L'Europa sia protagonista di un processo di pace

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Articolo pubblicato da La Città.

La scelta della federazione russa di intervenire militarmente in Ucraina, violando i confini di quel Paese e le più elementari norme del Diritto internazionale è grave e ci spaventa.
Dopo più di 80 anni ritornano a muoversi gli eserciti nel cuore dell'Europa.
La speranza che l’aggressione russa all’Ucraina terminasse in pochi giorni, purtroppo, non si è realizzata.
È la prima volta che la nostra generazione fronteggia un evento così drammatico alle porte di casa.
Oggi la comunità internazionale deve unirsi per ristabilire la pace e difendere i diritti e le libertà del popolo ucraino. E' giusta, dunque, la condanna espressa dal nostro Governo e sono giuste le iniziative intraprese per penalizzare la Russia e aiutare il popolo ucraino.
In questo, l’Europa deve diventare sempre più protagonista per avviare un processo di pace ma, soprattutto, per costruire le condizioni affinché chi è aggredito possa essere difeso e il diritto internazionale venga rispettato.
Di tutto questo da tempo abbiamo cominciato a discutere in Parlamento e sui territori. Sindaci e amministratori locali stanno svolgendo un lavoro importante per l’accoglienza ai profughi.

Migliorare la vita nelle carceri

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Articolo pubblicato su Gente in Movimento.

Il carcere ha bisogno di cambiamenti molto significativi nelle strutture e in tante delle sue modalità.
In questa fase non è sufficiente una gestione ordinaria. In particolare, c’è bisogno di tenere presenti i principi costituzionali, mettendo al centro gli obiettivi di rieducazione e reinserimento in società per chi deve espiare la pena. Dobbiamo chiudere definitivamente la fase in cui, nel nostro dibattito sul carcere e sulle pene, hanno avuto la cittadinanza frasi come quelle per cui bisogna buttare via le chiavi delle celle di chi finisce in carcere.
Dopo le polemiche insensate, proseguite per molte settimane anche nelle Commissioni parlamentari, con cui si è cercato di contrapporre l’interesse degli agenti della polizia penitenziaria a quelli dei detenuti, credo che si debba aprire una fase in cui tutte le istituzioni lavorino per aiutare a risolvere i problemi drammatici che ci sono nel carcere, nel rispetto della Costituzione. È interesse di tutti fare questo sforzo e unire le istituzioni per migliorare la vita nelle carceri. Se migliora la vita nelle carceri, migliora per tutti, sia per chi ci lavora che per i detenuti: non c’è una parte che deve prevalere sull’altra, non ha senso contrapporre la sicurezza e la necessità di mettere in campo misure che garantiscano la rieducazione.

Il Governo investe su Milano

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Nei prossimi mesi Milano sarà al centro di molti progetti proposti dal Comune e finanziati dal Governo che trasformeranno interi territori e, soprattutto, miglioreranno ulteriormente i sevizi e le opportunità per i cittadini.
Il capitolo più significativo è quello che ci consentirà di poter migliorare ulteriormente la nostra rete di trasporto pubblico.
Si tratta di ridurre il traffico e l’inquinamento, di potersi spostare più velocemente nell’intera città metropolitana risparmiando tempo e denaro.
Grazie al PNRR, su questo fronte saranno investiti 480 milioni per comprare 350 nuovi bus elettrici, per realizzare la metrotranvia da Niguarda a Cascina Gobba e quella da Piazza Bausan a Villapizzone, per completare la corsia riservata per la 90-91 nel tratto da Piazzale Zavattari a Piazza Stuparich e per 23 chilometri di nuove piste ciclabili.
Oltre a ciò il Governo, anche su iniziativa del Parlamento, ha impegnato 732 milioni per ampliare la rete metropolitana milanese. In particolare, nei prossimi anni saranno prolungate la MM1 fino a Baggio, la MM3 fino a Paullo e la MM4 fino a Segrate con una fermata all’Idroscalo.
Accanto a queste opere già in stato avanzato di progettazione e realizzazione, il Ministero per la mobilità sostenibile ha stanziato 4 milioni e mezzo di euro per progettare una nuova linea metropolitana, quella che diventerà la MM6, che dovrà garantire un collegamento da Est a Ovest nella città.

Eutanasia, tensione al Senato

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Intervista dell'AdnKronos.

Legare l'iter del fine vita con quello della proposta Romeo sulle tossicodipendenze. Questa la richiesta della Lega, oggi durante la riunione congiunta delle commissioni Giustizia e Sanità al Senato, che ha provocato la reazione dei giallorossi. "Veramente già la scorsa volta avevano avanzato la richiesta e gli avevamo già detto di no", spiega il capogruppo del Pd in commissione Giustizia, Franco Mirabelli.
"Loro hanno voluto calendarizzare la legge Romeo sulle tossicodipendenze e noi non siamo stati contrari alla calendarizzazione, mentre nel merito lo siamo totalmente. E c'è questo tentativo di condizionare un percorso all'altro ma mi pare evidente - aggiunge Mirabelli all'Adnkronos - che sia impossibile mettere sullo stesso piano una proposta di legge come quella Romeo, tra l'altro molto divisiva e punitiva, su tema quello della cannabis già in discussione alla Camera con una legge già approvata a Montecitorio e che risponde alle indicazioni della Consulta".
Per il Pd c'è un tentativo ostruzionistico in atto?
"Spero di no. Sulle audizioni sul fine vita tutti i partiti hanno rispettato l'impegno e un numero congruo e si sono limitati e 3 o 4, tranne la Binetti con 25... Spero non ci sia un intento ostruzionistico ma ribadiamo che non si possono legare due provvedimenti così diversi tra loro. Spero si possa lavorare su una legge così attesa. Non ci sono ragioni per far volare gli stracci come si è tentato di fare oggi".