Covid, l’assalto delle mafie all’economia

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Intervista di Radio Immagina (video).

Dobbiamo capire qual è la situazione.
Ormai la dimensione che ha assunto la criminalità organizzata nel nostro Paese e, in particolare la ‘ndrangheta, guarda all’economia legale come ad un punto da conquistare e infiltrare e in cui insediarsi.
È evidente che c’è il tentativo di utilizzare ingenti proventi dei traffici illegali per penetrare nell’economia legale e conquistare posizioni di mercato e, quindi, riciclare quei soldi, assumere anche un potere all’interno dell’economia legale.
Questo ha fatto in questi anni la ‘ndrangheta nel nostro Paese, lo testimoniamo molte inchieste in Emilia, Lombardia, Piemonte, Veneto.
Le mafie offrono servizi, si insediano e acquisiscono aziende e poi conquistano fette di mercato. Nonostante non sparino o sparino poco, è evidente che molti miliardi di provenienza illecita nell’economia legale sono un problema per il Paese e per la nostra democrazia.
È chiaro in momenti di crisi, come quello che stiamo attraversando, in cui le aziende fanno fatica a recuperare liquidità, si crea un terreno più favorevole per le mafie.
Se poi a questo si aggiunge che ci saranno molti appalti pubblici con tanti soldi, molti esercizi commerciali che sono andati in crisi e la criminalità organizzata rischia di appropriarsi di tanti negozi, è evidente che si devono mettere in campo le contromisure - e lo abbiamo fatto - per verificare chi sono i finanziatori di alcune operazioni, chi compra gli esercizi commerciali.
Anche le analisi sulle transazioni di immobili e commerciali sono utili per verificare quali sono le spie che indicano che qualcosa non va e che ci sono capitali di provenienza illecita che entrano in gioco.
Nel PNRR sono state stanziate ingenti risorse per finanziare banche dati che consentano di mettersi in comunicazione tra di loro, verificare quali sono le spie che devono costringerci ad alzare l’attenzione.
Il Ministero degli Interni sta lavorando su questo: si stanno potenziando le reti, verificando quali alert si possono inserire per intervenire immediatamente dove c’è qualcosa di anomalo. Penso che da questo punto di vista si stia lavorando bene e si stia andando nella giusta direzione.
Sui beni confiscati si deve ancora migliorare. Nel PNRR sono state previste risorse per poter mettere i beni confiscati nelle condizioni di essere utilizzati e si sta lavorando nella direzione giusta.

Verificheremo quali sono le osservazioni fatte dal Vaticano in merito alla legge Zan ma penso che la nostra posizione non cambi: andiamo avanti a sostenere la legge Zan, che tutela le persone dalle discriminazioni e non impedisce a nessuno di esprimere la propria opinione. Nei prossimi giorni chiederemo la calendarizzazione in Aula della legge e poi, nel confronto in Aula, se ci sarà bisogno si potranno cambiare delle cose.

Video dell'intervista»
Audio della trasmissione»


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