Doppia fiducia al Senato per le riforme della giustizia

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Articolo di Repubblica.

Al Senato scoppia la pace sulla giustizia. Il luglio caldo della Camera, con il M5S fino all'ultimo sulle barricate contro l'improcedibilità, è alle spalle. È senza storia la riforma del processo civile. Sono tutti d'accordo. Il pallottoliere degli emendamenti ne conta solo 24.
Domani sarà la sua giornata e passerà in prima lettura con la fiducia. Idem il giorno dopo, o al massimo giovedì mattina, per la riforma del processo penale. Giunta alla sua seconda e definitiva lettura. Il prossimo passo sarà quello dei decreti legislativi.
Complice il voto per le amministrative, al Senato si stringono i tempi. E in due giorni l'aula licenzierà le due riforme della giustizia su cui punta il governo per i fondi del Pnrr. Due fiducie. Ma stavolta sottotono. Niente polemiche. E il voto sul penale non dovrebbe riservare alcuna sorpresa dai banchi di M5S. Tant'è che nel pacchetto degli emendamenti - circa 1.800 - non figura nessuna richiesta di modifica da parte di M5S, ma solo 23 emendamenti di FdI e tutto il resto del gruppo di Alternativa c'è, gli ex senatori fuoriusciti da M5S. Dalla maggioranza invece neppure una proposta divergente rispetto al testo che pure ha creato a luglio tante polemiche alla Camera. Alla fine, comunque, qualche voto in dissenso, ma soprattutto qualche assenza che ha creato polemiche.
Adesso la road map della giustizia a palazzo Madama appare del tutto lineare. Domani, a partire dalle 16 e trenta, l'aula voterà la riforma del processo civile che contiene la novità del nuovo tribunale della famiglia.
Nel frattempo, in commissione Giustizia, saranno votati gli emendamenti del processo penale, con una raffica di sedute, anche notturne, per portare in aula il testo mercoledì. E anche in questo caso una fiducia porterà al voto, questa volta definitivo, la riforma della Guardasigilli Marta Cartabia.
Il Pd è convinto che i due voti segneranno una svolta nella politica della giustizia. Dice Anna Rossomando, vice presidente del Senato e responsabile Giustizia del partito: "Si tratta di due provvedimenti fondamentali per ottenere i fondi del Pnrr, il funzionamento e l'efficienza dei tribunali e la tutela dei diritti dei cittadini. Avevamo detto che le riforme si fanno in Parlamento e siamo stati conseguenti". Poi una stoccata polemica alla Lega: "Il populismo giudiziario lo lasciamo ad altri che la mattina fanno i parlamentari e il pomeriggio raccolgono le firme contraddicendo le riforme del governo di cui fanno parte".
La pensa esattamente allo stesso modo Franco Mirabelli, capogruppo dei Dem in commissione Giustizia e vice capogruppo in aula: "Quello che succederà nei prossimi due giorni al Senato conferma che la strada giusta è quella delle riforme condivise, non certo quella dei referendum divisivi". E Mirabelli, che in commissione ha seguito il lungo iter del processo civile, è convinto che le due riforme abbiano un peso strategico: "Dopo le assunzioni per gli uffici del processo e gli investimenti per la digitalizzazione, con queste riforme si interviene concretamente ed efficacemente su molti dei mali della giustizia italiana garantendo tempi rapidi e certi per i procedimenti. Per noi il rafforzamento dell'ufficio del processo, l'incentivazione dei riti alternativi nel civile e delle pene alternative al carcere e risarcitorie nel penale sono obbiettivi importanti per cui ci siamo impegnati e che indicano una direzione e qualificano le riforme".

Fonte: Repubblica

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