A Caserta splendida iniziativa per il sì al Referendum

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"Abbiamo fatto una splendida iniziativa per il sì con centinaia di persone, e tra queste centinaia di persone c'erano persone che sono state in questi anni chiacchierate, ma non risultano indagate". Così il senatore del Pd Franco Mirabelli - conversando con IL VELINO - replica al Fatto Quotidiano che oggi in prima pagina pubblica un articolo dal titolo "La Boschi parla e gli indagati per camorra la applaudono" in riferimento a una manifestazione del Pd a Caserta a sostegno del sì al referendum costituzionale in cui erano presenti tra il pubblico anche due esponenti Pd - il sindaco di Casapenna Marcello De Rosa e l'ex sindaco di Marcianise, Filippo Fecondo - i quali, secondo il quotidiano diretto da Marco Travaglio, sarebbero indagati per concorso esterno in associazione camorristica. "Faccio presente - dice il capogruppo Dem in commissione Antimafia - che una di queste persone, il sindaco di Casapesenna, era lì insieme alla sua scorta perché ha una tutela personale e familiare, avendo subito atti di violenza, anche pesanti. L'altra persona (l'ex sindaco Pd di Marcianise Filippo Fecondo, ndr) è assolutamente libera e nessuno dei due mi risulta sia indagato".

Guerriero sospeso dal PD

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Il fermo di Raffaele Guerriero a cui vengono contestati reati gravissimi e incompatibili con le idee e l’impegno del Partito Democratico non può e non deve gettare alcuna ombra sulla nascente nuova esperienza amministrativa di Marcianise che invece è nata proprio per rinnovare e risanare la politica in quel Comune. Come sempre attendiamo con piena fiducia l’esito del lavoro della magistratura augurandoci che Guerriero possa dimostrare la propria innocenza, ma proprio perché non ci siano dubbi sul nostro impegno per la legalità abbiamo sospeso Guerriero dal PD e, nel caso la commissione elettorale lo ritenesse comunque eleggibile e lo proclamasse consigliere comunale, chiederemo a lui di dimettersi immediatamente anche per poter distinguere la propria vicenda giudiziaria da quella politica con cui nulla hanno a che fare i reati che gli vengono contestati. 

Basta alimentare scontri nel casertano, gli elettori capiranno

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Articolo pubblicato da Il Mattino ed. Caserta (file PDF).

Il commissario provinciale del PD Franco Mirabelli interviene sulle tensioni che stanno caratterizzando le ultime ore della campagna elettorale: «E’ grave e ci preoccupa molto la scelta dei candidati del centrodestra a Caserta come a Marcianise di fomentare, in questi ultimi giorni di campagna elettorale, un clima di scontro, alimentato da continui insulti, provocazioni e gratuite insinuazioni contro i nostri candidati. Tutto ciò non fa bene alla credibilità della politica e al confronto tra idee diverse che dovrebbe caratterizzare la competizione elettorale. Vogliono creare confusione e tensione nel disperato tentativo di recuperare spingendo la gente a stare a casa o facendo passare l’idea che non ci siano le più elementari regole».
A giudizio di Mirabelli, inoltre, «Per parte nostra continueremo a parlare con i cittadini di idee e di futuro per le loro comunità e a chiedere loro di votare al ballottaggio per scegliere il proprio sindaco. Sappiamo che Prefetture e forze dell’ordine sono attente e sapranno garantire una serena conclusione della campagna elettorale e la correttezza del voto di domenica».
L’intervento del Commissario provinciale del PD giunge in seguito di una escalation di tensioni verificatesi soprattutto ad Aversa nella sfida tra il candidato PD Marco Villano e il suo sfidante del centrodestra De Cristofaro e, in particolare, a Marcianise, dove ieri i due comizi in programma per il candidato del centrosinistra Antonello Velardi e dello sfidante Dario Abbate sono stati svolti sotto il ferreo controllo delle forze dell’ordine presenti in divisa e anche in borghese.

Mantova terra di passaggio delle mafie verso il Veneto

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"Mantova sta diventando uno dei centri di passaggio degli insediamenti di 'ndrangheta verso altre regioni come nel vicino Veneto". Lo ha detto la presidente della commissione antimafia Rosy Bindi nella conferenza stampa che, in prefettura, ha chiuso la due giorni di audizioni con forze dell'ordine e magistrati delle procure di Mantova e Brescia. Secondo Bindi, la presenza 'ndranghetista in queste zone "ha le caratteristiche della presenza al nord: incendi dolosi che quest'anno sono in aumento, detenzione di armi, intermediazione fondamentale dei professionisti, quella zona grigia che non ha bisogno della violenza per imporsi, le false fatturazioni".
In prefettura a Mantova, la commissione antimafia presieduta da Rosy Bindi ha ascoltato il procuratore capo della Repubblica di Mantova Manuela Fasolato e quello della procura di Brescia Tommaso Bonanno, accompagnato dai due sostituti procuratori Claudia Moregola e Paolo Savio. "Le due procure ci hanno rappresentato gravi carenze di organico - ha detto la Bindi nella conferenza stampa conclusiva -. In particolare, a Mantova manca personale amministrativo mentre alla procura circondariale di Brescia entro l'anno si avrà' il 42 per cento in meno di sostituti procuratori. Stiamo attenti a questo aspetto e lo segnaliamo sia al Governo che al Csm.