Aprire la crisi è stato irresponsabile, ora un Governo europeista che parta dai risultati raggiunti

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Articolo pubblicato da La Città.

In questi giorni è in corso il tentativo di Mario Draghi di formare un nuovo Governo dopo la crisi incomprensibile che è stata aperta in maniera irresponsabile e ha portato alle dimissioni di Giuseppe Conte. Una crisi assurda, aperta in piena pandemia mentre ogni energia avrebbe dovuto essere finalizzata a risolvere i problemi sanitari, economici e sociali che il Covid ha portato con sé. Ragioni queste per cui è necessario dar vita presto ad un nuovo Governo, evitando di perdere altro tempo mentre occorre fare in fretta le vaccinazioni, non perdere l’opportunità del Recovery Fund, mantenere sotto controllo la pandemia e fronteggiare l’emergenza sociale che a fine marzo, con lo sblocco dei licenziamenti, si aggraverà ulteriormente.
Queste sono le ragioni per cui il Presidente Mattarella ha incaricato Mario Draghi di formare un Governo di alto profilo.
Noi abbiamo risposto positivamente all’appello del Presidente della Repubblica e sosterremo il Governo Draghi.
L’ex presidente della BCE è l’italiano che ha la maggiore credibilità in Europa e nel mondo e che può guidare un Governo davvero capace di affrontare l’emergenza sanitaria, sociale ed economica che stiamo vivendo e capace di spendere al meglio i 209 miliardi con il Recovery Plan per rilanciare il Paese e ridisegnarlo, superando i grandi limiti strutturali che hanno la Pubblica Amministrazione, la Giustizia e il sistema sanitario.
Non si parte da zero: il Governo Conte Bis stava affrontando la pandemia e stava anche ottenendo risultati importanti. Siamo il Paese europeo che ha vaccinato più persone e la perdita del Prodotto Interno Lordo causata dalle misure prese per contrastare la pandemia non è diversa dal resto dei Paesi europei, mentre la curva dei contagi in Italia è sotto controllo contrariamente ad altre realtà europee. In queste settimane, inoltre, il Parlamento sta già lavorando sulla proposta di Recovery Plan elaborata dal Governo Conte Bis.
Il piano, ad oggi, prevede di investire in diversi settori decisivi per mettere il nostro Paese nelle condizioni di competere nel mondo. Si prevedono, infatti, 45 miliardi per la digitalizzazione, 67 per la rivoluzione verde, la riqualificazione degli edifici, il risparmio energetico, la mobilità sostenibile; 32 miliardi per le infrastrutture di trasporto, dall’alta velocità alle metropolitane, 27 miliardi per scuola e ricerca, 20 miliardi per la sanità.
Vedremo ora quale perimetro avrà il nuovo Governo, che in apparenza sembra aver riscontrato un’ampia disponibilità tra le forze politiche. Vedremo se ci sarà davvero un’evoluzione da parte della Lega in senso europeista e un arretramento rispetto ad alcuni temi divisivi, come Quota 100 o la flat tax. Se questo avverrà, noi abbiamo solo da esserne soddisfatti.
In questi giorni, però, abbiamo anche lavorato per tenere unita l’alleanza con M5S e con LEU, con cui abbiamo cominciato a costruire un percorso in questi mesi di Governo insieme, con cui stavamo ottenendo dei risultati importanti e con cui crediamo che si debba continuare a lavorare per costruire insieme un campo largo alternativo alla destra.





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