La situazione in Ufficio di Presidenza della Commissione Giustizia

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Intervista di Radio Radicale.

Non c’è stata discussione nell’Ufficio di Presidenza della Commissione Giustizia. Abbiamo ribadito la proposta fatta da PD, M5S, Autonomie, Italia Viva e LEU di incardinare il disegno di legge Zan, già approvato alla Camera dei Deputati.
La discussione, al momento, riguarda il se possiamo discuterne.
Tutti i disegni di legge di cui ha parlato Pillon sono già stati incardinati e hanno già un Relatore.
Noi stiamo discutendo sulla possibilità di incominciare una discussione in Commissione su un progetto di legge già votato alla Camera dei Deputati. Di fronte a questa richiesta, c’è la posizione assolutamente legittima della Lega, che dichiara di non voler neanche aprire la discussione; c’è la posizione nuova di Forza Italia che, invece, invita ad aprire la discussione e c’è una posizione lesiva delle regole fondamentali del funzionamento del Parlamento da parte del Presidente della Commissione Giustizia che, di fronte ad una richiesta e alla necessità di decidere e di votare, esercita una sorta di potere di veto rispetto alla possibilità di avanzare.

Pandemia: perché la Lombardia sta sbagliando tutto?

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Articolo pubblicato dal mensile Zona Nove.

Speravamo, dopo la prima drammatica fase della pandemia, che la capacità della Regione Lombardia di governare l’infezione, le cure e i vaccini sarebbe migliorata, si sarebbe almeno allineata alle altre Regioni di eguale peso. D’altra parte hanno cambiato i responsabili, affidandosi a personalità a cui, coraggiosamente è stato attribuito un valore demiurgico. Così Letizia Moratti, già sindaco di Milano, ha sostituito l’Assessore alla Sanità Giulio Gallera che, finalmente, ha recentemente ammesso che si è sbagliato tutto nell’affrontare la prima emergenza.
A Guido Bertolaso, quello che ha la fama di risolvere i problemi, come il dottor Wolf di Pulp Fiction, l’organizzazione delle cure domiciliari, delle terapie intensive e delle vaccinazioni.
Purtroppo, nella Regione con il più alto tasso di mortalità, certamente in Italia e in Europa, le terapie intensive e gli ospedali sono di nuovo strapieni, gli straordinari operatori ospedalieri continuano a dover fronteggiare una crisi grave, ma non si ha nessuna notizia del rilancio della sanità territoriale, unico modo per impedire che gran parte dei contagiati finiscano in ospedale.

Legge contro l’omotransfobia: e adesso che succede?

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Intervista di Pagella Politica.

Il 20 aprile, martedì pomeriggio, è previsto che si riunisca nuovamente l'ufficio di presidenza della Commissione Giustizia al Senato.
All’ordine del giorno ci sarà di nuovo la decisione sulla possibile calendarizzazione della proposta di legge Zan contro l’omotransfobia. O meglio, così chiederanno le forze politiche a favore (Partito democratico, Movimento 5 stelle, Liberi e uguali, Italia viva e Autonomie).
«Se ci sarà l’unanimità dell’ufficio di presidenza, si inizierà l’iter per esaminare i testi, in caso contrario la calendarizzazione verrà messa al voto in commissione nella seduta successiva», spiega a Pagella Politica il senatore Pd Franco Mirabelli, membro della commissione Giustizia. Così prevede infatti una piccola nota del regolamento di Palazzo Madama (art. 29), secondo cui «in mancanza di accordo in sede di ufficio di presidenza» (allargato ai rappresentanti dei gruppi) «sul programma e sul calendario dei lavori delle commissioni, la decisione definitiva in materia va rimessa al plenum della commissione», dunque a tutti i membri che ne fanno parte.

Lotta alle mafie: agire e sensibilizzare per sostenere l’economia legale

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Intervista di Quoziente Humano.

“Combattere le mafie significa ridurre la possibilità che penetrino nell’economia legale”, il senatore Franco Mirabelli, membro della seconda Commissione permanente di Giustizia e della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere, ci introduce al tema della criminalità organizzata e ai suoi intrecci con le vicende economiche e sociali del Paese.
“L’allarme sociale è bassissimo”, avverte. Parole che suonano da monito e che richiamano la necessità di tenere alta l’attenzione e l’assunzione di responsabilità. “C’è spazio di impegno. Il rischio c’è sempre, qualunque azione si faccia si deve tenere conto che le mafie possono essere favorite o contrastate”. Stato, terzo settore, cittadini, imprese possono fare la propria parte. Con una certezza, che alimenta la fiducia: “Penso valga la pena”.
La lotta alla mafia ha ricadute economiche sul sistema Paese. Con i beni confiscati e il riutilizzo sociale è possibile applicare il concetto di economia circolare anche a questo ambito? In che modo?