Il ruolo dell'Europa di fronte alla crisi

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Intervento a Espansione Tv (video).

C’è la percezione che ancora di più, dentro a questa crisi, o l’Europa si ritrova e ci salviamo tutti, oppure ognuno di noi e ogni Paese europeo, se è abbandonato a se stesso, rischia di esserne penalizzato.
Penso che sia evidente che in queste settimane l’Europa stia cambiando passo: non è più l’Europa dei burocrati, non è più l’Europa della finanza ma è un’Europa che si sta preoccupando di liberare tutte le risorse possibili per aiutare le persone, le imprese e gli Stati e fare in modo che da questa crisi si esca preservando la qualità della vita delle persone e i redditi.
Abbiamo anche già attivato finanziamenti importanti; non c’è più il Patto di Stabilità e, quindi, siamo stati nelle condizioni di fare più deficit per investire molte risorse per aiutare le persone che hanno perso il reddito; si è attivato il SURE per sostenere la cassa integrazione; c’è un accordo straordinariamente importante sul Recovery Fund.

Siamo un Paese fortemente indebitato e, nonostante lo spread basso, paghiamo moltissimo il nostro debito. Abbiamo, quindi, bisogno di nuove risorse per poter ripartire e la possibilità di disporre di quelle risorse a costo zero è fondamentale per il nostro Paese. L’opportunità del MES va in questa direzione.
Questo vuol dire poter liberare molte risorse e, con queste, avere la possibilità di rilanciare l’economia ma vuol dire anche dare una direzione ad un modello di sviluppo in senso sostenibile.
Abbiamo bisogno di ripensare il nostro modello produttivo, il sistema fiscale; di intervenire sulla sostenibilità ambientale e sul dissesto idrogeologico e tutto questo costa e per cui, se possiamo pagarlo che prestiti che costano pochissimo, è un’opportunità straordinaria. Questa è la strada che ha scelto l’Europa e significa che ha finalmente capito che, al di là degli interessi dei singoli di Stati, qui ci si salva tutti insieme e c’è bisogno di fare uno sforzo comune.

Due sono le priorità su cui penso che si debba intervenire grazie alle risorse del Recovery Fund. Una priorità riguarda l’ambiente, la green economy: costruire un’economia fondata sull’innovazione e la ricerca, su un modello di consumo diverso, sull’economia circolare, sulla qualità e non sulla quantità dei prodotti.
Un’altra priorità è sicuramente la banda larga e la digitalizzazione del Paese. Questi ultimi mesi mi pare che abbiano fatto capire a tutti che oggi il tema della digitalizzazione è fondamentale se non vogliamo disperdere le esperienze che sono state fatte in questi mesi, dallo smart working alla possibilità di accedere alla formazione che ha utilizzato la rete, fino al funzionamento della Giustizia o della Pubblica Amministrazione che, messi a regime, potrebbero sicuramente essere uno dei punti per rispondere alla domanda di eliminazione della burocrazia e accelerazione dei tempi.

Video dell’intervista»  

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