Le proposte di Italia Viva sono irricevibili, non si gioca sulla pelle delle persone

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Intervista di Repubblica.

«La fiducia sulla legge contro l’omotransfobia? Non mi risulta che Draghi abbia intenzione di mettere bocca in questa materia. E poi la proposta di mediazione dei renziani è irricevibile. Non giochiamo sulla pelle delle persone per calcoli di tattica politica». Franco Mirabelli, Vicepresidente del gruppo dem al Senato, sta seguendo in commissione Giustizia il disegno di legge Zan.
Mirabelli, i renziani tradiscono il centrosinistra sul disegno di legge Zan?
«Io ancora non mi capacito che chi ha votato il disegno di legge Zan alla Camera dei Deputati possa non farlo al Senato. E i renziani a Montecitorio lo hanno votato. Le proposte di mediazione che Italia Viva ha presentato sono irricevibili. In particolare quella di togliere all’articolo 1 la definizione di “identità di genere”. Sa cosa significa? Non offrire alcuna protezione dalle discriminazioni alle persone transgender. In più è una definizione prevista in tutta Europa ed elaborata dalla Consulta nel 2017. Inoltre è stata voluta dalla Ministra delle Pari Opportunità, Elena Bonetti, che mi risulta sia renziana».
Però i renziani pensano di rimettere sul tavolo il testo Scalfarotto, presentato nella scorsa legislatura anche con l’ok del Pd.
«Il testo Scalfarotto fu stoppato dalla Lega. Il sospetto è che sia l’ennesimo tentativo di affossare la legge».
Ma perché i renziani dovrebbero prestarsi a questo gioco?
«Può darsi ci sia una partita politica da parte di Renzi. Mi dispiacerebbe ancora di più che si usasse il disegno di legge Zan per questo».
Quale partita?
«I renziani vogliono marcare la differenza rispetto al centrosinistra. Ma per tattica rischiano di fare naufragare un testo di cui c’è bisogno».
Il Pd resta con il cerino in mano e la maggioranza di fatto si è ribaltata?
«Attualmente abbiamo la maggioranza anche al Senato come è stato alla Camera dei Deputati a novembre scorso. Ma se qualcuno tradisce, se ne assume la responsabilità».
La Lega sembra soddisfatta e parla di dialogo. Lei non crede alle buone intenzioni leghiste?
«Io credo in quel che vedo. E vedo che si sta perdendo altro tempo. Noi vogliamo portare in Aula il disegno di legge il 13 luglio. Finora non abbiamo fatto che sottostare all’ostruzionismo leghista. Basti pensare che è la prima legge in cui si è dovuto votare per farla incardinare in Commissione Giustizia del Senato dopo 3 mesi nel cassetto. La Lega non è credibile, sta con Orban e con la Polonia, Paesi che discriminano gli omosessuali».
Lei è un cattolico. La contrarietà del Vaticano non la ascolta per niente?
«Sono un cattolico adulto e penso che stiamo facendo una legge per proteggere persone discriminate per la loro condizione. I gesuiti e diversi vescovi la pensano allo stesso modo».

Intervista di Repubblica (File PDF)»

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