Fallito il progetto casertano per inutili giochi di poltrone

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Ha guidato il Partito Democratico e ora è pronto a segnare un cambiamento. È Franco Mirabelli che risponde alle domande sull’avanzata della Lega.
Commissario Mirabelli, quando ha assunto la guida del Partito Democratico in Provincia di Caserta era convinto che si sarebbe potuto registrare un cambio di passo, poi cos’è accaduto?
«A Caserta c’era una grande occasione rappresentata dall’implosione di Forza Italia con il crollo dell’ex Sottosegretario Nicola Cosentino. Avevamo l’occasione di costruire una politica che mettesse al primo posto i cittadini e le loro esigenze. Questa operazione non è riuscita in tutte le zone della Provincia di Caserta e siamo stati percepiti come quelli che si occupano delle poltrone e della gestione del potere».
Ha ragione il Professor Cacciari quando afferma che la Lega ha occupato gli spazi lasciati liberi dagli altri e il riferimento è stato al PD e alla sua distanza dai cittadini?
«La politica a Caserta è rimasta quella degli accordi, del potere, dei consorzi, degli accordi spesso trasversali senza guardare ai bisogni della gente».
Qui allora non c’è nessuna speranza?
«Non dico questo, affermo solo che il progetto non è stato percepito nell’intera provincia, però, allo stesso tempo giudico molto positiva l’esperienza della città di Caserta e se seguissimo questa rotta sono certo che si potrebbe arrivare ad una svolta».
Il PD in provincia di Caserta presto celebrerà il congresso che segnerà anche la chiusura della fase del commissariamento, con quali indicazioni sarà affrontato questo appuntamento?
«A mio avviso, occorre restare sulle questioni concrete. Dovremmo, quindi, avere la capacità di spiegare che, sulla cose che servono ai cittadini, il PD ci sarà. Abbiamo alcune difficoltà in alcune zone ma non possiamo buttare via tutto questo solo perché non tutto ha funzionato. Dobbiamo ripartire dalle esperienze positive come quelle della città di Caserta, sapendo che saremo noi a costruire un progetto alternativo, una discontinuità che nel Mezzogiorno mette al primo posto la politica e non l’interesse dei potentati.
Troppo spesso abbiamo vissuto il congresso come il momento a cui dare la stabilizzazione ad un gruppo dirigente e in cui si scegli il Segretario. A mio avviso, deve essere un’altra cosa. Credo che si debba promuovere una discussione sui temi e sulle proposte. Si tratta dello stesso percorso che dopo il congresso provinciale sarà avviato per il nazionale. Soprattutto in provincia di Caserta mettere fine all’era degli accordi per occupare poltrone. La proposta deve guardare all’interesse dei cittadini. Solo così si può costruire un assetto alternativo che possa dare la possibilità al PD in provincia di Caserta di non implodere. Per me, il punto di partenza sono quei progetti che ancora sono validi come quello costruito per le elezioni amministrative che hanno portato Carlo Marino alla guida del Comune di Caserta».

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