Dalle elezioni un'apertura di credito alle istituzioni e alla buona politica

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Articolo pubblicato su Huffington Post.

I risultati elettorali del referendum e delle ultime elezioni regionali e comunali, al di là dei giudizi politici che, espressi da me, sarebbero certamente considerati di parte, dicono alcune cose importanti e positive. Innanzitutto che la maggioranza degli italiani, nonostante il Covid, è andata a votare; sono stati smentiti i pronostici di un abbandono delle urne e, al contrario, in un momento così difficile per il Paese, i cittadini hanno dimostrato di tenere alla partecipazione e alla democrazia. Dopo anni di dati di partecipazione preoccupanti, proprio nel momento più difficile tanti sono tornati a votare, quasi a voler testimoniare sostegno alla democrazia e alle istituzioni.
In secondo luogo, comunque la si pensi, ovunque si sono ripresentati Presidenti di Regione e sindaci uscenti sono stati rieletti. Sono stati premiati coloro che, durante la fase più acuta e drammatica della pandemia sono stati il primo riferimento per i cittadini; coloro a cui, insieme al Governo, è stata affidata la protezione delle persone. Di fronte al Covid sono passati in seconda linea gli scontri ideologici ed è prevalsa la richiesta di affrontare e risolvere i problemi senza lasciare solo nessuno. Di fronte all'epidemia non serve agitare i problemi ma fatti e concretezza.

I prossimi mesi saranno importantissimi per il futuro del nostro Paese

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Articolo pubblicato da Zona Nove.

Il futuro dipende da come la politica, le istituzioni e il Governo riusciranno a restare vicini alle persone più colpite dalla crisi economica originata dal Covid e a mettere in campo una idea di Paese capace di costruire il domani progettando un’idea di sviluppo sostenibile socialmente e ambientalmente, un’economia che mette al centro la difesa dell'ambiente e del territorio, l'innovazione e le straordinarie opportunità che le nuove tecnologie possono garantire per una vita migliore per tutte e tutti.
Di fronte a questo scenario e a queste sfide, le schermaglie politiche, le polemiche quotidiane, la voglia di agitare i problemi anziché risolverli appaiono forse utili per ottenere qualche voto ma enormemente distanti da ciò che una politica responsabile deve saper mettere in campo.
Le istituzioni del nostro Paese hanno dimostrato, nella gestione della fase più acuta della pandemia, di sapere e potere essere all'altezza di un Paese che, durante il lockdown, ha saputo mostrare coesione e responsabilità, tanto da diventare un modello per il resto del mondo per come per primo ha affrontato il Covid19. Da qui bisognerebbe ripartire con concretezza e guardando all'interesse pubblico, di tutti e di ciascuno, non a piccole rendite di posizione.

Referendum, elezioni regionali, economia, ripresa

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Intervento in Tv a 7Gold (video).

Il Partito Democratico, alla Camera dei Deputati, nell’ultima lettura del testo della legge per la riduzione dei parlamentari ha votato a favore perché quel voto è stato collegato anche ad un accordo di Governo che prevede non solo la riduzione del numero dei parlamentari che, per come è nata, sembrava più una scelta antipolitica ma che ora collegata ad una serie di riforme che stiamo facendo - dalla riforma della legge elettorale, all’abbassamento a 18 anni per votare anche al Senato fino alla revisione delle rappresentanze regionali - credo che rientri in un ragionamento che abbiamo sempre fatto sulla necessità di rendere più efficienti le istituzioni.
Decideremo lunedì con la Direzione ma credo che il Partito Democratico, in questo contesto e collegando la riduzione di parlamentari ad una serie di altre riforme, darà indicazione di voto positiva.
Si vota anche per le elezioni regionali e ci sono Regioni importanti e, quindi, è evidente che l’esito di quel voto avrà ripercussioni politiche. Oggettivamente non credo che in questo momento il voto delle elezioni regionali possa essere collegato ad un giudizio sul Governo, anche perché purtroppo nella maggioranza delle Regioni in cui si vota, le forze della maggioranza che sostengono il Governo si presentano divise.

Non esiste una proposta di alleanza organica con M5S

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Intervista di Radio Cusano Campus»

Sintesi ANSA: "Non c'è una proposta di alleanza organica tra Pd e M5s. I 5 Stelle hanno aperto alla disponibilità ad accordi su alcuni territori. Noi dobbiamo essere contenti di questa cosa. Dato che governiamo insieme dovremmo cercare di non essere avversari sui territori. Il nostro segretario da settimane sta ponendo una serie di questioni politiche prioritarie che servono per il Paese e per dare al Governo una stabilità". Così Franco Mirabelli, vicecapogruppo del Pd al Senato a Radio Cusano Campus.
"Conte? Può darsi voglia l'alleanza per dare più stabilità possibile alla sua maggioranza. Abbiamo imparato a lavorare insieme ma le differenze non si sono attenuate. Mi fa piacere che i 5 Stelle si rendono disponibili ad accordi sui territori. Mi dispiace invece che non ci sia convergenza in Puglia e Marche. Il PD deve avanzare un progetto per il Paese" afferma ancora Mirabelli che non crede alla possibilità che le regionali possono avere conseguenza sul Governo: "Sono fiducioso sulle elezioni regionali. Non credo che il centrodestra abbia saputo dimostrare in questi mesi di avere a cuore l'interesse del Paese".