Il settore dei giochi ha bisogno di un riordino

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Intervento alla trasmissione "La Radio ne parla" (video).

Giustamente il gioco resta una riserva statale, negli anni si sono moltiplicati i diversi provvedimenti riguardanti il settore – anche in relazione alle diverse Leggi di Stabilità – senza un’organicità. Ci sono momenti in cui si è cambiata drasticamente l’offerta di gioco sul territorio. Il momento in cui si è scelto di consentire l’apertura delle slot con premi in denaro nei locali pubblici ha segnato una svolta, tra l’altro senza pensare ad una regolamentazione adeguata. In quel momento è venuta meno la separazione che i luoghi dedicati al gioco costituivano.
A mio avviso, oggi c’è bisogno di una legge di riordino complessivo. Lo testimonia anche la vicenda della sanatoria. L’idea alla base della sanatoria era quella di fare emergere il gioco illegale ma evidentemente serve creare le condizioni affinché il gioco illegale sia contrastato meglio. Oggi le pene per chi pratica gioco illegale sono irrisorie e i sistemi di controllo rispetto a chi compone le società concessionarie e i gestori anche in merito ai possibili rapporti con la criminalità sono eccessivamente blandi.
Non ci sono neanche norme adeguate per contrastare il riciclaggio nel settore. L’ultima Legge di Stabilità, però, oltre alla questione della sanatoria, ha indicato una strada che, a mio avviso, si dovrà seguire anche nella legge di riordino che abbiamo incardinato nella Commissione Finanze del Senato, cioè andare verso la direzione di diminuire l’offerta di gioco. La Legge di Stabilità, infatti, prevede che entro il 2017 diminuiscano del 30% le slot machines nei locali pubblici e riduce le concessioni per tutti i tipi di gioco, e prevede altre norme come ad esempio l’accesso remoto per le macchinette che ci sono nei bar, in modo da consentire un controllo maggiore e una tutela maggiore.
Sicuramente andrà fatto molto altro ma l’idea di ridurre domanda e offerta di gioco, anche colpendo la pubblicità, sono le strade indicate.
Bisogna agire in fretta e anche il Governo deve fare la sua parte. Stiamo lavorando al disegno di legge di riordino, sapendo che la materia è molto complessa e sapendo che le questioni da affrontare riguardano la legalità, un’industria grande quale è quella del gioco, un grandissimo problema di impatto sociale e di tutela delle persone e poi c’è il problema di diminuire offerta e domanda di gioco perché in Italia è cresciuta troppo e questo vuol dire che lo Stato deve fare i conti anche con il cominciare a pensare di ricavare minori entrate dal gioco.


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