai cittadini - deve avere l’ambizione di non subirli ma di governare le trasformazioni nell’interesse dei cittadini stessi.
La scelta di sostenere Beppe Sala non è quindi una scelta di continuità, o il semplice riconoscimento di un lavoro fatto con Expo e in questi 5 anni difficili in cui alla città non è mai mancata la sua guida, ma piuttosto quella di scommettere sul futuro, su una Milano ambiziosa, capitale europea, che mette in campo idee per essere più vivibile, più forte economicamente ma anche più capace di distribuire i vantaggi e le risorse che produce migliorando la vita è le opportunità di chi fa più fatica e delle periferie.

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