Tutela per i whistleblower

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Il 14 novembre comincia la discussione alla Camera della legge a tutela di chi segnala corruzione e irregolarità sul posto di lavoro (whistleblower): anche se vedo che ci sono un po’ di dubbi e osservazioni che stanno emergendo io spero e mi auguro che si approvi in modo definitivo, anche perché credo che sarebbe peccato non portare fino in fondo questo provvedimento per poi dover ricominciare da capo nella prossima legislatura. Penso che sia compito del Parlamento che ci ha lavorato fino adesso portarla a termine. Tra l’altro, c’è stato anche l’appoggio del Governo e del Ministero della Giustizia, quindi penso che ci sia la consapevolezza in tutti che sia importante portare a casa questo provvedimento.
Purtroppo è stato un percorso molto lungo anche perché abbiamo dovuto migliorare l’impianto della legge in Senato. L’abbiamo emendato per dare più garanzie a chi denuncia ma ovviamente la Camera deve riuscire a votare il testo senza modificarlo, anche perché noi al Senato abbiamo costruito un equilibrio tra la necessità di tutelare chi denuncia e dall’altra parte fare in modo che questo strumento non diventi uno strumento per favorire denunce non appropriate o che non hanno fondamento. Mi pare che l’abbiamo trovato questo equilibrio, per quanto si possa sempre fare meglio, ma mi sembra che in questo momento la cosa più importante sia arrivare all’approvazione della legge.

Rendere strutturale la cedolare secca al 10% per affitti a canone concordato

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Rendere la misura della cedolare secca ridotta al 10% per gli affitti a canone concordato strutturale, e non prorogata solo per qualche anno come previsto dalla manovra 2018. A chiederlo è un emendamento del Pd alla legge di Bilancio depositato in 5a commissione al Senato. L'emendamento, a prima firma Franco Mirabelli (Pd), chiede dunque di cambiare il comma 6 dell'articolo 3 della manovra, che attualmente estende fino al 2019 la riduzione dell'aliquota della cedolare secca al 10% fino al 31 dicembre 2017 per gli immobili a canone concordato. Come previsto da alcune bozze della legge di Bilancio, ma non dalla versione definitiva, il Pd chiede che questa misura divenga strutturale a partire dal 2018.

Fonte: Public Policy

Il decreto attuativo sui giochi dovrà solo dire quante sale e macchine per Regione

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“Le Regioni dovranno trovare un modo per applicare la convenzione. Che comunque non è in contrasto con le loro norme. Il decreto dovrà solo dire quante sale e quante macchine dovranno esserci in ogni regione”. Così il senatore Franco Mirabelli (PD) interpellato da Agimeg in merito al decreto attuativo che dovrà essere emanato dal Mef, in seguito all’intesa Governo-Regioni del 7 settembre scorso, decreto che, secondo l’accordo, dovrebbe uscire entro il 31 ottobre prossimo, ma che probabilmente ritarderà di qualche giorno.
“Se qualcuno trova dei contrasti – ha concluso Mirabelli – deve solo tener conto dell’articolo che assegna alle Regioni il compito e le risorse per contrastare l’azzardo patologico”.

Giochi, con l'accordo in conferenza Unificata è stato raccolto lo spirito del mio DDL

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"La direzione, come era previsto dal mio disegno di legge, è quella di ridurre l'offerta di gioco. Di fatto si cancella la presenza delle awp nei locali non dedicati al gioco, c'è un dimezzamento delle sale gioco e c'è una distribuzione territoriale che viene concordata con le pubbliche amministrazioni. Regole severe sulle sale e norme antiriciclaggio. Vediamo come viene tradotto tutto ciò nel decreto legislativo ma non credo che ci si possa discostare tanto da quanto previsto dall'accordo". Così al VELINO Franco Mirabelli, senatore Pd e firmatario di un provvedimento sul riordino del settore all'esame della commissione Finanze di Palazzo Madama, il quale definisce "ottimo" l'accordo in Conferenza Unificata sul riordino del settore "perché raccoglie non solo lo spirito della mia proposta di legge ma anche tutto il lavoro che è stato fatto in questi anni di confronto e discussioni sia in parlamento sia fuori con tutte le associazioni, ma anche con il comporto economico".
"Ora – osserva il senatore Pd - bisognerà che le Regioni trovino dei criteri che tengano insieme le norme locali con quanto sancito nell'accordo. Agli Enti locali è stata data un'indicazione chiara su numero di apparecchi e di sale gioco sul territorio; e sulle distanze dovranno essere capaci di assumersi la responsabilità di collocare le sale evitando concentrazioni eccessive che creino una sorta di 'quartieri a luci rosse' del gioco".