Bene che il M5S non sia imploso, ora correggiamo la riforma della Giustizia

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Intervista del Dubbio.

Senatore Mirabelli, qual è la posizione del Pd sulla riforma della giustizia?
Noi sosterremo sicuramente sia la riforma del processo civile che di quello penale, perché contiene moltissime nostre proposte e quindi la appoggeremo con la consapevolezza che la riforma è necessaria per il Paese e perché è garanzia di accedere ai fondi del Pnrr.
Avete chiesto però delle modifiche come ha fatto anche il Movimento 5 Stelle. C'è una strategia comune?
C'è ancora uno spazio perii lavoro parlamentare sulla base della preoccupazione espressa da molti magistrati, dal momento che la scelta fatta sulla prescrizione, e da noi condivisa, potrebbe portare troppi processi a non concludersi. Credo ci sia spazio per dialogare e risolvere la questione senza intaccare in alcun modo il senso di una riforma che deve trovare l'equilibrio tra la necessità di una ragionevole durata dei processi e il rischio che non si arrivi a sentenza.
La riforma è stata approvata da tutti i ministri, perché non avete parlato di queste modifiche prima?
Alcune questioni sono venute fuori in seguito ma mi pare evidente che migliorare un testo condiviso nella sostanza da tutti i ministri sia parte di una normale dialettica parlamentare. In quel testo abbiamo dovuto tutti rinunciare a qualcosa. Noi sul tema della mediazione, dei riti e delle pene alternative abbiamo ottenuto molto, ma volevamo di più. La questione è quantomai attuale dopo la discussione aperta su Santa Maria Capua Vetere. Cercare in Parlamento di migliorare su questo non significa minare una riforma giusta e necessaria. Continueremo a cercare di fare qualche passo in avanti col dialogo.
Uno dei punti fermi del Movimento al momento del sostegno al governo Draghi era proprio la giustizia. Quanto è grande la distanza tra voi e i 5S?
Non è un problema tra noi e i Cinque Stelle, mi pare ci sia una buona riforma in campo che deve essere approvata e credo sia interesse di tutti che tutta la maggioranza che sostiene il governo Draghi la approvi. Le soluzioni non sono distanti, non si tratta di stravolgere la proposta della ministra Cartabia ma serve qualche aggiustamento per garantire che nella prima fase la riforma non significhi l'estinzione di troppi procedimenti.
Pensa che si arriverà a un accordo già nelle prossime settimane?
Il lavoro delle commissioni è stato buono e sono ottimista. Certo bisogna evitare che si ritorni a guardare al passato invece che al futuro, cioè che si torni a ragionare sulle riforme della giustizia in termini di scontro tra politica e magistratura magari con spirito di rivalsa.
Conte è tornato alla guida del Movimento mentre Letta fatica a tenere unito il partito, ad esempio sul ddl Zan. C'è un problema di leadership nel Pd?
La non implosione della più grande forza parlamentare del Paese è un fatto positivo per tutti, non solo per il Pd. Che il partito di maggioranza relativa sia ancora lì è interesse di un paese che vuole realizzare il Pnrr. Come sempre dialogheremo e non credo che il fatto che Conte sia tornato a guidare quel partito costituisca una difficoltà.

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