Dare ai detenuti più possibilità di telefonare a casa

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Articolo del Correre della Sera (file PDF).

Una telefonata non accorcia la pena. Ma può migliorare almeno un po' la vita. Specie se una legge allungasse almeno un po' la telefonata. Con questo pensiero se n’erano tornati a casa prima di Natale, dopo una mattina di incontro con un gruppo di detenuti di San Vittore, tre parlamentari di maggioranza e opposizione. E così adesso, mentre il resto della politica è tutto preso a parlare di prescrizione sì o no, cioè di chi in prigione non si sa ancora se andrà o meno, loro hanno deciso di occuparsi di quei circa 6o mila tra uomini e donne che in prigione nel frattempo già ci stanno. E hanno presentato al Senato un disegno di legge per cambiare di una riga l’art. 39 dell`ordinamento penitenziario, che finora consente ai detenuti una telefonata di dieci minuti alla settimana: la proposta è di autorizzarne una al giorno, e per la durata di venti minuti. Naturalmente a chi non abbia mai varcato i cancelli di un carcere potrebbe sembrare – per usare un termine in voga – roba buonista da condir via con un «che pretendono questi».
Ma si vede che quel mattino trascorso al terzo raggio del carcere milanese, nel reparto specializzato «La Nave» in cui una équipe della Asst Santi Paolo e Carlo guidata da Graziella Bertelli cura i detenuti con problemi di dipendenza, un segno lo ha lasciato. C'erano i senatori Franco Mirabelli (Pd) e Alessandra Riccardi (M5S) insieme con il deputato Igor lezzi (Lega).
«Per due ore – dice Mirabelli – abbiamo ascoltato il racconto di quante situazioni assurde nascono dalla regola di quella sola telefonata alla settimana, peraltro giustamente limitata a pochi numeri autorizzati». Figli, genitori, coniugi. Famiglie che di fatto pagano una pena supplementare rispetto alla singola persona condannata. Alla fine la richiesta l’hanno fatta i detenuti stessi. «Pensiamo che con questi limiti non vi sia motivo – spiega il senatore – per non dar loro la possibilità di avere più contatti con le famiglie, sentire i genitori, salutare i figli». Di qui il ddl presentato in Senato. Con le firme, oltre che di Mirabelli e Riccardi, dell`ex presidente dei senatori Pietro Grasso (Leu) e Giuseppe Cucca (Iv): «Ma se ne aggiungeranno altre – sottolinea Mirabelli – per una proposta di umanità che viene comunque dai ragazzi della Nave. E che faremo di tutto per mandare in porto».

Testo del disegno di legge»

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