Come vogliono far apparire la manovra e com'è in realtà

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Articolo pubblicato sul mensile Zona Nove.

Lo scorso 4 novembre, il Governo ha presentato alle Camere la proposta di manovra finanziaria e si è avviata la discussione parlamentare. Purtroppo il vizio, che coinvolge anche alcune forze di maggioranza, di preferire i distinguo e la propaganda di parte piuttosto che il confronto sul merito della Legge di Bilancio non aiuta a capirne il valore e i contorni, anzi spesso si diffondono notizie che nulla hanno a che fare con i contenuti reali. Così si parla di una manovra che aumenta le tasse quando in realtà non solo non ci sarà alcun aumento delle imposte per le famiglie ma in realtà si impedisce l’aumento previsto dell’IVA che sarebbe costato oltre 500 euro l’anno di media per ogni cittadino e si abbassano le tasse per i lavoratori dipendenti di altrettanti 500 euro.
Si racconta di una manovra lacrime e sangue, quando in realtà i 23 miliardi necessari per impedire l’aumento dell’IVA sono stati trovati senza tagliare né sanità, né scuola, né i trasferimenti ai Comuni. Anzi, sono previsti la cancellazione dei superticket sanitari, un significativo stanziamento di oltre 2 miliardi per aiutare le famiglie con figli e estendere i servizi, in particolare gli asili nido, e l’investimento di 1 miliardo per avviare un piano casa che consenta a chi oggi è in difficoltà di trovare appartamenti in affitto a canone sostenibile. Su questo, tra l’altro, la decisione di stabilizzare per i prossimi anni la cedolare secca al 10% per i canoni concordati aiuterà a trovare più case in affitto a costi sostenibili e farà emergere il nero.
Ancora. I detrattori di questa manovra la presentano come negativa per la crescita economica e lo sviluppo delle imprese. In realtà viene rifinanziata Industria 4.0, il provvedimento che incentiva le aziende che fanno innovazione confermando, tra l’altro, incentivi fiscali e il superammortamento che ha consentito e consentirà a tante aziende di investire sul futuro, si confermano i diversi bonus che consentono di detrarre fino al 65% delle spese per le ristrutturazioni che migliorano l’efficienza energetica e diminuiscono emissioni e inquinamento e che consentono la messa in sicurezza degli immobili.
A ciò si aggiunge la possibilità di detrarre fino al 90% le spese di rifacimento delle facciate per dare ulteriore impulso all’edilizia e rendere più belle le nostre città.
Questo c’è scritto nella manovra! Poi è normale che chi, con l’ultimo governo, ha fatto 9 condoni non apprezzi il fatto che una parte della manovra prevede una lotta seria e ragionata contro lo scandalo dell’evasione fiscale che da noi viene valutata in oltre 100 miliardi. Premiare l’utilizzo dei pagamenti elettronici, senza punire l’uso del contante, non è una vessazione ma uno strumento per rendere sempre più tracciabili i pagamenti nell’interesse di tutti e sostenere che chi evade oltre 100 milioni di euro falsificando fatture e libri contabili debba rischiare il carcere credo sia semplicemente giusto.
Infine, al di là delle chiacchiere, la manovra cerca di introdurre un principio: usare il fisco per disincentivare comportamenti negativi per la salute pubblica e per l’ambiente. Tutti considerano la plastica un problema grande per l’ambiente e se vogliamo essere coerenti dobbiamo operare per ridurne il consumo. Certo serve trovare un equilibrio tra l’esigenza di ridurre il consumo di plastica e la necessità di non penalizzare le aziende che la producono avviandone la riconversione su prodotti riciclabili e non dannosi per l’ambiente. Pensare a incentivare una economia sostenibile, circolare, rispettosa dell’ambiente è indispensabile se davvero vogliamo rispondere positivamente ai ragazzi e alle ragazze che ci chiedono di non pregiudicare ulteriormente il futuro del pianeta e quindi anche il loro. Questo è l’altro grande obbiettivo della legge finanziaria.

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