Spieghiamo la riforma, basta polemiche scorrette

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Intervista realizzata da Il Comizio (video).

Non le sembra che si stiano alzando un po’ troppo i toni e si stia incattivendo il confronto sul Referendum, che così rischia di lacerare anche la sinistra?
Credo che ci sia bisogno di spiegare agli italiani su cosa si andrà a votare e, quindi, credo che si debba stare sul merito della Riforma Costituzionale. Lo sforzo che stiamo facendo con le varie iniziative e mobilitazioni è questo: spiegare i contenuti della Riforma ai cittadini che dovranno andare a votare. Il merito della Riforma, inoltre, è chiarito anche dal titolo del quesito referendario su cui gli italiani si esprimeranno con un sì o con un no.
È vero che c’è una parte di persone che non vuole confrontarsi sul merito della Riforma e che preferisce cercare di trasformare questo referendum in un voto pro o contro il Governo o sullo stato del Paese. A mio avviso, questo è sbagliato ed è anche ingannare gli elettori perché in realtà si vota sulla Riforma Costituzionale e noi andremo avanti a spiegarne i contenuti su cui ci si dovrà esprimere con un sì o un no.
Anche agli elettori di centrodestra che magari sono indecisi, ricordare loro – come ha fatto il Presidente del Consiglio, attirando anche qualche polemica – la coerenza rispetto a scelte che erano state fatte nel passato in materia costituzionale, le sembra una buona strada?
Sicuramente lo faremo con tutti. Spiegheremo agli elettori del centrodestra e anche a quelli del Movimento Cinque Stelle che alcuni degli argomenti per cui hanno manifestato una contrarietà a questa politica e per cui hanno protestato contro le istituzioni (che non funzionano o che sono troppo costose) che il problema verrà risolto proprio con un sì a questo Referendum.
La riduzione del numero dei parlamentari, la riduzione dei costi della politica, istituzioni che funzionano meglio, strumenti di partecipazione più adeguati (si introduce il referendum consultivo di indirizzo)… Sono tutti argomenti che credo possano avere un forte valore sia per chi ha votato centrodestra che per chi ha votato il Movimento Cinque Stelle. I cittadini, quindi, dovranno votare sul merito del quesito.
Come immagina il confronto nel Partito Democratico il 5 dicembre?
Il PD sta ancora discutendo. La stragrande maggioranza del PD, in questi anni, si è impegnata a fare la Riforma Costituzionale e oggi è impegnata a sostenere il sì al Referendum.
Altri stanno manifestando alcune preoccupazioni rispetto al cosiddetto “combinato disposto” della Riforma Costituzionale con la nuova legge elettorale e stiamo cercando di risolverlo. Un primo passo avanti è stato fatto alla Direzione Nazionale con la scelta di Renzi di fare propria la proposta di legge presentata da alcuni senatori per l’elezione in modo diretto dei componenti del nuovo Senato e questo mi pare che venga incontro ad alcune delle richieste che erano state fatte.


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