Approvata la legge contro lo spreco alimentare

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Articolo pubblicato su Zona Nove di Settembre (PDF).

In questa legislatura sono state fatte riforme importanti, attese da tempo, che hanno disegnato cambiamenti necessari per rendere le istituzioni più efficienti e più in grado di affrontare i problemi concreti delle persone: dalla riforma del mercato del lavoro, a quella della Pubblica Amministrazione, a quelle in materia di giustizia fino alla riforma costituzionale su cui i cittadini saranno chiamati a esprimersi tra qualche settimana. Accanto ad esse, il Parlamento ha introdotto leggi che intervengono su materie non affrontate prima e che disegnano nuovi diritti: le unioni civili e la legge sul "dopo di noi" per esempio. Tra queste norme innovative rientra a pieno titolo la legge contro gli sprechi alimentari, definitivamente approvata col voto al Senato il primo di agosto.
Tutti gli studi mettono in evidenza dati e contraddizioni enormi. Mentre una parte del Pianeta non riesce a soddisfare i bisogni primari e a garantire i più elementari bisogni alimentari, si calcola che da un terzo alla metà dei prodotti alimentari vengano sprecati e che almeno l'80% di essi sarebbero ancora consumabili se vi fosse un sistema che li recupera.
Gli sprechi, che sono generati per metà durante i processi produttivi e metà sono domestici, potrebbero sfamare 2 miliardi di persone. In Italia, lo spreco alimentare vale 13 miliardi di euro. Ogni famiglia italiana spreca ogni anno 149 chili di cibo pro capite e ciò gli costa 25 euro al mese.
Per questo, anche sull'onda di Expo, che proprio su questo tema è stato per sei mesi punto di riferimento per lo studio e l'attenzione al problema, il Parlamento ha in pochi mesi approvato una legge che vuole essere strumento per frenare non solo gli sprechi alimentari ma anche quelli di altri beni primari, dalle medicine al vestiario, anche per poterli destinare agli indigenti. La norma si propone di semplificare e incentivare, anche con nuovi finanziamenti, la donazione ai poveri di alimenti correttamente conservati e di qualità. Allo stesso tempo promuove il riciclo e il riuso per ridurre gli sprechi, per esempio promuovendo l'utilizzo dei contenitori per la raccolta degli avanzi nei ristoranti o dando incentivi ai produttori che riducono le eccedenze inutilizzate.
Oltre a ciò la legge prevede di impegnare il servizio pubblico radiotelevisivo a informare i cittadini sulla gravità del problema ma anche su quali buone pratiche possono aiutare a ridurre gli sprechi promuovendo comportamenti e azioni positive.
Infine, la legge regolamenta anche la possibilità di donare farmaci correttamente conservati e non scaduti a Onlus che possano distribuirli a chi ne ha bisogno.
Durante Expo una parte importante della Carta di Milano che riassumeva gli impegni per uno sviluppo sostenibile era destinata proprio agli sprechi alimentari e centinaia di sindaci di tutte le metropoli del mondo hanno sottoscritto l'Urban Food Policy Pact impegnandosi a operare proprio per il riciclo, il riuso e la lotta agli sprechi.
Per questo, durante l'approvazione della legge in Senato, è stato approvato anche un Ordine del Giorno, di cui sono stato primo firmatario, che impegna il Governo a istituire a Milano un Osservatorio che verifichi costantemente i risultati delle azioni volte a ridurre gli sprechi alimentari. Insomma, per Milano si tratta di restare, dopo Expo, punto di riferimento mondiale sui temi dell'alimentazione e dello sviluppo di tutte le pratiche e le tecnologie che consentano di garantire il diritto universale al cibo e alla salute. Ma soprattutto, in generale, la legge consente di ridurre gli sprechi e di aiutare i più poveri, realizzando una normativa chiara, proprio destinando loro le eccedenze e garantendo, ovviamente, la salubrità del cibo.

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