Bisogna lavorare per costruire un patto di Legislatura

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Intervista del Fatto Quotidiano.

Dopo il voto della Polverini vi aspettate altri ingressi da Forza Italia?
Non ci aspettiamo niente. Credo che i voti per la fiducia ci saranno e credo che da domani poi bisognerà lavorare, come ha detto il Presidente del Consiglio, per costruire un patto di Legislatura e definire le linee che consentano anche un allargamento della maggioranza.
C’è un problema di governabilità che al PD sta molto a cuore. Qual è la soglia minima accettabile e c’è un problema o no all’interno delle Commissioni Parlamentari dove si svolge la vera attività parlamentare?
Penso che prima di tutto dobbiamo fare un patto di Legislatura perché il tema della governabilità non è l’unico tema. C’è un tema di governabilità ma c’è anche un tema legato alle cose che si fanno. Questa è la cosa fondamentale. Facciamo un patto di Legislatura, mettiamo insieme le forze politiche, poi le scelte anche organizzative per consentirci il lavoro in Parlamento le troveremo.
Porta chiusa a Renzi, porta aperta ai senatori di Italia Viva?

Avanti anche senza 161 sì

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Intervista di Affaritaliani.

"Assolutamente sì". Con queste parole il vice-capogruppo al Senato del Partito Democratico Franco Mirabelli risponde alla domanda di Affaritaliani.it se il governo Conte potrà andare avanti anche se oggi a Palazzo Madama non ci saranno 161 voti a favore della fiducia, ovvero la maggioranza assoluta dei componenti dell'Aula.
Ma così ci saranno problemi nelle commissioni... "Vedremo... Il presidente del Consiglio ha già detto che riconvocheremo i tavoli della maggioranza verificando se ci saranno altre forze disponibili per un patto di legislatura. Avremo le condizioni per dare un assetto alla maggioranza che consenta non solo di avere chiari gli obiettivi ma anche gli strumenti per governare in Parlamento", spiega il vice-presidente dei senatori Dem.
Recuperare il rapporto e l'alleanza con Italia Viva o allargare la maggioranza ai cosiddetti costruttori/responsabili? "Oggi la prima ipotesi mi pare impraticabile, con Italia Viva si è chiusa una stagione. Lo stiamo dicendo da giorni, si cercherà in piena trasparenza di allargare la maggioranza", sottolinea Mirabelli.
Infine il rimpasto, che è sicuro... "E' una delle conseguenze che ho appena detto. Una riflessione alla luce del sole porterà a un nuovo patto di legislatura che definirà tutti i punti, compresa la compagine governativa", conclude Mirabelli.

La rigenerazione urbana

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Articolo pubblicato da Gente in Movimento.

È ormai evidente che il tema della rigenerazione urbana è diventato fondamentale e in Parlamento stiamo lavorandoci da tempo, non solo con le recenti proposte di legge di cui sono Relatore per il Senato. Già nei mesi scorsi, infatti, sono stati realizzati alcuni interventi normativi che, di fatto, portano su questo terreno.
Un primo strumento, attivato con il Decreto Rilancio, è il superbonus 110%. La misura, volta a garantire una detrazione del 110% rispetto a quello che si spende per il recupero del patrimonio edilizio, la messa in sicurezza degli edifici e l’efficientamento energetico, corrisponde all’intento di far ripartire un pezzo dell’economia nazionale. La norma, infatti, coinvolge un settore importante come quello dell’edilizia ma anche tutto l’indotto che si fonda sulla ricerca, sulla tecnologia e sull’innovazione.
Si tratta, quindi, di una misura molto importante, che si va ad aggiungere agli altri bonus che già sono stati attivati e che, anche se hanno detrazioni inferiori, hanno già funzionato e saranno anch’essi rinnovati con la nuova Legge di Bilancio; cioè l’ecobonus per l’efficientamento energetico, il sisma-bonus per mettere in sicurezza gli edifici dai rischi sismici e il bonus facciate introdotto nella scorsa Legge di Bilancio, che consente di avere una detrazione per il rifacimento delle facciate degli edifici. Questi bonus prevedevano delle detrazioni fiscali tra il 50% e il 75% in dieci anni e delle diverse modalità di rimborso.

Riconfermare Conte. Responsabili al posto di Iv? Non è escluso

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Intervista di Affaritaliani.

"Per il Pd, per il bene del Paese, la soluzione su cui lavorare dopo l'uscita dal Governo di Italia Viva è quella di riconfermare Conte che non va messo in discussione e verificare la possibilità di confermare questa maggioranza, non escludendo di poterla allargare". Lo afferma ad Affaritaliani.it il vicecapogruppo al Senato del Partito Democratico Franco Mirabelli all'indomani dell'annuncio da parte di Matteo Renzi delle dimissioni delle ministre Bellanova e Bonetti e del sottosegretario Scalfarotto. "Questa è l'unica possibilità per fare ciò che serve all'Italia. Serve una maggioranza politica che guidi il Paese fino al 2023 per affrontare i temi della pandemia oggi e del rilancio dell'economia domani. Governi tecnici o soluzioni pasticciate non danno garanzie al Paese".
E se non si arrivasse alla pace tra Conte e Renzi restano solo le elezioni?
"Vediamo, credo che il voto sarebbe una cosa negativa per il Paese, una follia alla quale possono pensare solo gli irresponsabili del Centrodestra. Occorre fare tutto ciò che è possibile per uscire da questa crisi con una soluzione chiara e trasparente e che crei condizioni per dare all'Italia un governo forte che sia anche in grado di fare le riforme. Questo deve essere l'obiettivo oggi, poi elezioni o subordinate vedremo. Sottolineo che Renzi ha reso difficilissima la situazione per la maggioranza ma soprattutto per il Paese".