A Caserta arriva Guerini a richiamare all’ordine le fazioni in lotta

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Articolo di Lorenzo Iuliano pubblicato da Il Mattino.

Il vicesegretario nazionale del Pd Lorenzo Guerini arriverà il 26 gennaio a Caserta per rilanciare «le ragioni dell’unità» in un partito alle prese con il riacutizzarsi degli scontri interni. Il chiarimento con i vertici nazionali, invocato da tutti ma voluto con forza dal commissario provinciale Franco Mirabelli, ci sarà eccome. L’appuntamento sarà una assemblea degli iscritti, in programma alle 18 all’hotel Royal del capoluogo e ha un titolo ambizioso: «Il Pd in Terra di Lavoro, il nostro impegno per una nuova stagione di buona amministrazione e buona politica».
L’iniziativa verrà preceduta il 23 gennaio da una riunione dei sindaci Pd, convocata da Mirabelli, in vista delle prossime scadenze che attendono il partito: Ato rifiuti, presidenza dell’Ambito distrettuale per l’idrico e soprattutto elezioni in Provincia.
Se a queste si aggiungono tesseramento e durata del commissariamento, ecco servite tutte le spine dei Democrat su cui Guerini è chiamato a fornire rassicurazioni.

PD Caserta: Sindaci a raccolta

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Articolo di Lorenzo Iuliano pubblicato da Il Mattino, 12 novembre 2016 (file PDF).

Il PD inaugura una nuova stagione dei sindaci, senza più scollature tra le scelte dei territori e quelle del partito. «È finita l’epoca dei trasversalismi e degli interessi particolari di cui è stato preda il Pd», fa sapere il commissario provinciale Franco Mirabelli che per lunedì mattina alle 10 nella sede di via Maielli a Caserta ha convocato i suoi 22 primi cittadini. Un maxi vertice che segna un cambio di passo innanzitutto nel metodo di lavoro. «Non tutti hanno ancora preso atto che dopo le ultime amministrative è cambiato il quadro politico in provincia: governiamo tutti i Comuni più grandi e ci sono le condizioni per costruire strategie e scelte da discutere finalmente tutti insieme». Mirabelli è duro sul passato: «Non credo che abbia fatto bene prima il predominio del centrodestra e poi un certo trasversalismo. Abbiamo l’ambizione di essere protagonisti».
Allo stesso tavolo si ritroveranno i primi cittadini di Caserta, Baia Latina, Capua, Carinaro, Casapesenna, Castel Campagnano, Castel Volturno, Cesa, Formicola, Grazzanise, Macerata Campana, Marcianise, Marzano Appio, Mignano Monte Lungo, Pastorano, Pietravairano, San Nicola, San Tammaro, Sessa Aurunca, Valle Agricola, Variano, Villa Literno.

Raggi sbaglia a salvaguardare solo alcune zone di Roma dal gioco

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"E' strano che mentre e il Governo e gran parte delle associazioni e della amministrazioni si stanno preoccupando di ridurre drasticamente il numero dei punti di gioco su tutto il territorio delle nostre città la Raggi decida di tutelare solo il centro della Capitale scegliendo di concentrare il gioco d'azzardo nelle periferie romane che hanno già tanti problemi". Così al VELINO il senatore del Partito democratico Franco Mirabelli. "Certamente - sottolinea l'esponente dem, primo firmatario di un ddl di riordino del settore - nei prossimi mesi ridurremo il numero delle licenze, ma scegliere di non distribuire ciò che resterà sui territori, salvaguardandone solo alcuni, è un errore. Bisogna ridurre ovunque, evitando che i luoghi dell'azzardo siano concentrarti in pochi posti".
Mirabelli, capogruppo Pd in Commissione Antimafia, torna con il VELINO anche sul caso Napoli dove gli operatori del gioco legale denunciano un crollo del fatturato del 40% da quando è in vigore l'ordinanza del sindaco De Magistris mentre l'assessore Panini evidenzia come "il gioco legale non ha mai scacciato quello illegale, ma si è solo aggiunto".

Sul riordino giochi, intesa vicina

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Una discussione spesso ideologica quella sul gioco, senza tener conto di quello che davvero si dovrebbe fare. Così il senatore Franco Mirabelli in un intervento ieri a Milano per la presentazione del libro Giocati dall’azzardo di Maria Cristina Perilli.
“Questo è il Paese dove Tremonti ha fatto una scelta, che si fondava su due principi: legalizzare il gioco d’azzardo, moltiplicare i punti giochi, portare le slot nei locali pubblici per combattere l’illegalità e dall’altra aumentare le entrate dello Stato utilizzando uno strumento discutibile dal punto di vista etico.
Il primo si è rivelato un assunto sbagliato. Oggi pensiamo di correggerla riducendo il numero degli apparecchi .
Siamo di fronte ad un sistema incontrollato, non ci sono regole, almeno fino alla Finanziaria dello scorso anno. In questo frangente i Comuni hanno svolto un ruolo importante, insieme alla Regione. Un sistema che anche dal punto di vista industriale non funziona. Il nostro obiettivo è ridurre l’offerta. Lo stiamo facendo attraverso le norme introdotte con la Finanziaria 2016.